Spoiler

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Il primo documento per la produzione di Spoiler è stato aperto su Quip il 17 marzo 2015. Spoiler è nata come battuta tra Lucia e me, che degli amici milanesi siamo tra i pochi che andiamo a scoprire come finiscono le serie tv che guardiamo - per quanto Lucia lo faccia senza volerlo fare davvero, contrariamente a me che invece vado attivamente alla ricerca dei finali. Oggi è il 17 marzo 2016, è passato un anno esatto e Spoiler lo puoi ascoltare qui.

Spoiler ha significato 12 mesi di lavoro, infinite discussioni via mail, una trentina abbondante di documenti su Quip, diverse centinaia d’ore di lavoro, interviste in cinque città diverse, di cui una in un’altra nazione, tante telefonate, più di dieci ore di interviste totali, qualche momento di scoramento, qualche momento di esaltazione, e la consapevolezza che stavamo facendo un buon lavoro solo quando ne avevamo già fatto troppo e non era più possibile tornare indietro. (Che uno ci spera, di fare un buon lavoro, ma per quanto mestiere ci metti dentro, per quanta fiducia in te stesso tu abbia: non è mica sempre scontato.)

È il prodotto di cui sono più soddisfatto, da un po’ di anni a questa parte, e per quel che è dato sapere a noi che l’abbiamo fatto, pare sia un programma unico nel suo genere: per ambizioni, soprattutto. Fare un programma all’americana, una ricerca che ha comportato un gigantesco lavoro di preparazione, di produzione e - soprattutto - di post-produzione, come se fosse una puntata di uno dei podcast più navigati che potete ascoltare in lingua inglese. Sta agli ascoltatori dirci che cosa ne pensano, e soprattutto se abbiamo azzeccato le ambizioni: noi però siamo soddisfatti già così. E ci rimane soltanto di ringraziare tutte le persone che hanno accettato di farsi intervistare da noi, anche se sembrava una follia; gli amici che ci hanno ascoltato blaterare e che sono riusciti a indirizzarci verso le intuizioni giuste; e la famiglia di Querty, perché ce l'ha lasciato fare.

Il grosso dello sforzo di Spoiler comunque l’ha fatto Lucia: che non aveva mai lavorato a un podcast, prima di un anno fa (se non come ospite occasionale a Ricciotto o Coccinelle), e non solo si è adattata alla grande, ma si è presa in carico il tutto e ha fatto fare il salto di qualità al programma. Se è bello, il merito è solo suo. (Il mio merito è solo di essere riuscito a far sentire le voci di tutti, anche quando i file delle registrazioni erano venuti alla brutto dio.) Senza contare la sua voce: spero davvero che voglia continuare a fare podcast, perché sembra davvero una voce perfetta per il microfono.

Sono una persona fortunata, in fin dei conti: lavoro praticamente sempre con persone bravissime cui voglio bene, e non me ne rendo conto abbastanza spesso.