guardandosi in faccia
16/11/09 00:12 Archiviato in: mestiere
Tra
Cavallermaggiore e Racconigi non si vede niente, alle
undici e qualcosa di sera. Fuori fa un bel freddo,
diverso da quello umido e adesivo della Laguna. Di là
dal corridoio del treno ci sono Ale, Nando, la bionda
Alice. Davanti a me una ragazza che era rimasta
incastrata con un ritardo di Trenitalia, come noi,
ché il treno che veniva da Ventimiglia era in ritardo
e per tornare a Torino ci son sballati gli orari, e
allora le abbiamo regalato una copia di
inutile. Abbiamo regalato
tantissime copie di inutile,
oggi, e spille: seguendo il listino, abbiamo perso
grossomodo una trentina di euro.
Siamo stati a Cuneo, per Scrittori in città, ma questo lo sapevi. Io sono stato ospitato da Laura, che ha una bellissima casa in quel di Bra (che buona la salsiccia di Bra, vaccamignotta, e che dolci i genitori di Laura!), mentre i miei fedeli pard sono stati ospiti delle ragazze di Artigrafie. Le ragazze e i ragazzi di Artigrafie sono simpatici, e ormai mi sento d’aver adottato Edoardo: ma dubito che Edoardo voglia farsi adottare da me. Poi c’erano gli amici di Colla, e ho conosciuto il misterioso terzo uomo della redazione, Stefano: che va in giro come andavo in giro io qualche tempo fa quando facevo le presentazioni: bravo guaglione. Poi c’era Peppe Fiore, che è stato davvero mitico e ci ha creduto davvero. Peccato che l’evento cui partecipassimo fosse segnato nel programma ufficiale come alle 17, e invece era alle 15: c’erano, oltre noi, due simpatici vecchietti. Punto. Dopo un’oretta non aveva più senso continuare, e abbiamo staccato.
Ma alle cinque la gente ha incominciato a farsi vedere, e a parte uno che è arrivato, ci ha parlato, ha capito quel ch’era successo e se n’è andato, scandendo ogni fase con un sonoro “cazzo”, abbiamo radunato sei o sette persone e abbiam rifatto l’evento, seduti tutti intorno a un paio di tavolini rotondi, col beneplacito dei gestori degli Ex Lavatoi (davvero un bel posto, complimenti). È stato davvero bello, coinvolgente, e le persone sembravano interessate, e ci son stati scambi molto carini. M’ha dato più di quasi ogni altra cosa che abbiamo organizzato o cui abbiamo partecipato (a parte le cento persone al Candiani, ma quella è una questione proprio quantitativa, l’adrenalina di averne davvero tanti di fronte). M’ha dato di più perché c’erano meno persone, ma eravamo tutti vicini, era uno scambio incredibilmente diretto e sincero: ci si guardava in faccia e ci si capiva, ci si confrontava. Peccato che i ragazzi di Colla o Peppe fossero già andati via, perché è stato un colpo di scena non da poco.
E adesso torniamo a Torino. Laura parte per qualche settimana per qualche posto in Europa dove si parla francese. Io domani dovrei pranzare con Luca Gallo (leggiti il suo Come l’insalata sotto la neve, dai, ch’è meraviglioso), poi a sera c’è la presentazione del nuovo libro di mio zio Claudio, alle 21 al Circolo della stampa di Torino, poi martedì si torna a Venezia. Con la sensazione continua che qui le cose, per quelli che fanno questo mestiere, siano completamente diverse.
Siamo stati a Cuneo, per Scrittori in città, ma questo lo sapevi. Io sono stato ospitato da Laura, che ha una bellissima casa in quel di Bra (che buona la salsiccia di Bra, vaccamignotta, e che dolci i genitori di Laura!), mentre i miei fedeli pard sono stati ospiti delle ragazze di Artigrafie. Le ragazze e i ragazzi di Artigrafie sono simpatici, e ormai mi sento d’aver adottato Edoardo: ma dubito che Edoardo voglia farsi adottare da me. Poi c’erano gli amici di Colla, e ho conosciuto il misterioso terzo uomo della redazione, Stefano: che va in giro come andavo in giro io qualche tempo fa quando facevo le presentazioni: bravo guaglione. Poi c’era Peppe Fiore, che è stato davvero mitico e ci ha creduto davvero. Peccato che l’evento cui partecipassimo fosse segnato nel programma ufficiale come alle 17, e invece era alle 15: c’erano, oltre noi, due simpatici vecchietti. Punto. Dopo un’oretta non aveva più senso continuare, e abbiamo staccato.
Ma alle cinque la gente ha incominciato a farsi vedere, e a parte uno che è arrivato, ci ha parlato, ha capito quel ch’era successo e se n’è andato, scandendo ogni fase con un sonoro “cazzo”, abbiamo radunato sei o sette persone e abbiam rifatto l’evento, seduti tutti intorno a un paio di tavolini rotondi, col beneplacito dei gestori degli Ex Lavatoi (davvero un bel posto, complimenti). È stato davvero bello, coinvolgente, e le persone sembravano interessate, e ci son stati scambi molto carini. M’ha dato più di quasi ogni altra cosa che abbiamo organizzato o cui abbiamo partecipato (a parte le cento persone al Candiani, ma quella è una questione proprio quantitativa, l’adrenalina di averne davvero tanti di fronte). M’ha dato di più perché c’erano meno persone, ma eravamo tutti vicini, era uno scambio incredibilmente diretto e sincero: ci si guardava in faccia e ci si capiva, ci si confrontava. Peccato che i ragazzi di Colla o Peppe fossero già andati via, perché è stato un colpo di scena non da poco.
E adesso torniamo a Torino. Laura parte per qualche settimana per qualche posto in Europa dove si parla francese. Io domani dovrei pranzare con Luca Gallo (leggiti il suo Come l’insalata sotto la neve, dai, ch’è meraviglioso), poi a sera c’è la presentazione del nuovo libro di mio zio Claudio, alle 21 al Circolo della stampa di Torino, poi martedì si torna a Venezia. Con la sensazione continua che qui le cose, per quelli che fanno questo mestiere, siano completamente diverse.