cambiare, cambiare sempre

Posted by: on Jun 21, 2011 | No Comments

Ho scritto una cosa per INUTILE » associazione culturale, qui, dovuta al fatto che con inutile. opuscolo letterario, da settembre, cambiamo formato. Ecco, inizia così:

L’editoriale dell’ultimo numero finora pubblicato si chiude così:

E come diceva Gesù di Nazareth: «Invecchiare bene. Viaggiare comodi. Far piangere di tanto in tanto le proprie donne».

Io personalmente non so se il buon Gesù di Nazareth l’ha detto davvero, ma mi fido del mio socio Ale, che l’editoriale l’ha scritto davvero. È l’editoriale che cuce insieme il #45, l’ultimo nel formato volantino che abbiamo inaugurato nel 2009: all’epoca era il #20. {continua a leggere}

tra un po’ ne faccio trenta, ma comunque

Posted by: on Apr 19, 2011 | No Comments

Faccio un salto qui. Vent’anni non ce li avevo neanche quando abbiamo iniziato a fare inutile, ma l’importante è esser giovani dentro.

Tra un mese, tra parentesi, ci siamo noi e gli amici di Follelfo.

altro giro

Posted by: on Apr 13, 2011 | No Comments

Consiglio l’acquisto dei Noam. Per capire chi sono, puoi leggere questa mia.

quel fumetto strano, lì, dove non succede nulla

Posted by: on Apr 1, 2011 | No Comments

Barcazza di Francesco Cattani è veramente un fumetto bellissimo. Questa è una delle foto della presentazione che abbiamo fatto a Mestre, il 19 marzo.

una notte così

Posted by: on Jan 17, 2011 | 2 Comments

Appena tornato dal Flat (hanno rinnovato calendario, arredamenti, allestimento, sito: gran fighi). C’è stato un concerto di fisarmonica, molto bello, e poi un po’ di letture. Abbiamo conosciuto Franco Ventimiglia di Lettura e altri crimini, e ci è stato molto simpatico. Abbiamo poi letto la Posta del cuore del prossimo numero di inutile, quello che esce tra poche ore. E poi, visto che ero rimasto solo e qualcosa dovevo pur fare, mi son tolto un sassolino dalla scarpa e ho letto Una notte così, di Daniel Wallace, il racconto che ho chiesto e tradotto per inutile nel 2009.

Ecco, era uno dei miei sogni leggerlo di fronte a un pubblico. Finalmente ce l’ho fatta: un anno e mezzo dopo, ma ce l’ho fatta. Dicono anche che non sia andata male. Io ti riporto il testo del racconto, qui di seguito, perché è un racconto meraviglioso. Te lo riporto con gli errori di traduzione che ho fatto e che non son stati notati all’epoca della stampa, e che adesso mi fanno un po’ vergognare, ma chi se ne frega: è un racconto meraviglioso. E tornare a casa, e c’è nebbia che non vedi la fine della piazza, e camminare col sorriso: era un po’ che non mi succedeva.