firefly

Niente male, «Firefly» (una di quelle cose che scopro sempre tardi). È di Joss Whedon, l’autore di «Buffy». Per il momento ho visto solo il pilota e una cosa mi ha colpito: quando ci sono scene nello spazio, non c’è sonoro. Ben fatto.

Grazie
Manu.
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e via ad applaudire

A me non è capitato spesso di vedere la gente applaudire alla fine di un film. Mi è capitato alla Mostra del cinema, ma un po’ perch’è prassi, un po’ perché quelle volte che sono andato stavo nella sala grande, col regista e gli attori, e quindi figurati: si applaude anche se fa schifo (a meno che non faccia proprio tanto schifo). Per pochi altri film: forse La vita è bella, ma non ne sono sicuro.

Non mi aspettavo di vedere la gente applaudire alla fine di
Avatar.

Unico difetto: del 3D non ho sentito la necessità. Ha aiutato, perché mi ha dato profondità alle inquadrature. Ma non era necessario. (Per necessario intendo: porcamerda, senza quel bullone mi si apre la macchina. Senza il router come cazzo ci vado in internet? Quel tipo di “necessario”.)

Per il resto: la storia più semplice della terra, raccontata in maniera chiara e limpida, senza soffermarsi troppo sulle pippe psicologiche dei personaggi, ma facendoci
vedere le loro motivazioni, attraverso i loro gesti: vaccatroia, questa è la letteratura migliore che ci possa essere. Effetti speciali fantastici e comprensibili, non come in Star Wars III, che non capivi una madonna perché era pieno di raggi laser e ping! twang! sbadabùm! E poi, il miracolo: appassionarsi ai buoni che sono buoni ma non sono fessi, e odiare i cattivi che son cattivi (e basta!). E parteggiare, tifare, e nel finale essere felici - cazzo! felici! - che il film è un trionfo per i buoni, e una randellata sulla coppa per i cattivi.

Se c’è un senso nel cinema di cassetta, allora il senso è un film come
Avatar. Buoni sentimenti, grande azione, e bella storia. Fine. Applausi.

(Peccato, una volta di più, constatare che siamo in Italia: l’ultimo paese al mondo ad averlo potuto vedere,
per non metterlo in concorrenza con i cinepanettoni di Pieraccioni e De Sica. Peccato, magari si smerdavano alla grande: come meritano.)
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il piccolo lord

Sarà l’età, sarà la stanchezza, sarà che in questi ultimi giorni ho avuto alcuni pensieri per la testa: ma ho visto Il piccolo lord, stasera su Rete4, e mi son commosso parecchio, e mi son divertito molto, e ho fatto il tifo per i nostri eroi e Alec Guinness come se avessi otto anni e lo stessi vedendo per la prima volta. È che lo conosco a memoria.
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le finestre ridono

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Un film incredibile, ancora oggi. M’ha messo un’ansia terribile: merita una visione attenta, anche se ci sono dei particolari che mi sfuggono (qualcuno sa spiegarmi il senso dell’accendino con le iniziali di Buono Legnani?).
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ritorno al futuro

In edicola i tre film. Appena comprato il primo.
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anf

Il trailer di Iron Man 2. Se è fatto bene quanto il primo, almeno la metà: allora è fantastico.
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scorpacciata

Ieri sera sono passato da Blockbuster e ho noleggiato quattro film: X-Men Origins: Wolverine (se ne può fare a meno), Sky Crawler (film molto interessante, lunghissimo e pesante come molti film con risvolti psicologici non da poco, ma bello), Paul Blart Mall Cop (strepitoso, quasi bello come Hot Fuzz), Questioni di cuore (c’è poco da fare, Kim Rossi Stuart è davvero bravo).

Tre ieri sera,
Sky Crawler stamattina. Ahia, che mal di testa.
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Up

M’ero dimenticato di dirlo, ma: Up è un film davvero incredibile. Appassionato, appassionante, commovente (maledetti bastardi, dubito ci fosse uno con gli occhi asciutti in tutta la sala), e per la prima volta da parecchio tempo ho amato un cane come personaggio.

Vallo a vedere: questo intanto è il
trailer.
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tre film

In questi ultimi giorni ho visto tre film che ti consiglio senza remore.

Il primo è
Funeral Party: una commedia di Frank Oz, ambientata in Inghilterra, con tutti i cliché inglesi, ma l’accumulo di sfighe e accidenti tipico della commedia americana. Riso parecchio.

Il secondo è
Hot Fuzz: da rivedere cento volte, ché le finezze son parecchie e la svaccata finale regge solo perché per un’ora il film è stato molto British.

E poi l’immortale e gigantesco
Casablanca. Non una parola per commentarlo, ché non ne avrei di buone. Solo, da rivedere e rivedere, e rivedere, e «We’ll always have Paris» è, vaccamignotta, una delle frasi più belle della storia. (E, giusto di sfuggita, lei è bellissima.)

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crollo di un mito

Lo sapevo, però fa sempre male saperlo: David Hasselhoff ricoverato per coma etilico.
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tron: legacy

Ammazza. Questo è il seguito di Tron, grandioso film del 1982: Tron Legacy. Qui il trailer. Quando esce??
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500 days of clip

Sulla pagina dedicata ai trailer del sito di Apple, trovi questa clip da 500 Days Of Summer, che non vedo l’ora di vedere.
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I love radio rock

Strambo, appassionato, colorato, fantastico film, pieno di musica e di grandissimi attori: I Love Radio Rock. In originale faceva «The Boat That Rocked»: curioso che per tradurre un titolo inglese si sia usato l’inglese.
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bram stocker's dracula

Non so per quale motivo io abbia rivisto questo film, ma come ogni volta che lo guardo, sono rimasto incredulo di fronte alla bravura di tutti gli attori (persino Hopkins, che secondo me spesso caga fuori dal boccale), da certe invenzioni di regia, dal montaggio. E dalla musica, incredibile e avvolgente, e perfetta.

Che poi, invenzioni di regia: certe dissolvenze si usavano ottant’anni fa. Ed è qui la grandissima forza del film, anche: stupire con cose “vecchie”. Solo i grandi possono riuscirci.

dracula
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big fish

Il film è uno dei più belli e commoventi che io abbia mai visto. Il libro (scritto nel 1998) gli sta dietro senza grossi problemi. E io mi commuovo facilmente, quando si parla di padre e figlio.
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coraline

Io credo davvero che ci siano pochi personaggi al pari di Neil Gaiman: neanche il grandissimo Alan Morrison ha quel tocco in più che quello strano personaggio vestito sempre di nero possiede: la capacità di inventare mondi, anche assurdi, eppure dotarli di una logica ferrea al loro interno. Tu dici: ma ogni universo fantastico deve essere logico e coerente per funzionare ed essere credibile, sennò andiamo tutti al mare e non se ne parli più.

Lo scarto di Gaiman è semplicissimo: lui scrive
fiabe. Punto e fine. Nell’universo delle fiabe tutto quello che succede non ha bisogno di esser razionale: e così se ne va a ‘fanculo anche il patto tra autore e lettore (o spettatore, o quel che è ) sulla sospensione dell’incredulità. È giusto essere increduli, e rimanere a bocca aperta, di fronte a certi passaggi di Coraline. Davanti all’incredibile bellezza di certe scene, o all’ottusa cattiveria dei cattivi (ci sono sempre, i cattivi). È normale che i gatti si comportino come si comportano nel mondo di Coraline, ma è da rimanerci stecchiti, di fronte al gatto di Coraline. E c’è da rimanere stecchiti anche di fronte alle musiche, di Coraline.

(A latere: ho paura che il film lo puoi vedere solo nelle sale attrezzate per il
3d stereoscopico. Che sì, figo, ma onestamente non ne sentivo la mancanza, vedendo Coraline. Comunque, è il futuro, bellezza, e non puoi farci niente.)
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helvetica

Ale mi scrive una breve email sul film Helvetica, che io adoro e che l’ho obbligato a vedere. Dice:

Al di là del contenuto del fatto che parla di Helvetica, e al di là di quello che non sono riuscito a tradurre, Helvetica è un documentario bellissimo. Girato bene, leggero, poetico, politico (in senso ampio), tutto. Ogni intervento è a suo modo illuminante. Bello bello bello.
Grazie,
ale

E uno può andare a dormire soddisfatto, conscio di aver contribuito a migliorare un pochino il mondo. Che è lo scopo di questo sito: non cambiare il mondo, ma cercare di capire dove e perché cambia, e chi sono i buoni e i chi i cattivi.
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robin hood

Ridley Scott sta girando la sua versione di Robin Hood. E lo sta facendo col suo attore feticcio, Russell Crowe...
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500 giorni di Summer

Questo pare essere molto carino, come film: 500 Days Of Summer. (E lei è fantastica.)
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tanto per dire

Ieri sera ho visto Grand Torino. Mi riprometto di ritornare a parlare di questo film, per ora voglio solo dirti di vederlo, perch’è un film immenso. Scrivendo all’amico Joe ieri sera, ho usato una loro espressione per descrivere il film: “larger than life”. Non saprei bene che parola scegliere in italiano per rendere quest’idea. Però Grand Torino è larger than life.

Aggiornamento: Ops, il titolo è Gran Torino, non “Grand”,
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wall•e

Il bellissimo Wall•E ha vinto soltanto l’Oscar come miglior film d’animazione: che stronzi.

Io la penso esattamente come
John Gruber:

WALL-E, it says here, will win out in the end: not just remembered but still being watched, loved, and critically acclaimed generations after it was released, and long after the Academy’s choices have been forgotten.

Amen.

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and now for something completely different

Ho trovato il cofanetto con le serie complete dei Monty Python, ieri da Saturn. 35 euro, portato a casa e goduto subito. Miracolosi, altro non saprei dire per descriverli: e se non li conosci, su YouTube c’è il loro canale.
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distrarsi

Di fronte a Franceschini e Sanremo, non ce la posso fare. Allora ti consiglio due trailer: G.I.Joe e il nuovo Transformers.

(Ché poi magari Franceschini diventerà il leader migliore della storia: è come ci è arrivato che mi lascia perplesso.)
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non si salva nessuno

Fatemi stare cinque minuti soltanto col montatore che taglia i film di La7 per la pubblicità, grazie.
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stasera guardo la tv

C’è Quinto potere su La7: su Imdb e Wikipedia, per chi non lo conoscesse.
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quinta stagione

Premesso che la qualità dell’intera serie è piuttosto alta (eccezion fatta in certi punti, e comprensibilmente, per il primo anno), credo che finora la quinta stagione di Buffy The Vampire Slayer sia la migliore che ho visto. Alcuni episodi sono dei capolavori: penso a The Body, o a The Weight Of The World, o The Gift. Joss Whedon dice che aveva pensato a quest’ultimo episodio come finale dell’intera serie: non avrebbe sfigurato.
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la nausea

Devo dire che vedere Angel leggersi La nausea (in originale francese) nell’ottavo episodio della terza stagione di Buffy è discretamente divertente.
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spring 2009: objectified

Il nuovo documentario di Gary Hustwit (è quello che ha fatto il mio adorato Helvetica) uscirà in primavera. Appena possibile mi compro il dvd. Anche tu.

Aggiornamento:
qui c’è la versione del trailer in QuickTime.

(Via
Wittgenstein links.)
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torno a vivere da solo (2)

Stasera sono riuscito a convincere la Dolcissima a vederlo (in realtà è un trascinare la Dolcissima, ma non formalizziamoci). Be’, ho passato un’oretta e mezza più che divertente, godendomi Jerry Calà e quasi tutto il cast - con l’eccezione della figlia del protagonista, che non so dove abbia studiato dizione, più che recitazione, e degli sbarbati fighetti. Il mitico cesso-jukebox torna a suonare, come 26 anni fa, e tutto sembra riprendere da allora. Magia. Tra le musiche di Umberto Smaila e un unico, solo, bellissimo: «Libidine!», il film scorre via e quasi quasi vien voglia di rivederlo.
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torno a vivere da solo

Nessuno, stasera, è voluto venire a vedere Jerry Calà con me. Uffa.
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in televisione

Mentre su Rete4 danno Tango e Cash (che è sempre piacevole), su Italia1 un bel servizio delle Iene capovolge il punto di vista e insinua con molta intelligenza che Letterine, ballerine e quant’altro in tivvù sono vestite da mignotte. Intanto, su Italia7 va in onda Robocop 2. ‘nvedi.
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Quantum Of Solace

Ammettere c’è da ammetterlo, se voglio chiamarmi “persona onesta”: non ho mai cagato la saga di Bond. Neanche di striscio, fino al 2006 quand’è uscito Casino Royale. L’ho visto solo perché mio zio l’ha fatto: e il film m’è piaciuto un sacco. Poi con mio zio ho iniziato a lavorare, e per due settimane sono pure finito sul Garda, questa primavera, per le ultime riprese di questo nuovo capitolo della saga di James Bond. Un motivo in più per vedere questo Quantum of Solace, quindi.

I miei due centesimi, come si dice: gli ultimi due capitoli della saga cinematografica di James Bond prendono il personaggio come tutti lo conosciamo (o ce l’hanno fatto conoscere, come nel mio caso), lo sbatacchiano un po’ nello shaker, gli buttano sopra un po’ di difetti, ché adesso non esiste un eroe senza un difetto, e poi lo sparano nel XXI secolo, senza neanche passare dal via. E da parte mia posso ben dire: figata.

Quantum of Solace è rocambolesco. Spettacolare. Costruito piuttosto bene, per quel che riguarda tempi e narrativa, e realizzato ancora meglio. E, piccola nota egocentrica, le sequenze italiane sono perfette. Molto contento di averlo visto, e per quel poco che ho fatto: anche di avervi partecipato.

Il fatto che Daniel Craig non sia Sean Connery, con tutto il rispetto e l’affetto che provo verso il vecchio, mi va anche meglio. Se fossero uguali, i due Bond, sarebbe un pessimo segno: significherebbe che i film non sono più un riflesso della società che li genera, e che le produzioni si sono cristallizzate su di un unico stile, un unico sistema, ignorando il mondo che le circonda. Dal mio punto di vista, personalissimo, umilissimo e da intellettuale da due centesimi, sarebbe una cosa da non augurare neanche al mio peggior nemico. Daniel Craig e i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson hanno plasmato un Bond davvero ben fatto, credibile, e soprattutto senza la necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno: neanche dice «The name’s Bond, James Bond». Il che la dice lunga: James Bond è morto, lunga vita a James Bond.
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