di pioggia, di scuri, black-out e altre cose
02/11/09 22:27 Archiviato in: ms
Piove a
dirotto, e siccome sono sfigato: giusto oggi han
portato via gli scuri da casa mia, ché erano ormai
marciti e cadevano a pezzi. Adesso non c’è più niente
a fermare l’acqua, e ho delle belle infiltrazioni
sotto le finestre, su un lato della casa.
E visto che c’eravamo, per qualche secondo è partita la luce. Dico, boh, forse abbiam caricato troppo, ma in realtà la luce è tornata da sola. Poi mi chiama la Dolcissima, e vien fuori che a Marcon la luce è andata via per un’oretta. Su internet ancora non ho trovato nulla.
Nel frattempo ieri è morta la Merini. Della Merini io mi ricordo una bellissima canzone di Vecchioni, patetica come (quasi) tutte le canzoni di Vecchioni, intitolata Canzone per Alda Merini. (È proprio vero, come dice Springsteen: We learned more from a three-minute record than we ever learned in school.) Era una canzone molto dolce, e qui trovi un video accompagnato da immagini che preferisco non commentare. Però la canzone merita di essere ascoltata, se Vecchioni non ti risulta stucchevole, stufevole, gnafaccioaltro. Della Merini per la sua opera, lo confesso, non ricordo nulla: sarà che non ho letto nulla.
Io nel frattempo mi perdo nella splendida voce di Neko Case, scopro (con i miei decenni canonici di ritardo) che il primissimo disco di Sinead O’Connor (che poi fa degli sguardi allucinati come quello qui sotto) è strepitoso. Ah, e i Massive Attack mi piacciono un casino: almeno quelli di Mezzanine (ma questo da che avevoquindici sedici anni) e pure
quelli di 100th Window. (*)

Nel frattempo un amico caro e di vecchia data vuole riprendere a disegnare e mi ha chiesto di scrivergli una sceneggiatura. Breve, anche ‘na cazzata, ma mi sento terribilmente inadeguato. (Ovviamente, gli ho risposto di sì.) Non vorrei illuderti, qui si parla di produzioni strettamente private, che probabilmente non usciranno dai nostri salotti, no di roba da pubblicare.
MilanoRomaTrani chiude l’account su Facebook, ché non serve a niente. Secondo me non è vero, ma non importa, ognuno gestisce la sua vita digitale come meglio crede. (E io, per dire, non ho un account Facebook: o meglio, ce l’ho, ma l’ho fatto per la prima volta nel 2006, quando ancora la gente normale non rompeva il cazzo con «Ah ma tanto ti trovo su Facebook!», e da allora non l’ho mai usato.) Però intanto pubblica un pezzo strepitoso del grande Buratti (classe 1988), e uno a firma di Enrico per la ricorrenza della morte di Pasolini. Detta così fa schifo, ma il suo pezzo no.
Intanto continuano ad arrivare incredibili mail di spam.
E dopo che Ale ha conosciuto mio cugino, se lo ritrova in radio (a Condor, martedì 27 ottobre) e in concerto in piazza Castello a Torino. Serendipità, botte di culo, la mia famiglia ch’è peggio d’una mafia: fai un po’ te.
Ah, e miracolo dei miracoli: sarà la pioggia, sarà che ho aggiornato la mia libreria musicale comprendendo un sacco di cose degli anni ‘80-‘90-‘00, ma abbiamo già pronto il nuovo numero di inutile, il 27. No, quel link non porta da nessuna parte: non ancora. Aspetta metà novembre.
E intanto, ci vediamo il 7 novembrea al Candiani. Vedi il prossimo post.
(*) Mi ha fatto notare Ale che Mezzanine è del 1998, e dire che mi piace da quindici anni significherebbe dire che è uscito nel 1994. In realtà m’è partito un verbo, e mi son dato un anno di meno. Ma credo di aver corretto adeguatamente.
E visto che c’eravamo, per qualche secondo è partita la luce. Dico, boh, forse abbiam caricato troppo, ma in realtà la luce è tornata da sola. Poi mi chiama la Dolcissima, e vien fuori che a Marcon la luce è andata via per un’oretta. Su internet ancora non ho trovato nulla.
Nel frattempo ieri è morta la Merini. Della Merini io mi ricordo una bellissima canzone di Vecchioni, patetica come (quasi) tutte le canzoni di Vecchioni, intitolata Canzone per Alda Merini. (È proprio vero, come dice Springsteen: We learned more from a three-minute record than we ever learned in school.) Era una canzone molto dolce, e qui trovi un video accompagnato da immagini che preferisco non commentare. Però la canzone merita di essere ascoltata, se Vecchioni non ti risulta stucchevole, stufevole, gnafaccioaltro. Della Merini per la sua opera, lo confesso, non ricordo nulla: sarà che non ho letto nulla.
Io nel frattempo mi perdo nella splendida voce di Neko Case, scopro (con i miei decenni canonici di ritardo) che il primissimo disco di Sinead O’Connor (che poi fa degli sguardi allucinati come quello qui sotto) è strepitoso. Ah, e i Massive Attack mi piacciono un casino: almeno quelli di Mezzanine (ma questo da che avevo

Nel frattempo un amico caro e di vecchia data vuole riprendere a disegnare e mi ha chiesto di scrivergli una sceneggiatura. Breve, anche ‘na cazzata, ma mi sento terribilmente inadeguato. (Ovviamente, gli ho risposto di sì.) Non vorrei illuderti, qui si parla di produzioni strettamente private, che probabilmente non usciranno dai nostri salotti, no di roba da pubblicare.
MilanoRomaTrani chiude l’account su Facebook, ché non serve a niente. Secondo me non è vero, ma non importa, ognuno gestisce la sua vita digitale come meglio crede. (E io, per dire, non ho un account Facebook: o meglio, ce l’ho, ma l’ho fatto per la prima volta nel 2006, quando ancora la gente normale non rompeva il cazzo con «Ah ma tanto ti trovo su Facebook!», e da allora non l’ho mai usato.) Però intanto pubblica un pezzo strepitoso del grande Buratti (classe 1988), e uno a firma di Enrico per la ricorrenza della morte di Pasolini. Detta così fa schifo, ma il suo pezzo no.
Intanto continuano ad arrivare incredibili mail di spam.
E dopo che Ale ha conosciuto mio cugino, se lo ritrova in radio (a Condor, martedì 27 ottobre) e in concerto in piazza Castello a Torino. Serendipità, botte di culo, la mia famiglia ch’è peggio d’una mafia: fai un po’ te.
Ah, e miracolo dei miracoli: sarà la pioggia, sarà che ho aggiornato la mia libreria musicale comprendendo un sacco di cose degli anni ‘80-‘90-‘00, ma abbiamo già pronto il nuovo numero di inutile, il 27. No, quel link non porta da nessuna parte: non ancora. Aspetta metà novembre.
E intanto, ci vediamo il 7 novembrea al Candiani. Vedi il prossimo post.
(*) Mi ha fatto notare Ale che Mezzanine è del 1998, e dire che mi piace da quindici anni significherebbe dire che è uscito nel 1994. In realtà m’è partito un verbo, e mi son dato un anno di meno. Ma credo di aver corretto adeguatamente.