evviva gli analisti

Posted by: on Mar 7, 2012 | No Comments

Ho letto quest’articolo di Michael Lewis: cerca di riassumere quello che pensano gli analisti finanziari del nuovo iPad (verrà presentato oggi). Speravo che tutti avessero capito che gli analisti finanziari sono le ultime persone che vanno ascoltate, quando si parla di Apple. Invece Lewis riporta le loro previsioni: vado a cercare di confutare quelle che sono in grado di confutare, e poi stasera vediamo chi ci è andato più vicino, se io o gli analisti.

“It’s nearly been a year since the iPad 2 was released so the time is right for an upgrade,” said Queen’s University media studies professor Sidneyeve Matrix.

Dal 2001 i cicli di vita dei dispositivi mobili di Apple sono di un anno: un iPod ogni anno, un iPhone ogni anno (l’iPhone 4 ha ‘vissuto’ 15 mesi circa), un iPad ogni anno. “The time is right” perché han deciso loro di farlo ogni anno.

“There are many rumours on what updates will be added — higher resolution screen, Siri (the popular voice-activated assistant that was recently added to the iPhone 4S), and a cheaper 8-gigabyte iPad to compete with low-cost competitors,” he said.

Sarebbe bello ci fosse anche Siri, ma avrebbe senso se l’italiano fosse tra le lingue riconosciute, assieme a tutte quelle finora ‘escluse’. l’iPad da 8GB non me lo vedo, ma ne parlo un pelo più diffusamente più sotto, quando viene nominata una versione da 7″.

“No matter what the updates are, there will be a buying frenzy from Apple’s diehard users the day the iPad 3 hits the stores.”

Quindi i più di 50 milioni di iPad venduti tra il 2010 e il 2011 sono stati venduti esclusivamente a fanatici della Mela?

But some analysts say this launch under Tim Cook, named Apple chief executive after the death of co-founder Steve Jobs, may lack some of the magic of the past.

Certo che mancherà di «some of the magic of the past»: Steve Jobs è morto il 6 ottobre 2011.
Ma attenzione, ché Cook è diventato amministratore delegato prima della morte di Jobs: il consiglio di amministrazione l’ha nominato CEO il 24 agosto 2011, quando Jobs ha rassegnato le dimissioni per motivi di salute.

“I think people are going to find it disappointing,” said Silicon Valley technology analyst Rob Enderle.

Be’, se la delusione per il nuovo iPad sarà come quella per gli iPhone, ben venga: l’iPhone 4S, l’iPhone 4 e l’iPhone 3GS sono ai primi tre posti della classifica degli smartphone più venduti.

Enderle noted that Apple’s tablet dominance faces intense challenges from the raft of lower priced Android offerings.

L’unico tablet con Android che sta vendendo presumibilmente bene è il Kindle Fire: solo che Amazon non ha mai divulgato i numeri delle vendite dei suoi Kindle, quindi non lo possiamo sapere. Solo che l’utente normale (“mia mamma”, per dire) non saprà mai che quella è una versione di Android 2.qualcosa, sepolta sotto le pesanti personalizzazioni di Amazon.

And the launch possibly in October and marketing blitz around Microsoft’s Windows 8 operating system supporting tablets with all of the functions of a Mac desktop computer “is going to hit them (Apple) them hard.”

Se Microsoft riesce a far uscire un prodotto rispettando la sua stessa scadenza, sarebbe meraviglioso (anche perché Windows 8 promette davvero bene), ma la vedo molto dura.

While Apple has not revealed what it will announce in San Francisco Wednesday (…)

A me sembra che quest’immagine parli chiaro: è un evento dedicato all’iPad. Può esserci anche qualcos’altro, ma principalmente sarà quello.

It is anticipated the [iPad 3] will feature LTE 4G cellular technology, an improved camera, a much faster processor and higher resolution HD graphics display.

Tenendo conto della qualità incredibile del Retina Display dell’iPhone 4/4S, anche solo questa ‘novità’ meriterebbe l’acquisto del dispositivo.

There are also rumours about a smaller, 7-inch iPad, though the offering would put Cook in the crosshairs of many Apple fans since Jobs was adamantly opposed to a smaller tab. The new device is expected to sell at the lower end of the iPad 2’s typical price point to compete with Android tablets and Amazon’s Kindle Fire.

Difficile, ma non perché Tim Cook abbia paura di smentire Jobs: attivare una linea di produzione di iPad da 7″ sarebbe una grande spesa, difficile da recuperare: un tablet da 7″ lo devi mettere in vendita a meno e probabilmente non riuscirebbero a tenere i margini alti cui sono abituati. In più, un nuovo formato introdurrebbe una frammentazione nell’ecosistema iOS (formato da due schermi: quello dell’iPhone/iPod Touch e quello dell’iPad), costringendo gli sviluppatori a pensare a come realizzare le proprie applicazioni per un terzo tipo di dispositivo.
Piuttosto, aspettati che l’iPad 2 rimanga in circolazione, magari a 100-150$ in meno di quanto costa adesso.

Apple accounted for more than 60 per cent of global tablet shipments over the first three quarters of 2011, according to Bloomberg Industry analyst Anand Srinivasan.
But he said the iPad could lose U.S. market share to rivals including Samsung, Amazon and Asus that are all slashing prices. Srinivasan said tablets running Google’s Android software are expected to grab 44 per cent of U.S. tablet shipments this year.

Questa la dobbiamo verificare a fine 2012, ovviamente. Ma quello che Srinivasan sta dicendo è che Apple passerebbe, tra nove mesi, dal 60 al 54% del mercato dei tablet (negli USA).
Tra l’altro vorrei trovare il dato della quota di mercato di Apple alla fine del 2011, non nei primi tre trimestri.

Mi pare basti così.

PS: In tutto il pezzo è stato chiamato iPad 3, anche se non è detto che sia questo il nome che gli hanno dato. È per capirsi, perché è più facile.

la pubblicità e il futuro di Apple

Posted by: on Sep 7, 2011 | No Comments

Advertising will be an early indicator of whether people without vision and taste are moving in at Apple. It will be interesting to watch.

Mi pare un po’ campato in aria, ma è una considerazione interessante.

se non paghi per averlo, sei tu quello che viene venduto

Posted by: on Aug 29, 2011 | No Comments

Matthew Ingram su GigaOm dice una cosa su Google che da un po’ io vado in giro a dire, cioè che Google fa i soldi sulla pelle nostra. Cioè: Google+ servirebbe a far guadagnare qualcosina in più a Google. E come? Be’, impuntandosi sulla condizione “dammi il tuo vero nome, sennò non usare G+“, Google può costruire in fretta un database di gusti, luoghi, persino i tempi della nostra vita online. Che è una cosa che già fa, ma per lo più anonimamente: ha il mio IP, magari sa anche che computer uso (il browser ha una cosa che si chiama “user agent” che sputtana parecchio di quello che siamo), ma non sa chi sono io, non sa che al mio computer risponde Matteo Scandolin: ci arriva, se ci vuole arrivare, ma è più complicato, e si mette in mezzo quella cosettina che si chiama “privacy”.

G+ è un calarsi le braghe volontario, come già Facebook.

The growth of Google+ provides a reason for people to create Google profiles, and that data (…) goes into the vast Google cyberplex where it can be crunched and indexed and codified in a hundred different ways. And the more people who decide to do it, the better it gets, both for Google and for its advertising strategy. As the saying goes, if you’re not paying for it, then you’re the product being sold.

Non concordo però sul passaggio in cui viene sostenuto che sulla stessa strada sono Amazon e Apple:

Dave Winer thinks that the company wants to effectively become a bank — something he also suspects that Apple and Amazon are interested in as well — and that’s definitely a possibility. Apple and Google both seem interested in NFC technology (near-field communication), which turns mobile devices into electronic wallets, and having a social network tied to an individual user’s identity would come in handy.

La differenza tra Google e le due aziende con la ‘a’ è che loro vendono, effettivamente, dei prodotti, non chi li compra. (In ogni caso in questo passaggio Ingram sta citando Dave Winer, come anche il link dice esplicitamente, va da sé che non mi riferisco a lui.)

cosa ci dicono le dimissioni di Steve Jobs sul futuro di Apple?

Posted by: on Aug 25, 2011 | One Comment

Niente.

Tim Cook guida Apple da diversi mesi ormai, l’ha fatto ripetutamente negli ultimi anni, e i dirigenti di Apple tutti condividono lo stile di Steve Jobs. Non cambierà nulla: neanche se lui morisse domani. (E non morirà domani.) Se senti in giro che adesso Apple è destinata al fallimento senza il suo fondatore al timone: ridici sopra.

Semmai, le dimissioni da CEO ci dicono molto sulla salute dell’uomo Steve Jobs. Ma dei suoi fatti privati preferisco non parlare.

(Il titolo e l’incipit di questo breve post è copiato paro paro da qui.)

(Grazie a Giorgio Fontana per la correzione di un refuso.)