OpenOffice yeah yeah

A chi interessasse, l’ultima versione di OpenOffice (la 3.2) non mi dà più alcun problema. La puoi scaricare da qui.
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con te partirò

Antonio Dini è un po’ incazzato con quelli di TIM, e a ragione.

Adesso li chiamo per la terza volta e gli spiego perché non hanno ragione loro (se offri un servizio, poi sei tu che paghi quando non eroghi il servizio, mica io).

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scusa, ma come cazzo si usa un browser?

È una cosa che vedo anch’io con una collega, tutti i giorni: lei non scrive mai “trenitalia.it”, né usa il campo di ricerca integrato nei browser come Safari o Firefox. Lei digita nella barra delle url www.google.it, nel campo di ricerca della home page di Google cerca “trenitalia”, e poi si controlla gli orari dei treni. Come dice John Gruber, molta gente usa Google in maniera molto sommaria, e non c’è da stupirsi se poi finiscono sull’articolo di ReadWriteWeb sulla nuova interfaccia di Facebook anziché su Facebook, cercando su Google “Facebook login”...
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brave new world


Amarcord
Sono cresciuto guardando «Star Trek». In particolare, la seconda incarnazione: «Star Trek: The Next Generation». C’era un accrocchio chiamato PADD, o Personal Access Display Device. Era una tavoletta sempre connessa al computer principale, e che permetteva di leggere informazioni e dati provenienti da lì. E mi ricordo che mi piacevano un mondo. In realtà, ero e sono tuttora affascinato dall’idea di Star Trek di una tecnologia amichevole, e “facile” da usare. (Non credo che fosse “facile” far funzionare un motore a curvatura, però dai, hai capito.)

Su quella stessa scia
Nel 2007 è stato introdotto iPhone, con la solita fanfara e magniloquenza di Apple: «Apple reinvents the phone», dicevano gli strilli. Be’, come telefono in senso stretto non è chissà cosa, ma come apparecchio da portare sempre con sé è certamente una grandissima innovazione. Come lo è il suo schermo multi-touch. Come lo è il fatto che l’unica cosa che conta, in quell’accrocchio lì, è il software: attraverso continui aggiornamenti, il software si è evoluto nel corso dei tre anni che son passati da allora. Non importa che abbia una fotocamera dalle ridotte capacità, o “solo” 32GB di memoria flash. Importa il fatto che, come il computer, può imparare a fare cose nuove ogni giorno. Ci sono 140mila applicazioni per iPhone, probabilmente qualcuna di più: ce n’è una per quasi qualsiasi cosa ti possa venire in mente. È il PADD come me l’aveva mostrato il Capitano Picard? Non proprio, ma ci va molto vicino. E comunque, il multi-touch non solo è figo: funziona bene.

And then comes the iPad
E poi mercoledì 27 gennaio 2010 Apple, nella persona di Steve Jobs, presenta l’iPad. E ‘sto giro la magniloquenza è ai massimi livelli: «La nostra tecnologia più evoluta in un dispositivo magico e rivoluzionario, a un prezzo incredibile». Be’, il prezzo è proprio incredibile, soprattutto pensando che viene da Apple: 499$ la versione base è cosa notevole. In Italia finirà per costare il doppio del cambio, ma ci siamo abituati, anche se non sappiamo bene perché.
Il prodotto? È figo, strafighissimo, e come dice giustamente Arturo
in un commento a un mio post precedente sembra davvero un PADD della Flotta Stellare. Ha uno schermo da 9,7”, oleorepellente (non vedrai le tue ditate, ma se vuoi un consiglio: lavati le mani), LED, naviga grazie al wifi o a microschede 3G, regge fino a 64GB e il resto delle specifiche te le leggi qui. A una prima occhiata è un iPod Touch gigantesco. A una seconda occhiata, pure. Cheppalle, però: iPod Touch esiste dal 2007, sai che scoop.

Mi manca qualcosa
E quel qualcosa è il senso: che cazzo me ne faccio di un iPod gigantesco? Se proprio devo andare in autobus e ascoltare la musica, è meglio il cugino piccolo. Se proprio devo scaricare la posta mentre sono in spiaggia e mio figlio mi prega per giocare un po’ con lui, meglio l’iPhone, ch’è più piccino. E ti do pure ragione. In più Luca Sofri dice, giustamente, che un altro apparecchio che faccia le cose che fanno già gli altri apparecchi non fa al caso nostro.
A parte gli esempi forniti da Apple stessa durante la presentazione e nel video promozionale, e a parte la suite iWork ridisegnata per iPad (e che lavoro magnifico è stato fatto, tra l’altro!), e a parte le 140mila applicazione per iPhone che ci possono girare subito, fin dal primo giorno - tranne quelle che utilizzano le funzionalità telefoniche dell’iPhone, ovviamente - a parte tutte queste cose, l’iPad non ha uno scopo ben definito. E questo è il suo senso: è un apparecchio multifunzione, proprio come lo è il computer, che ad ogni nuova applicazione che installi, impara qualcosa di nuovo.
Eppure credo che anziché andarmene a letto col portatile, come faccio spesso, per rispondere e scrivere le ultime mail, oppure sistemare inutile prima delle pubblicazioni del martedì o del venerdì, o aggiustare il prossimo numero, l’iPad possa essere un degnissimo sostituito. Per farmi i cazzi miei su internet e rispondere sporadicamente alle email uso l’iPhone: ma farlo con l’iPad sarà più comodo (non ho nulla da eccepire alla tastiera software dell’iPhone, la uso benissimo e sono più che soddisfatto, ma è un po’ - come dire - piccolina). Guardare un film con la Dolcissima sarà immensamente più comodo con una tavoletta da poco più di mezzo chilo, presuppongo (forse però gli altoparlanti non reggeranno il confronto con quelli del MacBook Pro... sì, questo potrebbe essere una rottura). Eppure sono tutte cose che faccio già... le farò meglio? Ancora non lo so: ma qualcosa mi dice di sì.
Ma il punto, di nuovo, non è questo: non è (solo) quello che ci puoi fare, ma come lo puoi fare. E come te lo fanno fare.

Ma tutto questo è davvero rivoluzionario?
No. Sì. In parte. Cioè. Argh! È un concetto difficile da spiegare, eppure qualcuno c’è riuscito molto meglio di me (e se vuoi puoi andare alla bibliografia alla fine di questo pezzo per leggerti i loro articoli: sono tutti molto, molto, molto più interessanti del mio). Il concetto è citato per sbaglio da Steve Jobs durante la presentazione, al minuto 14:34, quando naviga sul sito di Fandango. Grossomodo dice:

«Grab the tablet that’s in the kitchen, go to Fandango on your iPad and buy your tickets. It’s that simple»


Kitchen, dice. Cucina. Questo non è un computer. Questo non è un palmare, uno smartphone. È un elettrodomestico. Già un amico, anni fa, mi aveva “accusato” di usare un elettrodomestico, non un computer, quando gli avevo detto che usavo un Mac. Qui siamo a un livello superiore.
Questo è un oggetto perennemente connesso alla rete (in wifi, o in 3G se sei fuori casa o fuori dall’ufficio), su cui puoi consultare i tuoi dati, i tuoi documenti, sul quale puoi fruire di contenuti audio e video, dal quale puoi comprare contenuti audio e video (per il video: non Italia. Che ti credevi?), e per il quale puoi trovare 140mila applicazioni, da stronzate come
Facebook e Wolfenstein 3D (capolavoro), ad applicazioni mediche e via dicendo. Puoi anche modificare i tuoi documenti (nel video della presentazione Phil Schiller usa iWork, per dire). Ti serve comunque un computer per sincronizzarlo e farne il backup (e un account iTunes, tra l’altro). Ti serve comunque un computer per fare i lavori pesanti: montaggio audio o video, impaginazione vera, [aggiungi quello che ti sembra opportuno]. Non è un computer come lo intendiamo oggi: è un elettrodomestico.

Gli elettrodomestici dovrebbero capirsi al volo
L’iPad porta il livello di astrazione dell’iPhone a vette ancora ignote, che chissà dove ci condurranno. Non esiste un file system visibile: l’organizzazione gerarchica dei documenti è a noi sconosciuta. È lo stesso principio di iTunes: tu buttami dentro la musica, e (se ha i giusti metadati) te la faccio vedere io. Questa cosa ha mandato fuori di testa alcuni amici: ma come, non sono io che decido come si chiama la cartella dove sta tutto «Highway Companion», che ho scaricato illegalmente e non ha un metadato neanche a cercarlo per un anno? E che senso ha?
Il senso, alla buona, è che tu puoi goderti la tua musica, il lavoro lo fa qualcun altro. È l’idea di Jobs di un computer come attrezzo per la produzione di contenuti propri, già pronto da usare appena fuori dalla scatola. Su Mac, questa cosa avviene in applicazioni come iTunes e iPhoto. Su iPad, avverrà su tutto: e questo è con buona probabilità il futuro dell’informatica per le masse.
È il futuro perché non serve un manuale per capire come funziona un iPhone. Una volta che hai bestemmiato in cinque lingue per capire a che cosa serve l’unico bottone fisico che ha (ed è una cosa che capisci in due secondi, e un paio di tentativi), non serve altro. È tutto lì, in bella vista. Su iPad, lo stesso: con la differenza che 40 milioni di persone hanno già comprato iPhone, e hanno già familiarità con la filosofia. Loro, e tutti i loro amici/conoscenti/ parenti/colleghi/sconosciuti incontrati in treno, che gliel’hanno visto usare.
E come elettrodomestico, il senso che gli verrà attribuito sarà profondamente diverso da quello che associamo normalmente a un computer. Michael Sippey sostiene (la traduzione è mia):

l’iPad è il computer per la famiglia [...] sembra un apparecchio perfetto per passare dal soggiorno alla cucina alla camera dei bambini alla camera da letto. Ci potremo navigare il web, leggere le notizie, i ragazzi scriveranno delle email (...), lo useremo per controllare la musica di casa (...) Sono sicuro che prima o poi uscirà un “gioco da tavolo” da giocare tutti assieme, o sarà possibile guardarci la tv. E i bambini litigheranno fra loro per chi lo userà (e sarà papà a farlo). In realtà, è come viene usato il mio iPhone già oggi, quando sono a casa. Perciò, un iPhone di famiglia con uno schermo più grande? Ne voglio uno.


E a me che me ne frega?
Niente. Nessuno ti obbliga a comprare un iPad, o ad accettare senza critiche il sistema dell’App Store (Apple deve approvare quello che puoi installare sul tuo apprecchio, a farla breve). Ma per quelli come me che sono cresciuti con una certa idea di tecnologia in mente, l’iPad è la realizzazione di un sogno: tecnologia “amichevole”.
Per quelli che si sforzano di capire e usare un computer, ma ancora non ce la fanno, l’iPad potrebbe essere la carta vincente: non esistendo più un mondo di directory, sottocartelle, file, doppioclic e sposta quel cursore un po’ più a destra... no, un po’ più in basso... dai cazzo, come fai a non prendere quel bottone!, ed essendo esposto tutto allo sguardo, un po’ di bestemmie spariranno. Conto di comprarlo a mia madre, per esempio: non ha mai usato veramente il Mac Mini che le ho regalato un anno fa, perché per lei è “troppo”. E allora un iPad, su cui controllare le email che le spedisce l’insegnante di disegno, navigare un po’ il web, ascoltare magari un po’ di musica o vedere le immagini che deve ricopiare su uno schermo così grande e definito... una cosa del genere potrebbe cambiarle la vita, avvicinandola al computer “vero”. O magari tra tre anni esce un iPad Ultra, su cui scrivere come se fosse una postazione desktop è come bere un bicchier d’acqua, e allora vedi.
Sia chiara una cosa, però: adesso scrivo “iPad”, ma intendo: “apparecchio con le stesse funzionalità e potenzialità di iPad, ma non necessariamente iPad”. Spero che tra cinque anni non ci sia solo Apple a proporre una soluzione simile, ma che sia una filosofia penetrata nel mercato e nei produttori ma - soprattutto - nella gente comune.

Va ben, ma gli ebook?
[Qui ti avverto subito, queste sono mie considerazioni, mie mie proprio mie, e non so se qualcuno le ha già dette meglio di me, ma so già che qualcuno le prenderà male. No, Enrico, non stavo pensando specificatamente a te. Happy ] Se ti aspettavi da Apple un ebook-reader, e basta, mi spiace: no. Per quel che mi riguarda, credo che Apple non sia troppo interessata negli ebook come li conosciamo oggi: è un mercato in espansione, e ha avuto voglia di metterci la zampata. Ma la mia idea della sua idea è: finché non viene studiata una soluzione ottimizzata per apparecchi mobili, o comunque: apparecchi con schermo, non andremo molto più in là di “versioni della «Divina commedia» per [aggiungi nome apparecchio]”.
Credo che quello che deve arrivare, per ottenere una svolta significativa, è un prodotto che unisca le multimedialità concessa dal computer: sennò sarà sempre leggere qualcosa pensato per un altro medium. Il libro di carta è tale perché è stato per anni la punta massima tecnologicamente ottenibile per diffondere idee e storie, e farle durare nel tempo. Se quattromila anni fa fosse esistito il cinema, nel senso di: supporto su cui riversare immagini in movimento e suono, stai tranquillo che i Lumière avrebbero avuto una toga e «Quarto potere» sarebbe arrivato molto, molto prima. Questo è il mio problema con gli ebook oggi: mi danno quello che esiste già, con la filosofia di quel che c’è già, su supporti che non esistevano quando quell’idea è nata e si è sviluppata. Che per carità, ad alcuni può anche andar bene, ed è sicuramente più comodo portarsi dietro centinaia di libri in un pezzettino di plastica o di alluminio, piuttosto che qualche valigia (lo faccio già io, adesso, con Stanza).
Sennò, l’altra idea che ho: ma se tutto dev’essere connesso, se tutto dev’essere sulle cloud, allora perché non rendere i libri delle pagine web? Grazie ai CSS ci può essere un’impaginazione avanzata capace di dare del filo da torcere ai libri stampati; grazie al sistema dei link puoi avere contenuti aggiuntivi (come sui dvd) a portata di clic; grazie agli standard web, puoi avere video e audio (l’ultima presentazione di questo libro? ciapa qua, clicca). Potrebbe essere sensato perderci più di un secondo, dietro quest’idea. O forse no: ma son le quattro del mattino, concedimela.

E quindi?
E quindi adesso aspettiamo. Il primo iPad sarà in vendita tra un paio di mesi. Aspettiamo il costo, aspettiamo la reazione del pubblico, aspettiamo un iPad seconda generazione, e vediamo cosa fa il mercato. Probabilmente, le altre aziende si focalizzeranno sull’oggetto in sé, come è successo con iPod prima e iPhone poi. Ma io spero che la lezione sia servita, e che adesso ci si preoccupi di più del software, e delle potenzialità di un mondo ancora da scoprire.
Sono d’accordo con
Steven Frank: questo è davvero un nuovo mondo. Anche se “Canvas” mi sarebbe piaciuto molto di più, come nome.

Bibliografia
John Gruber: «Various iPad Thoughts»
John Gruber: «
The iPad Big Picture»
John Gruber: «
Canvas»
Riccardo Mori: «
Prime considerazioni sull’iPad»
Steven Frank: «
I Need To Talk About Computers» (qui l’ottimo Riccardo Mori l’ha tradotto)
Michael Sippey: «
The iPad Is The Family Computer»
Joe Hewitt: «
iPad»
Derek Powazek: «
What Apple Unleashed Today»
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chrome

Sto provicchiando Google Chrome, il browser di Mountain View. Niente male. Rendere una cosa sola la barra degli indirizzi e la barra di ricerca è stata una cosa molto molto geniale, ma anche molto - troppo? - straniante per molti, temo. Comunque l’apprezzo assai.

Certe volte mi fanno impazzire, quelli di Google. Per esempio, nella schermata delle preferenze del programma:

preferenze_chrome

E comunque, l’icona del programma è proprio carina:

icona_chrome

Se però mi posso permettere, non mi sembra molto più reattivo e veloce di Safari 4 per Mac. Lo dico per esperienza diretta: il rendering di questa stessa pagina è un pochino più veloce su Safari. Per dire.

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our latest creation

Il tempo di mettere insieme due idee e anche qui fioccherà un bell’articolo sull’iPad, scritto ovviamente da chi non l’ha ancora provato.

Una sola cosa, per i miei due o tre lettori: quest’affare non è per chi è avvezzo alla tecnologia, per chi sa operare a cuore aperto un portatile o saprebbe scrivere il codice per un programma di videoediting. Quest’aggeggio è per tutti gli altri (me compreso). Ripeto: quest’affare è per il mondo normale. Mettiamocelo in testa, e passiamo oltre.


best_experience_20100127
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capiamoci

Da stasera inauguro un nuovo aspetto per Grandi Speranze. Mi spiace che alcune immagini, pensate per il vecchio tema, risulteranno un po’ strabordanti (come, per dire, questa): ma non ho intenzione di ripassarmi tutti i post per sistemarle, sia chiaro. Goditi il 2010 in versione minimal, e se ci piace continueremo così.

Aggiornamento: Ho aggiunto in testa la visualizzazione dell’ultimo mio tweet di Twitter, che si aggiornerà ogni volta che ne scrivo uno. Così vedi quanto poco lo uso. Happy
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O-o

La versione 3.1.1 di OpenOffice, attualmente disponibile qui, mi sta facendo un po’ di casini sul mio MacBook Pro. Non so a te.
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you've got mail

Una bella mail di spam che Ale mi ha inoltrato.

Ciao bello straniero, sono contento che incontriamo il mio nome Ekaterina.
Sto guardando per loro mezzo unico e inimitabile. Io sto cercando non e semplicemente un uomo che sto cercando un altro, questo amico per tutta la vita.   Calda dolce ragazza. Me per 27 anni.
Stanco della solitudine e si desidera trovare la sua felicita!
Un poco su di me: mi piace creare confortevole, amo quando il pozzo di casa e con calma, misurare serio e responsabile, correzione la ragazza. Inoltre I emotive e sensibili su. Possono essere problemi Spiritoso e buon divertimento.  Per me sola vita priva di significato. Sulla semplicita, posso dire che si apre la cartella di lavoro. Appena letto. Se Kam interessanti su di me quindi scrittura!
Attendo con grande risposta.

Questo indirizzo emal:  rusinovaekaterina@yahoo.it

Ekateryna
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ssssht

Silenziosamente, Apple aggiorna un botto di roba: iMac, Mac Mini, MacBook (adesso assomigliano un po’ ai gloriosi iBook), Airport Express ed Extreme, Time Capsule, il telecomando (adesso in alluminio), e un nuovo mouse multi-touch.
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10GUI

Un concept interessante sul futuro dell’interfaccia grafica dei computer: il multi-touch. Secondo me un po’ scomodo nella gestione delle varie finestre.

(Via
Kottke.)
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Amazon: take 2

Amazon rende i libri che aveva cancellato. Compresi di eventuali appunti. E se non li vuoi, acchiappa questo buono da $30. Questa è serietà.

(Via
Daring Fireball.)
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from the future, 2

Altre piccole impressioni.

Nota 16: iPhone OS 3.1, tethering!!! TETHERIIIIIING!!!! Ce l’abbiamo fatta! Ho provato il tethering (Vodafone, ricordo) sia via USB che via bluetooth: via USB è rapidissimo, davvero non ho sentito la differenza con la mia adsl wifi (anche se non gli ho fatto fare cose pesanti: solo qualche pagina web, e la posta). Via bluetooth è un pelo più lento, ma c’era da immaginarlo. In ogni caso: c’è!
Nota 17: adesso il pulsante verde di iTunes9 non ti fa più vedere il minilettoreschifosochenonmi èmaipiaciuto, ma ridimensiona la finestra. Come tutti i pulsanti verdi di tutte le finestre in Mac OS X.
Nota 18: Snow Leopard: bastardi! adesso con un clic-destro ho perduto un paio di script che avevo fatto in
Automator! Sarà facilissimo rifarli, però... uff!
Nota 19: è uscita
la versione 4.3 di RapidWeaver. Manco a farlo apposta...
Nota 20: sto guardando l’evento di ieri: Jobs è
davvero magro. Ma la sua grinta mancava, davvero, agli ultimi Apple Events.
Nota 21: l’impressione generale è che siano tutti un po’ delusi dall’evento di ieri. Non tanto: un po’.
È che Apple ha abituato troppo bene, col passare degli anni. E poi, tutti stanno rompendo il cazzo col tablet.
Nota 22: io comunque son soddisfatto. Ancora.
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from the future

Scrivo dalla mia installazione di Snow Leopard, il nuovo sistema operativo di Apple.

Nota 1: esteticamente, le differenze con
Leopard sono davvero difficili da trovare.
Nota 2, vaccata: c'è uno sfondo nuovo “stile jeans” che non è
niente male.
Nota 3: il Finder scritto in Cocoa è davvero più reattivo. Per non parlare delle nuove funzioni di
Exposé.
Nota 4:
iTunes 9 pare una bella figata, all’estetica: e credo che l’estetica, come sempre, sottenda una cura per il motore delle cose, per come funzionano, non da poco. Adesso sto scaricando iPhone OS 3.1.
Nota 5, vaccata: iTunes 9 è proprio figo, all’estetica.
Nota 6, seria:
RapidWeaver 4.2.qualcosa crasha sotto Snow Leopard. Ho dovuto scaricare la 4.3 “release candidate”. Che non gestisce correttamente le virgolette o gli apostrofi, quindi devo scriverli con delle combinazioni di tasti e vaffanculo, speriamo bene correggano. E speriamo che la 4.3 stabile esca presto.
Nota 7, fanboy: in questo momento ha finito di scaricare iPhone OS 3.1. Non resisto! Happy
Nota 8: ‘sta storia che adesso se fai una istantanea dello schermo (o di una parte di esso) non te la chiama più “immagine 1” e seguire, ma “Schermata anno-mese-giorno alle ore-minuti” è davvero utile. Vedi alla Nota 4, lo sproloquio sull’estetica/funzionalità.
Nota 9:
è tornato Steve Jobs! Happy
Nota 10: è tornato Steve Jobs, ed è l’ombra di quel che era un paio d’anni fa. Non credo sia facile ristabilirsi da uno squilibrio ormonale e uno squilibrio come quello che ha avuto, quindi non starò tanto a rompere le balle. È magrissimo, ma da quel poco che si vede nel video del link alla nota 9, è sempre il solito. Meno male.
Nota 11:
gli iPod nuovi sembrano essere veramente belli, dentro e fuori. La radio FM mi pare inutile, ma conosco gente che rinfacciava questa mancanza solo pochi mesi fa. Si vede che non era il solo.
Nota 12: l’interfaccia di collegamento tra iPhone e iTunes è uguale a prima, eppure più reattiva, e organizzata leggermente meglio (anche se ripeto, secondo me è uguale). Anche l’iTunes Store sembra più carino.
Nota 13:
Mail mi ha disattivato alcuni plug-in che usavo, tra cui questo, cui ero diventato dipendente. Spero che esca presto la versione compatibile con Snow Leopard, perché della visione classica delle email non ne posso già più (passata neanche un’ora).
Nota 14: il primo backup con iPhone OS 3.1 sta prendendo una vita. Ma credo sia normale.
Nota 15: in generale: soddisfatto.
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snow leopard

Pare che la versione del Mac OS X 10.6, nome in codice “Snow Leopard”, stia andando Golden Master. Detta così non si capisce: la Golden Master è l’edizione che poi finisce su dvd di installazione: è la versione finale, quella che potremo comprare. Snow Leopard è previsto nei negozi a settembre, al costo di 29,00€. Pare anche che non ci saranno novità eclatanti, ma che tutto il sistema sia stato riscritto per essere più snello, veloce, e affidabile: in pratica, non troveremo le succose novità che ci hanno deliziato in Tiger (Spotlight e Dashboard) o Leopard (Time Machine su tutti), ma solo un miglioramento delle prestazioni generali del sistema. Dici poco.
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ultimi acquisti

Se conosci PaperToss, il geniale giochetto cui ogni tanto dedico dei buoni quarti d’ora, allora vale la pena spendere altri 79 centesimi e comprare PaperToss World Tour: otto livelli di difficoltà crescente, ambientati in otto parti del mondo diverse. Merita. (Tra l’altro: PaperToss originale è stato aggiornato e hanno aggiunto un livello all’aeroporto: lancia la tua pallina di carta mentre aspetti l’aereo: che credo sia quello che fa la gente in quelle situazioni, giocare a PaperToss mentre aspetta l’aereo. Vero.)

Poi è uscito da pochissimo una riedizione di uno dei pochi giochi per cui potrei ben dare via un botto di soldi pur di rigiocarci su Mac (a patto che sia una versione nativa, e che non ci sia di mezzo virtualizzazione di Windows):
Duke Nukem 3D. Ammetto di non averci ancora giocato (non ho così tanto tempo da buttar via!), ma promette bene.

Un’applicazione abbastanza utile se si viaggia spesso:
OffMaps. Scarica da GoogleMaps le mappe di un posto, o più posti: così quando ci sei non hai bisogno di collegarti per capire da che parte andare. Per chi deve andare all’estero e ha paura delle bastonate di roaming delle compagnie nostrane (5€ al giorno per navigare , vuole Vodafone! Per 5MB di dati!!), e non ha a disposizione tanti hot spot wifi, è un’ottima soluzione.
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pagehand

Dice bene John Gruber: sembra da pazzi sviluppare un word processor oggigiorno. Però Pagehand è davvero ben fatto, elegante e innovativo (il formato nativo è il .pdf, per dire, e l’attenzione che ripone in stili & formattazione del testo e dei paragrafi non è cosa da poco).

Costa 49.95$ - per un periodo limitato costa 39.95$ - ma credo li valga tutti. È disponibile una demo di 30 giorni, pienamente funzionante, e occhio: gira solo su Mac OS X Leopard.
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chiedo scusa per avervi cancellato i libri

This is an apology for the way we previously handled illegally sold copies of 1984 and other novels on Kindle. Our “solution” to the problem was stupid, thoughtless, and painfully out of line with our principles. It is wholly self-inflicted, and we deserve the criticism we’ve received. We will use the scar tissue from this painful mistake to help make better decisions going forward, ones that match our mission.

With deep apology to our customers,

Jeff Bezos
Founder & CEO
Amazon.com

La trovi a questa pagina, e devo dirglielo: ben fatto.
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nota di credito

Gentile Cliente, in data 20/07 potrebbe aver riscontrato inconvenienti sul servizio iPhone dovuti a problemi tecnici ora risolti. Ci scusiamo per il disagio.

Questo l’sms che mi è arrivato oggi dal servizio clienti Vodafone. Effettivamente nel pomeriggio di ieri mi era impossibile spedire & ricevere email o navigare sul web, al di fuori di una rete wifi. L’sms non è niente di speciale, anzi secondo me è il minimo dovuto: ma è che siamo abituati a sottolineare l’ovvio e a gioire per le cose più banali: e allora evviva questo sms.
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entro la metà di luglio

(...) Iniziamo dal tethering: le configurazioni per avere sia gli MMS che tethering saranno disponibili da Apple per tutti i modelli iPhone 3G S entro metà luglio. Ad oggi è possibile scegliere in alternativa o gli MMS oppure il tethering. (...)

Queste righe le ho prese da un post del blog dei VodafoneLab. In primo luogo, mi auguro che il tethering sia disponibile anche per quelli che, come me, ha acquistato un semplice iPhone 3G, non 3GS. In secondo luogo: col cazzo che il tethering è arrivato. Siamo al 20 luglio, e niente ancora.
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1984... no, 2009

Amazon ha ritirato dal suo negozio digitale 1984 e Animal Farm: Antonio Dini dice che «la società che fornisce le versioni digitali dei libri (...) non era titolare dei diritti». Liberissima Amazon di togliere i titoli dal catalogo: ma pure di cancellarlo dai Kindle di chi li aveva comprati?

No, se vuoi la mia. E neanche secondo
David Pogue, John Gruber, Riccardo Mori

Gruber e Riccardo ricordano gli strilli di chi sosteneva che Apple avrebbe
controllato e alla bisogna cancellato i dati dei nostri iPhone: ma Apple toglie alcune applicazioni dall’App Store, non dai nostri iPhone. Può essere perché la pubblicità negativa penalizzerebbe pesantemente Apple. Secondo me è perché ai dipendenti & dirigenti di Apple non piacerebbe svegliarsi una mattina e trovare i propri iPhone senza i dati che ci avevano messo la sera prima, e quindi non si azzardano a farlo ai loro clienti. Credo che neanche ai dipendenti & dirigenti di Amazon piacerebbe una cosa del genere: ma a quanto pare, non è bastato.

(
Qui l’articolo del Telegraph in cui Jobs conferma la possibilità per Apple di cancellare un’applicazione in remoto: cosa mai successa, e che Jobs considera una «precauzione, più che una funzione da usare di routine».)
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iSaw

Grazie all’inesauribile Tomas, stavo quasi per comprare i.Saw, la prima sega elettrica USB. Happy

(Grandiosi gli strilli all’inizio della pagina:


Something completely necessary if the zombie apocalypse occurs while you’re reading tumblr.

For the indoor woodsman in you
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@font-face

Spettacolare dimostrazione della regola @font-face per i CSS. Devo riprendere in mano tutte ‘ste cose.
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carini, questi

Campagna pubblicitaria di Microsoft per il nuovo Internet Explorer 8. Molto divertenti.

(John Gruber
fa notare che gli spot utilizzano Helvetica anziché Arial, la “copia” di Helvetica fatta fare da Microsoft. Bizzarro.)
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job's back

Il commento migliore sul ritorno di Steve Jobs al lavoro ce l’hanno avuto quelli di The Joy Of Tech.

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(Clicca sulla vignetta per vederla alle sue giuste e meritevoli dimensioni!)
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contrordine

Niente porno sull’App Store.
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porno su App Store

Era ora! Happy Il porno su App Store.

(Via
Wittgenstein Links.)
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ci sono cascato anch'io

Vediamo com’è, ‘sto Twitter. (Qui a lato puoi vedere gli - eventuali - aggiornamenti.)
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3punto0

iPhone OS 3.0 è una gran figata. Finalmente il copia&incolla. Degli MMS non mi frega una mazza, non li ho mai usati (ma è attraverso gli MMS che vengono - eventualmente - scambiati i contatti). Tutto è molto più reattivo, lo Spotlight in miniatura è utile e la visualizzazione delle chiamate fatte/ricevute è migliorata non poco. E “Find My iPhone” è divertente: speriamo non mi debba servire mai.

Insomma, ganzo. Vai così.

(Vodafone però
non permette ancora il tethering: se ne riparla ai primi di luglio.)
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WWDC 2009

Se ti interessa l’argomento, l’ottimo Riccardo Mori ha scritto ultimamente delle novità dell’ultimo Keynote Apple, alla conferenza mondiale degli sviluppatori: un articolo per ogni argomento. Come sempre quando si tratta di lui, è tutto scritto bene. Vale decisamente la pena, e ne parla meglio di quanto potrei fare io.
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friedhelm hillebrand

Questo signore dal nome impronunciabile è quello che s’è inventato il sistema noto come Short Message System, o SMS.

(Ha scritto un volume da 255$ sulla vicenda, lo puoi comprare
qui, mentre trovi copie usate anche a 119,44$.)
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chi ha bisogno di Flash?

Se hai letto Buona la prossima, saprai che non nutro un amore sviscerato per Flash. Questo sito, a occhio e per quel che capisco io di ‘ste cose, ne è privo - o ne ha molto poco: utilizza per lo più JavaScript, e l’impatto sulla CPU è minimo. Tra l’altro mi son perso nella sezione orologi (ho una passione infantile e incontrollata per i cataloghi di orologi): me ne piace uno che costa 55$.

(Via
37signals’ Blog. Geniale il primo commento: «finalmente una buona scusa decente per comprare una borsa»!)
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addio Geocities

Sono abbastanza vecchio per ricordarmi degli orripilanti siti costruiti con GeoCities. Adesso Yahoo! sta “staccando la spina”, in silenzio, come dice TechCrunch.

(Via
Sofri.)
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il diluvio!

Momento di panico quando ho versato dell’acqua sul MacBook. L’ho staccato dalla corrente/monitor esterno/hard disk vari, gli ho staccato la batteria, l’ho messo in piedi perché l’acqua sgocciolasse dal lato in cui è caduta, e sono andato a cena. Ammetto, un attimo di panico c’è stato; ma quando poi son tornato e l’ho riacceso, tutto a posto.

Phew.
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MV-CM001U

Recuperare le vecchie cassette, trasformando i loro dati in file mp3? Si può. Grazie a questo accrocchio. Avesse un nome pronunciabile, sarebbe pure meglio, ma in mancanza di meglio mi tengo anche “emmevi_ciemmezerozerounou”.

(Grazie Tomas.)
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musica!

Mentre (come ogni finesettimana) faccio le pulizie, approfitto per importare in iTunes un po’ di vecchi cd che stan lì a prender polvere. E quindi, via, aggiungiamo tutti questi dischi: The Ghost Of Tom Joad (incomprensibile come non fosse già sul mio iPhone!), This Was, un singolo dei Kaiser Chiefs, le prime tre sinfonie di Beethoven, Opera buffa, una raccolta di Wes Montgomery, e One Quiet night. Per ora.
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iPhoto

Per la prima volta stasera ho attivato iPhoto ’09. Miglioramenti, anche qui, ce ne son stati, ma la funzione “Luoghi”, una di quelle cose che in primis serve per allibire gli amici, non mi ha riconosciuto un paio di foto scattate, per dire, a Torino coll’iPhone (quindi con un sistema che integra nei metadati delle fotografie che scatta le coordinate geografiche dei luoghi in cui le foto stesse vengono scattate). Vabbè, era per puntualizzare.
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myst

Myst è uno dei pochi videogiochi cui abbia giocato e cui vorrei giocare ancora. (Gli altri sono l’immortale Duke Nukem 3D e Worms.) Adesso pare che Myst arriverà su iPhone/iPod Touch, e non vedo l’ora.
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terrore panico

Per quindici minuti buoni, internet a casa mia non funzionava. Bestemmie, smadonnamenti, smanettamenti sul router, tira fuori i cavi ethernet. Poi dopo un po’ s’è ristabilito, sano come un pesce. Anf. Aiuto.

Questa cosa la dice lunga su quanto sono dipendente dalla rete.
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lo stile del progresso

Ammetto che con la barra di caricamento azzurra come in Safari 3, la nuova modalità di tab all’insù che a molti dà fastidio, per me assume un nuovo significato e non è più così fastidioso. La barra di caricamento azzurra la ripristini con questi due comandi da Terminale (vanno inseriti entrambi, eh, e nonostante la colonna stretta che manda a capo le righe, sono due comandi da scrivere tutti di seguito, da «defaults» a «NO» ):

defaults write com.apple.Safari DebugSafari4IncludeToolbarRedesign -bool NO
defaults write com.apple.Safari DebugSafari4LoadProgressStyle -bool NO

E il mondo torna colorato. Happy
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borsa 3.0

C’è da dire che la presentazione di iPhone OS 3.0 (e relativa SDK) ha fatto bene ad Apple:

aapl piccola

(clicca sull’immagine per ingrandire)

Qualche giorno fa boccheggiava appena sopra gli 80$. (C’è da dire che il rinnovo della gamma desktop ha giovato.)
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shuffle

Mi piace tantissimo, il nuovo iPod Shuffle. Non credo me ne farei molto, ma è bellissimo, e credo che l’idea di spostare i controlli sugli auricolari sia geniale. Per quelli che si lamentano di questo particolare, credo che le possibilità non-Apple siano sterminate. E per quelli che si lamentano e non vogliono comprare qualcosa non-Apple, credo si possa aspettare un poco e vedere le cuffiette di altri produttori, compatibili con questo nuovo cosetto.

Cristo,
10 grammi.

09ipodshuffle_hand
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gruber su safari 4

Il grande John Gruber in un dettagliato e bell’articolo sulla nuova beta di Safari. Adoro il suo stile di scrittura.
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wired

Con solo una settimana di ritardo sull’uscita in edicola, anche a casetta m’è stata recapitata una copia del primo numero di Wired edizione italiana. Punto primo: vabbè che l’abbonamento per due anni mi costa solo diciannove euro, però una settimana di ritardo? Punto secondo: il ritardo sembra essere una costante, perché WiredITA esce con soli sedici anni di ritardo con WiredUSA. Non capisco, onestamente, come mai oggi: son cambiate le cose, rispetto a dieci anni fa?, è un momento propizio, questo, per debuttare in edicola con una cosa così?

Detto questo, lo spirito del giornale è ben riassunto dal solito, ottimo, Sofri in
questo post: e uno poi si chiede perché mi abbono per due anni alla cieca. In ogni caso, la grafica è un pelino meno incasinata di quella dei primi numeri statunitensi, gli articoli interessanti, il problema - ma è uno scotto da pagare volentieri - è la pubblicità...
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altre impressioni su safari

L’ottimo Riccardo Mori fa i conti in tasca alle cosiddette HIG, human Interface Guidelines, parecchio bistrattate dall’ultima release del browser di Apple: qui e qui (e aggiungerò altri link nel caso di aggiornamenti). Lettura seria, elegante e - soprattutto - precisa.

Di mio ribadisco che il browser è molto veloce e stabile, pur essendo in beta (ma ad altri causa crash non da poco), e in generale non mi trovo male. Ho qualche difficoltà, ammetto, con i pannelli posizionati in alto, ma
il trucco l’ho già mostrato, basta solo metterlo in pratica.
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nuovo me

Visto che c’erano, quelli di Apple hanno rinnovato la schermata iniziale di MobileMe: fino a ieri i campi utente e password erano uno sopra l’altro, e le icone in alto; adesso sono così:

me 2

e mi piacciono assai.
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safari 4

Sto provando la beta di Safari 4: fino a oggi viaggiavo con la Developer preview, ma vedo che le migliorie sono state enormi. Per dire: sul mio MacBook è davvero più veloce, come te lo vende Apple (faccio notare che lo dà gratis, “vende” è un modo di dire). L’etichetta dei tab sul margine superiore è strana, ma mi ci posso abituare. Vorrei poter tornare alla barra di progressione all’interno della barra degli indirizzi, e qui ho trovato come fare (grazie al solito Gruber), ma non ho mai pasticciato con le righe di comando e ho un po’ di timore. Ma lo farò, magari non di sera quando sono stanco, ma lo farò.

Dopo cinque minuti, Safari 4 mi sembra un ottimo miglioramento rispetto al passato.
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storia del Newton, ancora

Seconda, terza e quarta parte dell’articolo sulla storia del Newton: da leggere. Grazie a Riccardo Mori.
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mi sono innamorato

Indexhibit è una cosa bellissima. E Virginia e io festeggiamo l’ennesimo mesiversario: mai abbastanza!
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storia del Newton

Interessantissimo pezzo sulla storia del Newton: sul bel blog di Riccardo Mori. Qui la prima parte.
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no more Facebook

Se tu entri in un Apple Store vero, e molto probabilmente anche in un Apple Premium Reseller (tipo questo, vicino a casa mia), troverai un sacco di Mac funzionanti e collegati a internet, iPod su cui puoi cincischiare, e in altri paesi - USA soprattutto - anche iPhone funzionanti (*). Il senso di tutto questo è che tu possa smanettare libero, goderti l’esperienza, tornare la settimana dopo, godertela ancora di più, e alla fine comprarti un Mac/iPod/iPhone. Date le vendite sempre in crescita, direi che funziona.

Quando però la gente entra in un Apple Store e s’attacca al Mac in prova per aggiornare il suo Facebook, potrebbe diventare difficile trovare una postazione libera: e ci credo, visto il tempo che - stimo - alcuni “amici” di inutile passano su quella cosa. Così
Apple ha deciso di bloccare l’accesso a Facebook, come già fece per MySpace e altri siti che impedivano ai clienti normali di provare il computer, perché qualche cretino s’era messo a farsi i cazzi suoi per troppo tempo.

(*) Poi questi campioni di prova vengono rivenduti,
ricondizionati, a prezzo inferiore.
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tempi moderni

È la prima volta che la foto presidenziale, negli USA, viene fatta con una macchina digitale.

(E
qualcuno ha pure rintracciato i metadati della fotografia.)
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un'analisi su iLife e iWork '09

Bel pezzo sui cambiamenti di interfaccia e di design di iLife e iWork ’09. Interessante e, vacca miseria, scritto benissimo.

(Via
John Gruber.)
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centosette euro

Il catalogo di iTunes Music Store è appena diventato Plus, cioè privo di DRM (*). Ho dato un’occhiatina alla funzione “Aggiorna la mia libreria”, e mannaggia a me che ho comprato così tanta musica negli ultimi 15/17 mesi: aggiornare al nuovo formato mi costa - al momento - 107,76 euro. Una ricarica alla mia PostePay, e si va: non mi faccio mica scappare quest’opportunità. Finalmente le major hanno ceduto, da qualche parte, e han ragione quelli di Apple a chiudere il keynote di oggi sulle note di The Best Is Yet To Come...

E mi sto anche scaricando
la demo di iWork09.

(*) Attenzione, che per l’intero catalogo si parla di «by the end of this quarter».
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programmazione

A tempo perso, e senza alcuna finalità oscura (tipo: costruirò l’applicazione migliore del mondo!), mi sto dedicando a ben tre linguaggi di scripting: Ruby, AppleScript, JavaScript. Alè. Non credo che eccellerò mai in uno qualsiasi di questi tre linguaggi, ma sono molto interessanti, ed è sempre bello accrescere d’un poco la propria conoscenza in campi informatici: ti senti come se fossi un po’ più vicino a capire come fa il computer ad accendersi tutti i giorni.
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rumore di fondo

È normale, poco prima del Macworld di gennaio, che le speculazioni raggiungano livelli inauditi. E mentre c’è ancora gente che si diverte a speculare sulla salute delle persone solo perché queste persone sono al vertice di un’azienda come Apple, qualcuno si diverte a pensare a come sarebbe bello usare iMovie attraverso internet. Caricare i filmati, fare dell’editing, aggiungere effetti, ottenere un buon risultato. Via internet. Oggi. Fra due anni, forse: oggi vale la battuta di John Gruber:

Sure, iMovie as a web app. Uh-huh. Slogan: And you thought USB was slow.
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a proposito di macworld

Il grande Antonio Dini si perde brevemente nei ricordi dei Macworld che ha vissuto. Un post diverso dai soliti.
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niente più macworld

Intendendo con Macworld il tradizionale appuntamento con il mondo Mac che si tiene a San Francisco all’inizio di gennaio, e non la rivista. Be’, quello del 2009 sarà l’ultimo, e ciliegina sulla torta: non sarà Steve Jobs a salire sul palco, ma Phil Schiller, uno dei suoi fidi luogotenenti. Scommetto che già domattina potrai trovare accurate analisi di come Apple stia fallendo (*), di come Steve Jobs sia a un passo dalla morte, e cazzate simili. Io credo che quello che puoi leggere nel comunicato stampa sia vero, cioè un’esposizione come quella del Macworld, così “vecchio stile”, non sia più la maniera migliore per Apple per farsi pubblicità: d’altro canto, basta che emetta un comunicato stampa per generare un tale interesse da far impallidire qualsiasi evento organizzato stile Macworld. (In settembre ne ha organizzato uno per i fatti suoi per presentare i nuovi iPod, in ottobre la nuova linea di portatili unibody, tanto per dire).

Però a me ‘sta cosa lascia un bel po’ d’amaro in bocca. Soprattutto non iniziare l’anno con Jobs. Vabbè, aspetteremo.

(*) Semmai, è il settore a non essere particolarmente florido: settimana scorsa
Adobe ha tagliato l’8% circa del suo personale, e non ha intenzione di farsi vedere al Macworld 2009. Altre aziende sono più o meno nella stessa situazione. Apple farà un bel comunicato stampa tra qualche settimana presentandoci i risultati del nuovo trimestre, e lì vedremo se davvero questi MacBook nuovi sono una ciofeca, o (come io credo) vendono come il pane.
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2 giga

Interessasse, ho appena fatto un piccolo upgrade al mio MacBook, portandogli la RAM a 2GB, contro il solo giga con cui era equipaggiato dal novembre 2006, quando l’ho comprato. Credo di avergli appena allungato la vita utilmente intensiva di almeno un altro paio d’anni.
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diventa come Obama!

Questo plugin ti permette di assomigliare un po’ di più al Presidente Obama, a patto che tu abbia un Mac, una iSight integrata e PhotoBooth (e Mac OS X 10.5). Luca Sofri s’è già divertito. Pure io:

Foto 34

(Grazie a
Dubi Kaufmann. E sì, la prossima volta faccio una foto un pelo più illuminata, ok?)
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resoconto

Ma arriveranno ad Apple i quindici resoconti su quel che è successo, ogni volta che crasha iMovie HD? (Se per caso sai qualcosa che può aiutarmi: crasha sempre quando cerco di applicare un filtro qualsiasi di Quartz Composer...)
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all'avanguardia

Ehi, che cos’è quella specie di touch-screen nello studio del TG3?
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