film
firefly
31/01/10 18:29
Niente
male, «Firefly» (una
di quelle cose che scopro sempre tardi). È
di Joss Whedon,
l’autore di «Buffy». Per il momento ho visto solo
il pilota e una cosa mi ha colpito: quando ci sono
scene nello spazio, non c’è sonoro. Ben fatto.
Grazie Manu.
Grazie Manu.
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e via ad applaudire
17/01/10 22:30
A me non è
capitato spesso di vedere la gente applaudire alla
fine di un film. Mi è capitato alla Mostra del
cinema, ma un po’ perch’è prassi, un po’ perché
quelle volte che sono andato stavo nella sala grande,
col regista e gli attori, e quindi figurati: si
applaude anche se fa schifo (a meno che non faccia
proprio tanto
schifo). Per
pochi altri film: forse La vita è
bella, ma non ne sono
sicuro.
Non mi aspettavo di vedere la gente applaudire alla fine di Avatar.
Unico difetto: del 3D non ho sentito la necessità. Ha aiutato, perché mi ha dato profondità alle inquadrature. Ma non era necessario. (Per necessario intendo: porcamerda, senza quel bullone mi si apre la macchina. Senza il router come cazzo ci vado in internet? Quel tipo di “necessario”.)
Per il resto: la storia più semplice della terra, raccontata in maniera chiara e limpida, senza soffermarsi troppo sulle pippe psicologiche dei personaggi, ma facendoci vedere le loro motivazioni, attraverso i loro gesti: vaccatroia, questa è la letteratura migliore che ci possa essere. Effetti speciali fantastici e comprensibili, non come in Star Wars III, che non capivi una madonna perché era pieno di raggi laser e ping! twang! sbadabùm! E poi, il miracolo: appassionarsi ai buoni che sono buoni ma non sono fessi, e odiare i cattivi che son cattivi (e basta!). E parteggiare, tifare, e nel finale essere felici - cazzo! felici! - che il film è un trionfo per i buoni, e una randellata sulla coppa per i cattivi.
Se c’è un senso nel cinema di cassetta, allora il senso è un film come Avatar. Buoni sentimenti, grande azione, e bella storia. Fine. Applausi.
(Peccato, una volta di più, constatare che siamo in Italia: l’ultimo paese al mondo ad averlo potuto vedere, per non metterlo in concorrenza con i cinepanettoni di Pieraccioni e De Sica. Peccato, magari si smerdavano alla grande: come meritano.)
Non mi aspettavo di vedere la gente applaudire alla fine di Avatar.
Unico difetto: del 3D non ho sentito la necessità. Ha aiutato, perché mi ha dato profondità alle inquadrature. Ma non era necessario. (Per necessario intendo: porcamerda, senza quel bullone mi si apre la macchina. Senza il router come cazzo ci vado in internet? Quel tipo di “necessario”.)
Per il resto: la storia più semplice della terra, raccontata in maniera chiara e limpida, senza soffermarsi troppo sulle pippe psicologiche dei personaggi, ma facendoci vedere le loro motivazioni, attraverso i loro gesti: vaccatroia, questa è la letteratura migliore che ci possa essere. Effetti speciali fantastici e comprensibili, non come in Star Wars III, che non capivi una madonna perché era pieno di raggi laser e ping! twang! sbadabùm! E poi, il miracolo: appassionarsi ai buoni che sono buoni ma non sono fessi, e odiare i cattivi che son cattivi (e basta!). E parteggiare, tifare, e nel finale essere felici - cazzo! felici! - che il film è un trionfo per i buoni, e una randellata sulla coppa per i cattivi.
Se c’è un senso nel cinema di cassetta, allora il senso è un film come Avatar. Buoni sentimenti, grande azione, e bella storia. Fine. Applausi.
(Peccato, una volta di più, constatare che siamo in Italia: l’ultimo paese al mondo ad averlo potuto vedere, per non metterlo in concorrenza con i cinepanettoni di Pieraccioni e De Sica. Peccato, magari si smerdavano alla grande: come meritano.)
il piccolo lord
11/01/10 00:02
Sarà l’età,
sarà la stanchezza, sarà che in questi ultimi giorni
ho avuto alcuni pensieri per la testa: ma ho
visto Il piccolo
lord, stasera su Rete4, e
mi son commosso parecchio, e mi son divertito
molto, e ho fatto il tifo per i nostri eroi e Alec
Guinness come se avessi otto anni e lo stessi
vedendo per la prima volta. È che lo conosco a
memoria.
le finestre ridono
07/01/10 00:41

Un film incredibile, ancora oggi. M’ha messo un’ansia terribile: merita una visione attenta, anche se ci sono dei particolari che mi sfuggono (qualcuno sa spiegarmi il senso dell’accendino con le iniziali di Buono Legnani?).
anf
17/12/09 20:02
scorpacciata
29/11/09 16:26
Ieri sera
sono passato da Blockbuster e ho noleggiato quattro
film: X-Men Origins:
Wolverine (se ne può fare a
meno), Sky Crawler (film molto
interessante, lunghissimo e pesante come molti
film con risvolti psicologici non da poco, ma
bello), Paul Blart Mall Cop
(strepitoso, quasi
bello come Hot
Fuzz), Questioni di cuore
(c’è poco
da fare, Kim Rossi Stuart è davvero
bravo).
Tre ieri sera, Sky Crawler stamattina. Ahia, che mal di testa.
Tre ieri sera, Sky Crawler stamattina. Ahia, che mal di testa.
Up
29/10/09 15:01
M’ero
dimenticato di dirlo, ma: Up è un film davvero
incredibile. Appassionato, appassionante,
commovente (maledetti bastardi, dubito ci fosse
uno con gli occhi asciutti in tutta la sala), e
per la prima volta da parecchio tempo ho amato un
cane come personaggio.
Vallo a vedere: questo intanto è il trailer.
Vallo a vedere: questo intanto è il trailer.
tre film
27/10/09 19:52
In questi
ultimi giorni ho visto tre film che ti consiglio
senza remore.
Il primo è Funeral Party: una commedia di Frank Oz, ambientata in Inghilterra, con tutti i cliché inglesi, ma l’accumulo di sfighe e accidenti tipico della commedia americana. Riso parecchio.
Il secondo è Hot Fuzz: da rivedere cento volte, ché le finezze son parecchie e la svaccata finale regge solo perché per un’ora il film è stato molto British.
E poi l’immortale e gigantesco Casablanca. Non una parola per commentarlo, ché non ne avrei di buone. Solo, da rivedere e rivedere, e rivedere, e «We’ll always have Paris» è, vaccamignotta, una delle frasi più belle della storia. (E, giusto di sfuggita, lei è bellissima.)
Il primo è Funeral Party: una commedia di Frank Oz, ambientata in Inghilterra, con tutti i cliché inglesi, ma l’accumulo di sfighe e accidenti tipico della commedia americana. Riso parecchio.
Il secondo è Hot Fuzz: da rivedere cento volte, ché le finezze son parecchie e la svaccata finale regge solo perché per un’ora il film è stato molto British.
E poi l’immortale e gigantesco Casablanca. Non una parola per commentarlo, ché non ne avrei di buone. Solo, da rivedere e rivedere, e rivedere, e «We’ll always have Paris» è, vaccamignotta, una delle frasi più belle della storia. (E, giusto di sfuggita, lei è bellissima.)
crollo di un mito
10/10/09 14:22
tron: legacy
12/08/09 13:45
Ammazza.
Questo è il seguito di Tron, grandioso film del
1982: Tron Legacy. Qui il trailer. Quando
esce??
500 days of clip
30/06/09 00:49
Sulla pagina
dedicata ai trailer del sito di Apple, trovi
questa clip da 500 Days Of
Summer, che non vedo l’ora
di vedere.
I love radio rock
30/06/09 00:45
Strambo,
appassionato, colorato, fantastico film, pieno di
musica e di grandissimi attori: I Love Radio
Rock. In originale faceva
«The Boat That Rocked»: curioso che per tradurre
un titolo inglese si sia usato l’inglese.
bram stocker's dracula
25/06/09 23:01
Non so per
quale motivo io abbia rivisto questo film, ma come ogni volta
che lo guardo, sono rimasto incredulo di fronte
alla bravura di tutti gli attori (persino Hopkins,
che secondo me spesso caga fuori dal boccale), da
certe invenzioni di regia, dal montaggio. E dalla
musica, incredibile e avvolgente, e perfetta.
Che poi, invenzioni di regia: certe dissolvenze si usavano ottant’anni fa. Ed è qui la grandissima forza del film, anche: stupire con cose “vecchie”. Solo i grandi possono riuscirci.
Che poi, invenzioni di regia: certe dissolvenze si usavano ottant’anni fa. Ed è qui la grandissima forza del film, anche: stupire con cose “vecchie”. Solo i grandi possono riuscirci.
big fish
23/06/09 23:56
coraline
21/06/09 10:29
Io credo
davvero che ci siano pochi personaggi al pari
di Neil Gaiman: neanche il
grandissimo Alan Morrison ha quel tocco in più che
quello strano personaggio vestito sempre di nero
possiede: la capacità di inventare mondi, anche
assurdi, eppure dotarli di una logica ferrea al
loro interno. Tu dici: ma ogni universo fantastico
deve essere logico e coerente per funzionare ed
essere credibile, sennò andiamo tutti al mare e
non se ne parli più.
Lo scarto di Gaiman è semplicissimo: lui scrive fiabe. Punto e fine. Nell’universo delle fiabe tutto quello che succede non ha bisogno di esser razionale: e così se ne va a ‘fanculo anche il patto tra autore e lettore (o spettatore, o quel che è ) sulla sospensione dell’incredulità. È giusto essere increduli, e rimanere a bocca aperta, di fronte a certi passaggi di Coraline. Davanti all’incredibile bellezza di certe scene, o all’ottusa cattiveria dei cattivi (ci sono sempre, i cattivi). È normale che i gatti si comportino come si comportano nel mondo di Coraline, ma è da rimanerci stecchiti, di fronte al gatto di Coraline. E c’è da rimanere stecchiti anche di fronte alle musiche, di Coraline.
(A latere: ho paura che il film lo puoi vedere solo nelle sale attrezzate per il 3d stereoscopico. Che sì, figo, ma onestamente non ne sentivo la mancanza, vedendo Coraline. Comunque, è il futuro, bellezza, e non puoi farci niente.)
Lo scarto di Gaiman è semplicissimo: lui scrive fiabe. Punto e fine. Nell’universo delle fiabe tutto quello che succede non ha bisogno di esser razionale: e così se ne va a ‘fanculo anche il patto tra autore e lettore (o spettatore, o quel che è ) sulla sospensione dell’incredulità. È giusto essere increduli, e rimanere a bocca aperta, di fronte a certi passaggi di Coraline. Davanti all’incredibile bellezza di certe scene, o all’ottusa cattiveria dei cattivi (ci sono sempre, i cattivi). È normale che i gatti si comportino come si comportano nel mondo di Coraline, ma è da rimanerci stecchiti, di fronte al gatto di Coraline. E c’è da rimanere stecchiti anche di fronte alle musiche, di Coraline.
(A latere: ho paura che il film lo puoi vedere solo nelle sale attrezzate per il 3d stereoscopico. Che sì, figo, ma onestamente non ne sentivo la mancanza, vedendo Coraline. Comunque, è il futuro, bellezza, e non puoi farci niente.)
helvetica
15/05/09 00:08
Ale mi scrive
una breve email sul film Helvetica, che io adoro e che
l’ho obbligato a vedere. Dice:
Al di là del contenuto del fatto che parla di Helvetica, e al di là di quello che non sono riuscito a tradurre, Helvetica è un documentario bellissimo. Girato bene, leggero, poetico, politico (in senso ampio), tutto. Ogni intervento è a suo modo illuminante. Bello bello bello.
Grazie,
ale
E uno può andare a dormire soddisfatto, conscio di aver contribuito a migliorare un pochino il mondo. Che è lo scopo di questo sito: non cambiare il mondo, ma cercare di capire dove e perché cambia, e chi sono i buoni e i chi i cattivi.
Al di là del contenuto del fatto che parla di Helvetica, e al di là di quello che non sono riuscito a tradurre, Helvetica è un documentario bellissimo. Girato bene, leggero, poetico, politico (in senso ampio), tutto. Ogni intervento è a suo modo illuminante. Bello bello bello.
Grazie,
ale
E uno può andare a dormire soddisfatto, conscio di aver contribuito a migliorare un pochino il mondo. Che è lo scopo di questo sito: non cambiare il mondo, ma cercare di capire dove e perché cambia, e chi sono i buoni e i chi i cattivi.
robin hood
27/04/09 00:03
Ridley Scott
sta girando la sua versione di Robin Hood. E lo sta facendo col
suo attore feticcio, Russell Crowe...
500 giorni di Summer
07/04/09 00:29
tanto per dire
28/03/09 11:23
Ieri sera ho
visto Grand
Torino. Mi riprometto di
ritornare a parlare di questo film, per ora voglio
solo dirti di vederlo, perch’è un film immenso.
Scrivendo all’amico Joe ieri sera, ho usato una loro
espressione per descrivere il film: “larger than
life”. Non saprei bene che parola scegliere in
italiano per rendere quest’idea. Però
Grand
Torino è larger than life.
Aggiornamento: Ops, il titolo è Gran Torino, non “Grand”,
Aggiornamento: Ops, il titolo è Gran Torino, non “Grand”,
wall•e
23/02/09 21:36
Il bellissimo
Wall•E ha vinto soltanto l’Oscar come miglior film
d’animazione: che stronzi.
Io la penso esattamente come John Gruber:
WALL-E, it says here, will win out in the end: not just remembered but still being watched, loved, and critically acclaimed generations after it was released, and long after the Academy’s choices have been forgotten.
Amen.
Io la penso esattamente come John Gruber:
WALL-E, it says here, will win out in the end: not just remembered but still being watched, loved, and critically acclaimed generations after it was released, and long after the Academy’s choices have been forgotten.
Amen.
and now for something completely different
22/02/09 14:17
Ho trovato
il cofanetto con le serie complete dei
Monty Python, ieri
da Saturn. 35 euro, portato a casa e goduto
subito. Miracolosi, altro non saprei dire per
descriverli: e se non li conosci, su YouTube
c’è il loro canale.
distrarsi
22/02/09 14:04
Di fronte
a Franceschini e Sanremo, non ce la posso fare.
Allora ti consiglio due trailer: G.I.Joe e il
nuovo Transformers.
(Ché poi magari Franceschini diventerà il leader migliore della storia: è come ci è arrivato che mi lascia perplesso.)
(Ché poi magari Franceschini diventerà il leader migliore della storia: è come ci è arrivato che mi lascia perplesso.)
non si salva nessuno
18/02/09 22:21
stasera guardo la tv
18/02/09 20:31
quinta stagione
08/02/09 19:49
Premesso che
la qualità dell’intera serie è piuttosto alta
(eccezion fatta in certi punti, e comprensibilmente,
per il primo anno), credo che finora la
quinta stagione di Buffy The Vampire
Slayer sia la migliore che ho
visto. Alcuni episodi sono dei capolavori: penso
a The
Body, o a
The
Weight Of The World, o The
Gift. Joss Whedon dice che aveva pensato
a quest’ultimo episodio come finale dell’intera
serie: non avrebbe sfigurato.
la nausea
12/01/09 00:37
spring 2009: objectified
05/01/09 23:09
Il nuovo documentario
di Gary
Hustwit (è quello che ha fatto il mio
adorato Helvetica) uscirà in primavera.
Appena possibile mi compro il dvd. Anche tu.
Aggiornamento: qui c’è la versione del trailer in QuickTime.
(Via Wittgenstein links.)
Aggiornamento: qui c’è la versione del trailer in QuickTime.
(Via Wittgenstein links.)
torno a vivere da solo (2)
06/12/08 22:44
Stasera sono
riuscito a convincere la Dolcissima a vederlo (in
realtà è un trascinare
la
Dolcissima, ma non formalizziamoci). Be’, ho passato
un’oretta e mezza più che divertente, godendomi Jerry
Calà e quasi
tutto il cast
- con l’eccezione della figlia del protagonista, che
non so dove abbia studiato dizione, più che
recitazione, e degli sbarbati fighetti. Il mitico
cesso-jukebox torna a suonare, come 26 anni fa, e tutto sembra
riprendere da allora. Magia. Tra le musiche
di Umberto Smaila e un unico, solo,
bellissimo: «Libidine!», il film scorre via e quasi
quasi vien voglia di rivederlo.
torno a vivere da solo
05/12/08 21:00
in televisione
02/12/08 21:44
Quantum Of Solace
08/11/08 00:56
Ammettere c’è
da ammetterlo, se voglio chiamarmi “persona onesta”:
non ho mai cagato la saga di Bond. Neanche di
striscio, fino al 2006 quand’è uscito
Casino
Royale. L’ho visto solo
perché mio zio l’ha fatto: e il film
m’è piaciuto un sacco. Poi con mio zio ho iniziato
a lavorare, e per due settimane sono pure finito
sul Garda, questa primavera, per le ultime riprese
di questo nuovo capitolo della saga di James Bond.
Un motivo in più per vedere questo
Quantum of
Solace, quindi.
I miei due centesimi, come si dice: gli ultimi due capitoli della saga cinematografica di James Bond prendono il personaggio come tutti lo conosciamo (o ce l’hanno fatto conoscere, come nel mio caso), lo sbatacchiano un po’ nello shaker, gli buttano sopra un po’ di difetti, ché adesso non esiste un eroe senza un difetto, e poi lo sparano nel XXI secolo, senza neanche passare dal via. E da parte mia posso ben dire: figata.
Quantum of Solace è rocambolesco. Spettacolare. Costruito piuttosto bene, per quel che riguarda tempi e narrativa, e realizzato ancora meglio. E, piccola nota egocentrica, le sequenze italiane sono perfette. Molto contento di averlo visto, e per quel poco che ho fatto: anche di avervi partecipato.
Il fatto che Daniel Craig non sia Sean Connery, con tutto il rispetto e l’affetto che provo verso il vecchio, mi va anche meglio. Se fossero uguali, i due Bond, sarebbe un pessimo segno: significherebbe che i film non sono più un riflesso della società che li genera, e che le produzioni si sono cristallizzate su di un unico stile, un unico sistema, ignorando il mondo che le circonda. Dal mio punto di vista, personalissimo, umilissimo e da intellettuale da due centesimi, sarebbe una cosa da non augurare neanche al mio peggior nemico. Daniel Craig e i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson hanno plasmato un Bond davvero ben fatto, credibile, e soprattutto senza la necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno: neanche dice «The name’s Bond, James Bond». Il che la dice lunga: James Bond è morto, lunga vita a James Bond.
I miei due centesimi, come si dice: gli ultimi due capitoli della saga cinematografica di James Bond prendono il personaggio come tutti lo conosciamo (o ce l’hanno fatto conoscere, come nel mio caso), lo sbatacchiano un po’ nello shaker, gli buttano sopra un po’ di difetti, ché adesso non esiste un eroe senza un difetto, e poi lo sparano nel XXI secolo, senza neanche passare dal via. E da parte mia posso ben dire: figata.
Quantum of Solace è rocambolesco. Spettacolare. Costruito piuttosto bene, per quel che riguarda tempi e narrativa, e realizzato ancora meglio. E, piccola nota egocentrica, le sequenze italiane sono perfette. Molto contento di averlo visto, e per quel poco che ho fatto: anche di avervi partecipato.
Il fatto che Daniel Craig non sia Sean Connery, con tutto il rispetto e l’affetto che provo verso il vecchio, mi va anche meglio. Se fossero uguali, i due Bond, sarebbe un pessimo segno: significherebbe che i film non sono più un riflesso della società che li genera, e che le produzioni si sono cristallizzate su di un unico stile, un unico sistema, ignorando il mondo che le circonda. Dal mio punto di vista, personalissimo, umilissimo e da intellettuale da due centesimi, sarebbe una cosa da non augurare neanche al mio peggior nemico. Daniel Craig e i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson hanno plasmato un Bond davvero ben fatto, credibile, e soprattutto senza la necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno: neanche dice «The name’s Bond, James Bond». Il che la dice lunga: James Bond è morto, lunga vita a James Bond.