il bello di internet

Una delle cose che si possono fare nel 2009. Grazie Dania.

Ieri sera siamo andati da mia madre, abbiamo ordinato le pizze, ci siamo seduti in cucina e a capotavola abbiamo messo un pc al quale era collegato, via webcam, mio fratello che vive in Brasile.
Abbiamo cenato tutti insieme, per la prima volta dopo un anno.
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la futura classe dirigente

Gna faccio. Lo mollo a pagina 82. Saluti e baci.
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altro che Kindle

Il Kindle non l’ho comprato, e forse neanche lo comprerò mai: credo che il concetto di ebook reader sia ancora farraginoso, troppo suddiviso in produttori impermeabili e timidi vagiti di adozione di un formato “pubblico” per i contenuti. E poi, il mio ebook reader già ce l’ho: si chiama iPhone, il programma si chiama Stanza, ma ce n’è una valanga, gratuite e a pagamento (anche se su AppStore si mescolano un po’ troppo gli ebook con i programmi, ma vabbè ).

Jules però mi fa notare il futuro: si chiama
Scrab, è una rivista che nasce direttamente per iPhone e lo slogan è: «Listen to and read along with the best in contemporary poetry and prose». I testi che contiene vengono letti, così li puoi ascoltare, anche. Ogni numero costa 3$, mentre l’applicazione è gratuita (anche se una volta scaricata... è vuota). Appena ho due lire mi compro tutti i numeri. (E uno dei creatori assomiglia incredibilmente a Gabriele...)

È il futuro, o almeno: una parte di esso.

6
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Up

M’ero dimenticato di dirlo, ma: Up è un film davvero incredibile. Appassionato, appassionante, commovente (maledetti bastardi, dubito ci fosse uno con gli occhi asciutti in tutta la sala), e per la prima volta da parecchio tempo ho amato un cane come personaggio.

Vallo a vedere: questo intanto è il
trailer.
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due foto di torino

Tanto per ribadire: a Venezia non sarebbe mai potuto succedere, con gente “sconosciuta” come noi (con tutto il rispetto per Marta di Artigrafie e Ugo del Contesto). E no, non credo, Elisa cara, che si riuscirà mai a rivoluzionare questa città.

Torino1

Torino2
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nuova musica

Già che ero a Torino, ho prelevato dall’hard disk di Ale gli Arcade Fire, gli Architecture in Helsinki, gli Animal Collective (marò, fighissimi, ma devo essere proprio in giornata giusta!), un sacco di roba dei Beach Boys, i Cabaret Voltaire (di cui già sapevo qualcosa), Cajun Dance Party, Calexico, Califone, Clinic, Cold War Kids (questi li ho [intra]visti dal vivo e non mi hanno esaltato, vediamo in studio come si comportano), David Holmes, Decibel, Dente, un po’ di Donatella Rettore, un sacco di Eurythmics, Il Genio, praticamente tutto Jovanotti, il mitico Anidride Solforosa, un po’ di Massive Attack, un paio di dischi dei Morphine, Neko Case (la cantante dei New Pornographer! mitica!), i New Order, My Bloody Valentine, un po’ di roba di Paolo Conte, Patti Smith, Pixies, Primal Scream, Ramones, Stereolab, Style Council, The Cars (un disco meraviglioso, il loro Heartbeat City!), Ultravox, qualcos’altro di sicuro.

Ci metterò qualche mese ad assorbirli tutti. Poi, pian piano, me li compro.
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al circolo dei lettori

Lunedì siamo stati al Circolo dei lettori, a presentare inutile. Guidati da Alberto Zuliani, assieme ad Artigrafie e Il contesto (assenti quelli de Il Miele: peccato, li avrei conosciuti volentieri, la rivista l’ho sfogliata e l’ho gradita parecchio). È stato bello e ci siamo divertiti tutti, e soprattutto: la saletta in cui abbiamo parlato era colma di gente. Una trentina di posti occupati, e il resto in piedi. Non ci siamo abituati, e ci ha fatto piacere, e ci ha fatto male: a Venezia non sarebbe mai successo.
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you've got mail

Una bella mail di spam che Ale mi ha inoltrato.

Ciao bello straniero, sono contento che incontriamo il mio nome Ekaterina.
Sto guardando per loro mezzo unico e inimitabile. Io sto cercando non e semplicemente un uomo che sto cercando un altro, questo amico per tutta la vita.   Calda dolce ragazza. Me per 27 anni.
Stanco della solitudine e si desidera trovare la sua felicita!
Un poco su di me: mi piace creare confortevole, amo quando il pozzo di casa e con calma, misurare serio e responsabile, correzione la ragazza. Inoltre I emotive e sensibili su. Possono essere problemi Spiritoso e buon divertimento.  Per me sola vita priva di significato. Sulla semplicita, posso dire che si apre la cartella di lavoro. Appena letto. Se Kam interessanti su di me quindi scrittura!
Attendo con grande risposta.

Questo indirizzo emal:  rusinovaekaterina@yahoo.it

Ekateryna
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tre film

In questi ultimi giorni ho visto tre film che ti consiglio senza remore.

Il primo è
Funeral Party: una commedia di Frank Oz, ambientata in Inghilterra, con tutti i cliché inglesi, ma l’accumulo di sfighe e accidenti tipico della commedia americana. Riso parecchio.

Il secondo è
Hot Fuzz: da rivedere cento volte, ché le finezze son parecchie e la svaccata finale regge solo perché per un’ora il film è stato molto British.

E poi l’immortale e gigantesco
Casablanca. Non una parola per commentarlo, ché non ne avrei di buone. Solo, da rivedere e rivedere, e rivedere, e «We’ll always have Paris» è, vaccamignotta, una delle frasi più belle della storia. (E, giusto di sfuggita, lei è bellissima.)

250px-Bogart_in_Casablanca
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thunder road

Per la Dolcissima.

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mcsweeney's iphone app

Eccola qui: l'applicazione per iPhone di McSweeney's, una delle più belle riviste del mondo.

iPhonePreview

(Via
Sofri.)
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ssssht

Silenziosamente, Apple aggiorna un botto di roba: iMac, Mac Mini, MacBook (adesso assomigliano un po’ ai gloriosi iBook), Airport Express ed Extreme, Time Capsule, il telecomando (adesso in alluminio), e un nuovo mouse multi-touch.
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salvami

Ale mi scrive un’email, oggi:

Oggetto: salvami

non riesco a smettere di ascoltarla:



Neanch’io, adesso, vaccatroia.
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al telefono

Una mezz'oretta al telefono con Enpi a discutere di tante cose, tra cui: il corretto uso del genere per la parola “font” (risultato: in italiano è maschile). Ecco, la comunità di pari.
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10GUI

Un concept interessante sul futuro dell’interfaccia grafica dei computer: il multi-touch. Secondo me un po’ scomodo nella gestione delle varie finestre.

(Via
Kottke.)
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una comunità di pari

Questo post di Anil Dash descrive perfettamente quella che reputo la mia più grave mancanza, vale a dire: un gruppo coeso.

Dice Dash che la gente ritratta nella
foto di lì a poco avrebbe creato servizi o fondato società fondamentali per lo sviluppo del web come lo conosciamo oggi. Flickr, Blogger, Six Apart: la gente che li ha fatti era lì, quella sera del 2002, a cena, a parlare gli uni con gli altri. Nel corso degli anni poi la maggior parte di loro sarebbero diventati grandi amici.

Dice Dash: vi mostro questa foto non tanto per farvi vedere i nomi che c’erano, e quello che hanno creato (lo puoi vedere su
Flickr), ma per sottolineare una delle risorse più importanti di cui le persone creative necessitano per riuscire veramente in quello che fanno: una comunità di pari. Eccallà.
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retroscena di teatrismi

Paolo Zaffaina e la sua banda di folli attori (e non teatranti: ci tengo a sottolinearlo, giacché per me “teatranti” ha connotazione negativa) li ho conosciuti grazie ad inutile: fanno parte di quel capitale umano per il quale sarò sempre in debito a quest’avventura pazza che mi toglie molte ore di sonno e relax ma mi dà ben altro. Ok, la sviolinata l’ho fatta.

Nella seconda puntata della sua rubrica Teatrismi, che cura per inutile, Paolo cita un episodio che mi è capitato venerdì scorso: nel tentativo di raggiungere Vittorio Veneto, dove un amico teneva delle letture nel Castrum di Serravalle, la Dolcissima e io abbiamo fatto un piccolo incidente. Illesi noi, l’auto un po’ meno. Al Castrum invece io son caduto in un pozzo (credo), cercando un posto appartato dove pisciare: ho poi scoperto ch’erano forniti di regolare cesso, peraltro molto bello. Ecco, se non ti spiegavo questi simpatici retroscena, forse godevi meno del pezzo di Paolo: ch’è comunque un gran pezzo, e continua per la strada da lui intrapresa un mese fa. Capitale umano, dicevamo.
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#26

26

Eccolo qui. Con un racconto di Gianluca Didino, una poesia di Francesco Vico, una rubrica di Arturo Fabra e una di Michele Filippo Fontefrancesco, e due novità: una playlist fatta da noi per Polaroid (se leggi capisci), e l’esordio della rubrica del poeta Terry Boligol. Poster di Alice Socal, bello come solo lei sa disegnare.
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la signora waal

Sono arrivato a pagina 61, e lo mollo: ha buttato in mezzo la Resistenza, i traditori e puttanate varie. Non gliela faccio. L’autorefenzialità del commento di Ale al post precedente la ritrovo e non gliela faccio.
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libri arretrati

Mentre tu credi che io sia ancora alle prese con La donna in bianco di Wilkie Collins, il sottoscritto s’è letto Come l’insalata sotto la neve, che è bellissimo e consiglio a tutti; Il sussurro delle cose nascoste, che ha dei racconti davvero interessanti, curiosi, ma accomunati da uno stile che non sento vicino; L’autunno della signora Waal di Nico Orengo che, boh, sono solo a pagina 34 ma mi chiedo perché l’abbiano pubblicato. Eppure so riconoscere queste ruffianate e sono sicuro che i suoi fan ce li avrà. E come sempre, è ben probabile che mi sbagli io, oppure a pagina 39 diventa un capolavoro. Mi piace essere fiducioso.
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feria d'ottobre

Preparo locandina e segnalibro per un evento che stiamo organizzando per l’inizio di novembre (sarà un bell’evento). Prima ho ascoltato Condor, per la prima volta in diretta. L’ho ascoltato godendomi il sole di questi giorni un po’ strambi, mezzi caldi e mezzi freddi. Col gatto in grembo. Giornata tranquilla, oggi, e va bene così.
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type camp

Let’s face it, most of the general public does not really understand typography. So when I first tell people that I attended something called ‘Type Camp’ this summer, I tend to garner a lot of puzzled looks.

A me succede di solito quando parlo di riviste, ma vabbè. La storia di Jessica Yurasek sul Type Camp da lei frequentato è molto carina e interessante.
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design observer

Se non te ne ho mai parlato, questo è un gran sito.
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quando è troppo

Come dire, «Mi son rotto il cazzo, eh»: Di Pietro e Belpietro potrebbero avere guai per vilipendio contro il Presidente della Repubblica (uniche due parole che metto in maiuscolo l’una di seguito all’altra).

(Via
Ansa.)
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il talento

Peppe Fiore è bravo. E su inutile, oggi, c’è un suo racconto. È molto lungo, ma così bello che Ale e io non ce la siam sentiti di tagliarlo. Così siamo ricorsi a Issuu.
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crollo di un mito

Lo sapevo, però fa sempre male saperlo: David Hasselhoff ricoverato per coma etilico.
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l'unica cosa sensata

Grazia a Luca Sofri scopro questo splendido pezzo sul New York Times, in cui c’è una frase da mandare a memoria (la stessa che cita Sofri):

Some people react to being brutalized by calling at their workplace or school with an AK-47, selecting “automatic” and opening fire.
Instead, I’d opened a restaurant. I proposed to make people feel happier. This was my way of showing the Creator of the Universe there were better, kinder ways of treating people than what He or She had done to the woman I loved.
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nobel

Obama insignito del Premio Nobel per la Pace. Cazzo, è magnifico!

Qui l’
Ansa, qui un ottimo pezzo di Sofri.
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il gazzettino s'è fatto il lifting

Ha cambiato grafica. E a me non piace. In più, le pagine di “Cultura & Spettacolo” sono soltanto due (almeno, oggi giovedì 8 ottobre 2009), e i refusi e gli errori di battitura rimangono, come una volta. Mah.
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per venti punti persero la cappa

Pare che la storia dei 20 voti con cui siamo andati sotto sia un po’ più complicata.
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una di quelle cose che non vorrei sapere

Repubblica dice che dal 2001 al 2008 grossomodo tutti noi siam stati spiati durante le nostre navigate. Che bello.
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storia di un bellimbusto

Geniale la canzone, geniale il video. Grandi gli Elio e le Storie tese.
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la rosa dei venti

Bellissima canzone dei Perturbazióne, La rosa dei venti.

Intanto
lo scudo fiscale è passato per 20 voti. Non sono contrario allo scudo fiscale a priori (sono contrario al 5% di sovrattassa per far rientrare quei soldi: fai almeno un 25%!), ma se sei dell’opposizione e non vuoi far passare quella legge, per i tuoi motivi (che spero sinceramente assomiglino ai miei, e non siano solo propaganda), cazzo, vai a votare! Ti paghiamo per questo!
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il leader dell'opposizione

Gianfranco Fini rinuncia al lodo Alfano per un processo di diffamazione. Il Pm rimette la querela colpito dal gesto di lealtà e rispetto di Fini. La maggioranza nicchia, alla meglio. L’opposizione esulta.

Prima nota: se sei un Pm e rimetti la querela adducendo come scusa il fatto che il tuo accusato ha mostrato fiducia e collaborazione con le istituzioni, c’è qualcosa che non mi torna. Seconda nota: vorrei vedere quanti dell’opposizione che adesso esultano, avrebbero fatto lo stesso nelle stesse condizioni di Fini.

(Via
Ansa.)
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qui si parla di fumetti

A casa nostra, dico.
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rainy days and mondays

Lei ha fatto una fine davvero tragica. Aveva una voce incredibile, e questa canzone fa proprio male.

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moresco e vasta

Il Collettivomensa fa due bei botti: un’intervista ad Antonio Moresco e una a Giorgio Vasta. Entrambe le interviste sono da mandare a memoria, mandare-a-memoria.

PS per quell’antipatico signore di mezza età, piuttosto noto, presente a ULTRA, che ha detto che quelli del Collettivo avrebbero potuto rivendersi l’intervista a Moresco. Io ho capito che cosa intende quando dice “rivendersi”, e cioè non in senso economico, e sì, ho qualche problema con i riflessivi e gli ausiliari: ma il suo discorso mi sembra, anche al netto del lato economico qui sopra esplicitato, piuttosto gretto, infantile, stupido. Amen.
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