la biblioteca della piscina

Bella recionada, come diciamo qui a Venezia.

Delle due l’una, lo so: (a) non lo finisco, perché è uno di quei libri scritti in modo un po’ autocompiaciuto, che difficilmente mi piacciono davvero; e se non lo finisco allora avrà le ultime - butta lì - venti pagine che sono un capolavoro. (b) lo finisco, e allora le venti-pagine-capolavoro non sono tutte alla fine, ma sparse per il libro, sono appena duecento battute e non ne valeva proprio la pena. Di solito mi succede così.