niente guerra termonucleare globale, eh

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Il problema con alcuni dispositivi "intelligenti" è che sono sempre all'erta, pronti a recepire quello che dici per poter eseguire un eventuale ordine. Ordine che potresti anche non aver mai voluto dare. Per esempio: Amazon Echo, il dispositivo per la casa di Amazon, equipaggiato con Alexa, uno dei migliori assistenti vocali sul mercato, è sempre pronto ad ascoltare. Se sente «Alexa» in una frase scatta e fa quello che chiedi. Ma se non sei tu a pronunciare quella frase all'apparecchio non interessa: l'importante è che la frase abbia «Alexa, fai qualcosa». (Sì, rischia di diventare un incubo: c'è poi tutta una questione di privacy che non sto a sollevare.)

A San Diego un presentatore ha detto «I love the little girl, saying ‘Alexa ordered me a dollhouse’». Nelle case degli spettatori del programma, nelle case in cui c'era un Amazon Echo, Alexa ha recepito il comando e preparato l'ordine. (Non sono un esperto in materia, non so fino a che punto Alexa sia indipendente: è collegata al tuo account Amazon, alla tua carta di credito e può sicuramente preparare un ordine, non so se può anche confermarlo.)

Abituarsi a questo mondo non è facile, perché da un lato la comodità di parlare con gli oggetti della propria casa è per me indubbia, dall'altro c'è il rischio di intrusione: Alexa dovrebbe saper riconoscere la nostra voce, ma se fossimo raffreddati? Se un giorno suonassimo diversi? E se non fossimo noi a dare il comando: se fosse la mia compagna a parlare all'apparecchio? E se invece fosse un ladro? Amazon, Apple, Google: è compito loro risolvere questi problemi, e hanno delle belle responsabilità da qui in avanti.

E però Jason Snell lo dice perfettamente: se fai un lavoro come il presentatore (o, nel nostro caso, il podcaster) non puoi non pensare a queste possibilità. Rientra nelle cose cui devi stare attento, evitare che la casa dei tuoi ascoltatori non faccia scoppiare una guerra termonucleare globale. «Non importa se questa tecnologia è sviluppata male: quello che importa è che quello che dici può influenzare malamente la tecnologia del tuo pubblico, e stare attenti a non attivarla è dimostrare al tuo pubblico attenzione e rispetto. Ignorare queste cose perché (davvero) è colpa di Apple, Amazon, Google o Microsoft (o peggio ancora, dell'utente che ha configurato in quella maniera quel prodotto) è una mancanza di rispetto, scortese, arrogante.»

Update: I heard from a few people on Twitter who think that broadcasters shouldn’t modify the way they speak out of fear of activating badly voice technology. Those people have a deep misunderstanding of the responsibility any communicator has with his or her audience. It doesn’t matter if the tech is badly implemented—what matters is that something you say can mess up the technology of people in your audience, and to take care to not trigger that technology is to show your audience care and respect. To blithely ignore it because it’s really the fault of Apple or Amazon or Google or Microsoft (or worse, the fault of the user for having the tech configured that way) is disrespectful, rude, and arrogant.