la fine del mondo

Tornavo a casa per mangiare qualcosa prima di partire a Trento, e in Piazza Ferretto a Mestre ho sentito i discorsi di due coppie, che camminavano nella mia direzione, ma un po’ più indietro da me. Parlavano del 2012, della fine del mondo, e del discorso di Obama del 27 novembre, quello in cui rivelerà qualcosa di fondamentale, probabilmente l’esistenza degli Ufo.

Ora, a questi quattro signori vorrei dire: ma davvero non avete alcun tipo di preoccupazione? Davvero non c’è nient’altro di cui volete parlare, quando vi trovate? Non avete letto un bel libro ultimamente, qualcosa che vi tenga impegnati a parlarne per qualche ventina di minuti? Nessun aneddoto divertente, tipo lo spreco di tempo dedicato
al calendario Pirelli, per esempio, che è abbastanza importante da avere tappeto rosso, party e finire sui tg nazionali: ma almeno son belle gnocche, altro che stronzate fataliste. Trovatevi un altro lavoro, cambiate compagno, fate sport, leggete: ma smettetela di credere a queste palle. Vi portano via troppa energia, che potreste utilizzare in qualcosa di migliore. (A meno che non siate scrittori di fantascienza: in quel caso, insistete pure.)

Questo post vale anche per i miei molti amici che ci cascano con tutte le scarpe. E al primo che mi dice: ma se fosse vero? Se fosse vero, lo scoprirei comunque. E quindi preferisco spendere i miei “ultimi” anni facendo qualcosa che mi faccia migliorare come essere umano. Sai, nell’eventualità che il
21 dicembre 2012 (e non 31 dicembre, cretina con gli stivali a punta e troppo fard addosso che camminavi in Piazza!) il mondo non smetta...