nov 2008
me l'ero perso
Giuro, me
l’ero perso. Avevo perso un po’ di vista il buon
Simone Maria Navarra, che prima faceva
questo e adesso fa
questo, entrambi blog più
che godibili: sono blog belli e basta. E mi ero
perso il fatto che il suo ultimo lavoro adesso è
liberamente scaricabile come ebook: si tratta
del Gatto che cadde
dal sole, e lo puoi
trovare qui (qui una versione
ottimizzata per lettori di ebook).
Già se uno mi parla di gatti mi trova attento e partecipe; in più se il libro è bello sono in prima linea. Ho letto tutto il primo capitolo (dieci cartelle o giù di lì ), e voglio continuare. Una recensione vera appena finito.
Aggiornamento al volo: Simone è anche uno zio tenerissimo!
Già se uno mi parla di gatti mi trova attento e partecipe; in più se il libro è bello sono in prima linea. Ho letto tutto il primo capitolo (dieci cartelle o giù di lì ), e voglio continuare. Una recensione vera appena finito.
Aggiornamento al volo: Simone è anche uno zio tenerissimo!
|
processo agli scorpioni
28/11/08 20:59 Archiviato in: libri
Sempre di
corsa segnalo che venerdì scorso (esattamente una
settimana fa), sul treno che mi portava a
Torino, in un’oretta circa,
ho letto Processo agli Scorpioni
di Jasmina
Tesanovic. Un libro fortissimo, durissimo e
importante, corollario ideale alla
Guerra in casa
di Luca
Rastello (che in effetti firma la prefazione). Il
mio spassionato consiglio è di comprarlo, perch’è
un libro davvero importante ed è importante
leggerlo.
di corsa
27/11/08 21:27 Archiviato in: libri
Un po’ di
fretta per troppi motivi, intanto segnalo che
la seconda antologia dei
Sognatori ha i primi due
racconti molto belli. Il resto, appena lo leggo.
(Sto leggendo anche L’uomo dei
dadi, sono più che a metà,
e devo dire che è molto strano, e
divertente.)
orgoglio di famiglia
26/11/08 00:48 Archiviato in: link
I
Perturbazióne vincono il Premio per la migliore regia
indipendente per il video di Un anno in
più. Qui il video, qui
l’articolo dal sito dei
Perturba.
cronache dissennate 2008
26/11/08 00:35 Archiviato in: link
È uscita una
bella antologia per festeggiare il primo anno
di MilanoRomaTrani, blog su cui ogni
tanto vengono pubblicati pezzi scritti dal
sottoscritto (e che avanza due capitoli di una
trilogia veneziana).
Qui puoi ammirare l’antologia, attraverso Issuu (ma attenzione ché serve Flash aggiornatissimo), qui puoi scaricare direttamente il .pdf.
In Cronache dissennate 2008 trovi pezzi di Enrico Piscitelli, Peppe Fiore, Giacomo Buratti, Andrea Malabaila, Alessandro Milanese, Remo Bassini, le foto di Salvatore Piombino, e tanto ancora. A rovinare il tutto, due particolari: la grafica l’ho fatta io (il che spiega perch’è caotica), e c’è un mio vecchio pezzo.
Qui puoi ammirare l’antologia, attraverso Issuu (ma attenzione ché serve Flash aggiornatissimo), qui puoi scaricare direttamente il .pdf.
In Cronache dissennate 2008 trovi pezzi di Enrico Piscitelli, Peppe Fiore, Giacomo Buratti, Andrea Malabaila, Alessandro Milanese, Remo Bassini, le foto di Salvatore Piombino, e tanto ancora. A rovinare il tutto, due particolari: la grafica l’ho fatta io (il che spiega perch’è caotica), e c’è un mio vecchio pezzo.
sono scemo
Però ogni
tanto, ogni settimana, mi piace vedere ancora il
discorso di Obama, quand’ha vinto. Forse tra quattro
anni piangeremo, l’ho già detto: ma
questi 17 minuti valgono tutte le
nostre lacrime. Di gioia.
io lo so che non sono solo
25/11/08 01:03 Archiviato in: ms
torino
24/11/08 01:10 Archiviato in: italia
Appena
tornato da un fine settimana torinese, in cui ho
dormito in una stanza piccolissima e claustrofobica
con Ale e Nando, ho rivisto Laura e mezza famiglia,
purtroppo non sono riuscito a incrociare altri amici
e parenti ma sarà per la prossima volta; adesso ho
intenzione di fare tappa laggiù almeno un paio di
volte all’anno.
La città è bellissima, piena di cose e di librerie.
(Corollario: ho trovato quattro dei dieci dvd di Nadia - il mistero della pietra azzurra a un prezzo stracciato, e ho potuto godere ancora di quella che reputo una delle serie migliori di fantascienza di tutto il mondo.)
La città è bellissima, piena di cose e di librerie.
(Corollario: ho trovato quattro dei dieci dvd di Nadia - il mistero della pietra azzurra a un prezzo stracciato, e ho potuto godere ancora di quella che reputo una delle serie migliori di fantascienza di tutto il mondo.)
kirby & mccartney
20/11/08 23:06 Archiviato in: link
Non so se sei
appassionato di fumetti, ma Luigi ha tirato fuori una
storia davvero curiosa e carina. Come sempre fa.
amici comuni di McCartney e Kirby organizzarono lo storico incontro tra una delle maggiori divinità della musica Rock e l’artista che fa forgiato l’immaginario collettivo di intere generazioni di appassionati di letteratura a fumetti.
Il resto qui.
amici comuni di McCartney e Kirby organizzarono lo storico incontro tra una delle maggiori divinità della musica Rock e l’artista che fa forgiato l’immaginario collettivo di intere generazioni di appassionati di letteratura a fumetti.
Il resto qui.
hold the line
Oddio,
rischia l’espulsione dal PD. Oddio, è mastelliano,
significa che appena annusa una poltrona non la vuole
più lasciare. Oddio, ma alla fin fine ‘sto tipo che
va contro tutti mi sta un poco simpatico.
(Ansa: Villari resiste, presidente vigilanza contro tutti.)
(Ansa: Villari resiste, presidente vigilanza contro tutti.)
adoro il Sun
19/11/08 19:41 Archiviato in: link
Adoro
questa testata scandalist...
pardon, giornalistica. Confermato: Hitler aveva
soltanto un testicolo.
(Via Jack Shedd.)
(Via Jack Shedd.)
once
19/11/08 00:09 Archiviato in: recensione
È uno di quei film che lo vedi e dici: ecco, se io fossi un regista, farei un film come questo. Perché è perfetto, perché è leggero, perché è vero: non ci sono battute da Harmony (sai quanto io detesti le battute da Harmony), perché ha uno sfondo tristissimo ma questa storia d’amore a metà è una cosa bellissima, perché tutti ci siamo passati, perché lui ha una voce incredibile, e lei è fantastica, perché lui è uno spiantato, e lei ha una figlia e una madre da mantenere, perché il batterista è come il batterista che suonava con noi, te lo ricordi?, perché tutti una volta almeno abbiamo suonato qualcosa in cui credevamo fin dentro alle ossa e ci si ingrossavano le vene del collo (roba che se l’insegnante di canto che ho avuto un anno le vedesse, quelle vene ingrossarsi, a calci in culo, proprio), perché vorresti che si mettessero insieme come avevi voluto che lei si mettesse con te, quella volta, e le hai scritto quella canzone. E se non era una canzone era una poesia, o una lettera, e quante lettere le hai scritto? Quante parole buttate via: Once non ne spreca una, di parola, perché ne usa pochissime, e quelle che usa sono quelle giuste, quelle che useresti tu e che ho usato anch’io. Once è un film che va visto perché Dublino è grigia e piena di gente indifferente come il centro della nostra città, perché fa freddo, e la sciarpa non basta, perché è uno di quei giorni in cui ti scaldi le mani col fiato e chiudi gli occhi, mentre soffi sopra alle dita, e perché una volta ogni tanto, una volta nella vita, capita che incrociamo qualcuno per cui vale la pena aprire gli occhi e voler registrare delle canzoni. Un po’ di musica, oltre questa solitudine.
pixlr
18/11/08 20:17 Archiviato in: link
Magari lo
conosci già, ma: se ti serve fare un editing
d’immagini, questa web app potrebbe fare per te.
Gratuita, e non serve neanche registrarsi.
giovini
18/11/08 19:53 Archiviato in: italia
Ma non
dovevamo fare quelli che il partito nuovo, il partito
giovane, basta con questo sistema, basta con gente
che ha quarant’anni di governo/politica/lavoro alle
spalle e non è capace di inventare un mondo nuovo?
Non dovevamo fare quelli che da noi come i
Democratici americani, non dovevamo fare quelli
che si può
fare, perché
se po’
ffa è troppo letterale
rispetto a «Yes we can»?
E allora, con tutto l’affetto e il rispetto per uno che insomma, se la sarà anche guadagnata, ma: vai a cercare l’intesa su Zavoli? Ha 85 anni...
E allora, con tutto l’affetto e il rispetto per uno che insomma, se la sarà anche guadagnata, ma: vai a cercare l’intesa su Zavoli? Ha 85 anni...
un mondo di font
18/11/08 13:39 Archiviato in: link
FontShop (che magari già
conosci) ogni tanto rilascia font gratuite - previa
registrazione. FontShop è un sito professionale,
dove puoi comprare caratteri di ogni tipo e
prezzo: quindi fanno le cose in maniera piuttosto
seria, e quando scarichi una font gratuita ti
danno anche una guida all’installazione della font
(in .pdf), la licenza d’uso (in cui scopri che non
puoi usare quella font in documenti/lavori
commerciali - e vabbè, mi sta bene), e un altro
.pdf in cui spiegano da dove nasce quella font,
chi l’ha fatta, e gli esempi di glifi che quel
carattere comprende. Fantastico.
Da FontShop il passo a FontFeed è brevissimo: leggendo l’occhiello di FontFeed, leggi «a daily dispatch of recommended fonts, typography techniques, and inspirational examples of digital type at work in the real world. Eat up», e ovviamente mi sono iscritto al FeedRSS.
Da FontShop a FontMagazine il passo è ancora più breve. E gratificante è scoprire che FontMagazine è pubblicato anche attraverso Issuu: come inutile.
(Blambot invece è un sito di font per fumetti: ce ne sono di gratuite e commerciali, anche qui. Vale la pena darci un’occhiata.)
Da FontShop il passo a FontFeed è brevissimo: leggendo l’occhiello di FontFeed, leggi «a daily dispatch of recommended fonts, typography techniques, and inspirational examples of digital type at work in the real world. Eat up», e ovviamente mi sono iscritto al FeedRSS.
Da FontShop a FontMagazine il passo è ancora più breve. E gratificante è scoprire che FontMagazine è pubblicato anche attraverso Issuu: come inutile.
(Blambot invece è un sito di font per fumetti: ce ne sono di gratuite e commerciali, anche qui. Vale la pena darci un’occhiata.)
bipartisan
Obama e
McCain a colloquio. In questa intervista
Obama dice
che ci sarà almeno un Repubblicano nel suo
gabinetto, ma stando a
questo articolo non vi sarà McCain. In
ogni caso, l’impegno bipartisan
(questo sì
) mi sembra evidente e da stimare.
a day in pictures
17/11/08 20:17 Archiviato in: link
un sogno dentro un sogno/2
Eccola! È
uscita! È l’antologia Un sogno dentro un
sogno degli amici Sognatori!
Non vedo l’ora di leggerla!
MRT
17/11/08 19:54 Archiviato in: link
Tienilo
d’occhio, MilanoRomaTrani. Tra un po’ arriva
una bella sorpresa. Hahaha. Ha. Scusa, un po’ di
tosse.
nella stanza
La
presentazione di Daniela Morandini all’ultima opera
dell’amico Conny Stockhausen, su Zapping di
mercoledì 12 novembre: qui su YouTube.
usabilità
16/11/08 18:55 Archiviato in: link
L’eterna
questione dell’usabilità dei siti web: ne parla molto
bene, traducendo parte di questo libro, Riccardo Mori (un
blog un must, eh; anche le sue foto). Qui la prima parte, tra
pochi giorni la seconda.
peter watkins?
16/11/08 11:47 Archiviato in: link
su due piedi
15/11/08 23:47 Archiviato in: speranze
Molto in
velocità, che dopo questa giornata m’è scesa addosso
una stanchezza felice, e l’unica cosa che voglio
adesso è il letto. Però: ci tengo a dire che
l’incontro con Massimiliano Santarossa
è andato
benissimo, e ci siamo divertiti, e abbiamo parlato
un sacco, e insomma: bello. Grazie Max.
alla faccia
15/11/08 06:15 Archiviato in: italia
Francesco
Costa ha 24 anni, c’è scritto qui. No, per dire. (E
scrive questo post bellissimo
sulla
vittoria di Obama.)
notte insonne
15/11/08 06:02 Archiviato in: link
Mangiato
pesante, ieri sera, e troppo veloce: allora sono in
piedi già da un paio d’ore, con lo stomaco ribaltato.
Vabbè, una mezz’ora di A-Team
mi ha
tranquillizzato. Spero però che non passino
l’A-Team
solo alle tre
di notte, sarebbe perdersi un ottimo telefilm.
Ho passato poi un po’ di ore su internet (che strano, eh?), e così ho finalmente avuto il tempo di spulciarmi per bene il sito di Francesco Costa, citato spesso da Luca Sofri. Te lo consiglio; nel frattempo ho anche trovato queste bellissime foto di Obama (non ricordo se attraverso Costa o qualcun altro), e così te le voglio proporre.
(Sì, ok, sono le sei e magari tra un po’ ti svegli. Lasciami fare un post a vuoto.)
Ho passato poi un po’ di ore su internet (che strano, eh?), e così ho finalmente avuto il tempo di spulciarmi per bene il sito di Francesco Costa, citato spesso da Luca Sofri. Te lo consiglio; nel frattempo ho anche trovato queste bellissime foto di Obama (non ricordo se attraverso Costa o qualcun altro), e così te le voglio proporre.
(Sì, ok, sono le sei e magari tra un po’ ti svegli. Lasciami fare un post a vuoto.)
promemoria
Vorrei
ricordarti che domani sera siamo a Spinea con
Massimiliano
Santarossa. Qui maggiori informazioni:
tu non mancare.
giulio bassi
Giulio Bassi
è uno che fa foto. Bellissime. L’ho contattato mesi
fa, in occasione del compleanno di
inutile,
per spillargli una foto. Da allora ci siamo rimasti
nel cuore, mi sa: lo chiamo quasi sempre per le
copertine dell’opuscolo, o le locandine, o
quant’altro (unica eccezione: il grandissimo
Riccardo Mori, nel
#15). La foto che ho
scelto per il #17, in uscita sabato, è proprio
bella: aspetta e vedrai!
Qui puoi seguire le foto di Giulio, su Flickr.
Qui puoi seguire le foto di Giulio, su Flickr.
diventa come Obama!
Questo plugin ti permette di
assomigliare un po’ di più al Presidente Obama, a
patto che tu abbia un Mac, una iSight integrata e
PhotoBooth (e Mac OS X 10.5). Luca Sofri s’è già divertito.
Pure io:
(Grazie a Dubi Kaufmann. E sì, la prossima volta faccio una foto un pelo più illuminata, ok?)
(Grazie a Dubi Kaufmann. E sì, la prossima volta faccio una foto un pelo più illuminata, ok?)
poecast
11/11/08 21:28 Archiviato in: link
Da tenere sui
propri radar, come si dice. Un aggregatore di blog di
poesia.
(Via Stefano Guglielmin.)
(Via Stefano Guglielmin.)
all'avanguardia
11/11/08 21:14 Archiviato in: tec
i film della MGM su YouTube
O
quasi. Secondo il NYT, MGM e YouTube hanno
firmato un accordo che permetterebbe al portale di
video più famoso del mondo di trasmettere episodi
di serie televisive, spezzoni di film e
quant’altro. YouTube già aveva un accordo
con Lionsgate e CBS, e da questo mese inizierà la
trasmissione di vecchi episodi di
Star
Trek (urca!) e
Beverly Hills
90210. Un poco preoccupante
il fatto che si metta a disposizione delle major
la possibilità di setacciare gli archivi dei video
e delle due l’una: o togliere spezzoni di film o
altre fonti protette da copyright, oppure
lasciarli lì ma aggiungerci delle pubblicità;
deludente il fatto che uno dei manager della MGM
non sia poi convinto che mettere dei film interi
su YouTube sia una mossa da prendere
nell’immediato futuro.
a history of Microsoft Windwos
Sarà strano
sentirlo dire da me, ma quest’articolo di
Wired sulla storia di
Windows è interessante. Commoventi le schermate:
il mio primo piccì aveva Windows 98 (in effetti:
era il ’98...), ma ricordo interminabili pomeriggi
a casa di un amico, a cercare di capire che
cos’era veramente un computer e come si domava
Windows 95.
editoria digitale
Finalmente si
stanno muovendo i passi giusti nella direzione
giusta. Dopo che Google ha siglato un accordo con gli
autori e gli editori americani. Sul NYT (che ormai sta
diventando uno dei miei quotidiani online di
riferimento) un bell’articolo. Dice Michael Smith,
direttore dell’International Digital Publishing Forum
di Toronto:
(Toh guarda: Stanza, l’applicazione che permette di leggere un ebook sul proprio iPhone/iPod Touch, è stata scaricata in più di 50 paesi. Come diceva Glauco mesi fa, l’iPhone sembra esser fatto apposta per un ebook. E anche Glauco utilizza Stanza, come me.)
The adoption is happening. It’s not theory. It’s happening.
(Toh guarda: Stanza, l’applicazione che permette di leggere un ebook sul proprio iPhone/iPod Touch, è stata scaricata in più di 50 paesi. Come diceva Glauco mesi fa, l’iPhone sembra esser fatto apposta per un ebook. E anche Glauco utilizza Stanza, come me.)
how Obama won
10/11/08 22:03 Archiviato in: link
miriam makeba
10/11/08 20:02 Archiviato in: mondo
dopo il BIRRA il diluvio
10/11/08 00:31 Archiviato in: riviste
Enrico si fa
due domande sullo stato delle riviste in Italia.
Partecipo come posso, quanto posso,
qui.
affidabilità aifón
09/11/08 16:26 Archiviato in: tec
Secondo
SquareTrade, dopo 12 mesi di
utilizzo un iPhone si disintegra meno che un
Blackberry o un Treo.
Questo studio riporta infatti che la quantità di iPhone che per qualche motivo non funzionano (“critical failure” ) sono il 5.6% del totale, contro un 16% dei Treo o il 12% di un Blackberry. Allo stesso tempo, la casistica dice che il problema più comune per un iPhone è il touchscreen, mentre per gli altri sono la tastiera, il software o la qualità delle chiamate.
Questo studio riporta infatti che la quantità di iPhone che per qualche motivo non funzionano (“critical failure” ) sono il 5.6% del totale, contro un 16% dei Treo o il 12% di un Blackberry. Allo stesso tempo, la casistica dice che il problema più comune per un iPhone è il touchscreen, mentre per gli altri sono la tastiera, il software o la qualità delle chiamate.
da Fermi al vero amore
09/11/08 13:13 Archiviato in: speranze
sviste
09/11/08 11:47 Archiviato in: tec
Della serie:
non gliene può fregare di meno a nessuno, ma ogni
tanto m’incappello e anziché scrivere
“me.com” sulla barra degli
url di Safari, scrivo “ne.com”. Sarà qualche
parente piemontese, non lo so.
figo senza fili
08/11/08 20:05 Archiviato in: tec
Adesso che
uso un monitor esterno da 22” (o giù di lì ), ogni
volta che sono a casa, e che la Santa Mamma ha
espresso chiaramente volontà di usare il computer,
ammesso che sia collegato al monitor (dice che sono
un pazzo a fare tutto col MacBook, che ho capito
portatile, però è troppo piccolo lo schermo eccetera
eccetera), e adesso che suddetto monitor, per
sentirmi più ganzo, lo uso assieme al MacBook, ho
deciso di prendere una tastiera bluetooth.
Ovviamente ho scelto questa, e devo dire che è un bell’acquisto. Peccato che non ci sia il tastierino numerico, ma sono tre anni che vivo con portatili senza tastierino numerico: posso sopravvivere.
Ovviamente ho scelto questa, e devo dire che è un bell’acquisto. Peccato che non ci sia il tastierino numerico, ma sono tre anni che vivo con portatili senza tastierino numerico: posso sopravvivere.
(s)granta
08/11/08 16:38 Archiviato in: riviste
Mi sono reso
conto che mi manca il numero estivo di
Granta. Chissà dov’è finito:
ringraziamo le Poste?
a qualcosa serve anche, questo televisore
08/11/08 13:10 Archiviato in: link
Ian Fleming's Jamaica
08/11/08 11:31 Archiviato in: link
Bel servizio del New York Times
sulle
tracce dei film (e dei romanzi) di Bond in
Jamaica, lì dove Ian Fleming aveva una casa.
Quantum Of Solace
08/11/08 00:56 Archiviato in: film | recensione
Ammettere c’è
da ammetterlo, se voglio chiamarmi “persona onesta”:
non ho mai cagato la saga di Bond. Neanche di
striscio, fino al 2006 quand’è uscito
Casino
Royale. L’ho visto solo
perché mio zio l’ha fatto: e il film
m’è piaciuto un sacco. Poi con mio zio ho iniziato
a lavorare, e per due settimane sono pure finito
sul Garda, questa primavera, per le ultime riprese
di questo nuovo capitolo della saga di James Bond.
Un motivo in più per vedere questo
Quantum of
Solace, quindi.
I miei due centesimi, come si dice: gli ultimi due capitoli della saga cinematografica di James Bond prendono il personaggio come tutti lo conosciamo (o ce l’hanno fatto conoscere, come nel mio caso), lo sbatacchiano un po’ nello shaker, gli buttano sopra un po’ di difetti, ché adesso non esiste un eroe senza un difetto, e poi lo sparano nel XXI secolo, senza neanche passare dal via. E da parte mia posso ben dire: figata.
Quantum of Solace è rocambolesco. Spettacolare. Costruito piuttosto bene, per quel che riguarda tempi e narrativa, e realizzato ancora meglio. E, piccola nota egocentrica, le sequenze italiane sono perfette. Molto contento di averlo visto, e per quel poco che ho fatto: anche di avervi partecipato.
Il fatto che Daniel Craig non sia Sean Connery, con tutto il rispetto e l’affetto che provo verso il vecchio, mi va anche meglio. Se fossero uguali, i due Bond, sarebbe un pessimo segno: significherebbe che i film non sono più un riflesso della società che li genera, e che le produzioni si sono cristallizzate su di un unico stile, un unico sistema, ignorando il mondo che le circonda. Dal mio punto di vista, personalissimo, umilissimo e da intellettuale da due centesimi, sarebbe una cosa da non augurare neanche al mio peggior nemico. Daniel Craig e i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson hanno plasmato un Bond davvero ben fatto, credibile, e soprattutto senza la necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno: neanche dice «The name’s Bond, James Bond». Il che la dice lunga: James Bond è morto, lunga vita a James Bond.
I miei due centesimi, come si dice: gli ultimi due capitoli della saga cinematografica di James Bond prendono il personaggio come tutti lo conosciamo (o ce l’hanno fatto conoscere, come nel mio caso), lo sbatacchiano un po’ nello shaker, gli buttano sopra un po’ di difetti, ché adesso non esiste un eroe senza un difetto, e poi lo sparano nel XXI secolo, senza neanche passare dal via. E da parte mia posso ben dire: figata.
Quantum of Solace è rocambolesco. Spettacolare. Costruito piuttosto bene, per quel che riguarda tempi e narrativa, e realizzato ancora meglio. E, piccola nota egocentrica, le sequenze italiane sono perfette. Molto contento di averlo visto, e per quel poco che ho fatto: anche di avervi partecipato.
Il fatto che Daniel Craig non sia Sean Connery, con tutto il rispetto e l’affetto che provo verso il vecchio, mi va anche meglio. Se fossero uguali, i due Bond, sarebbe un pessimo segno: significherebbe che i film non sono più un riflesso della società che li genera, e che le produzioni si sono cristallizzate su di un unico stile, un unico sistema, ignorando il mondo che le circonda. Dal mio punto di vista, personalissimo, umilissimo e da intellettuale da due centesimi, sarebbe una cosa da non augurare neanche al mio peggior nemico. Daniel Craig e i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson hanno plasmato un Bond davvero ben fatto, credibile, e soprattutto senza la necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno: neanche dice «The name’s Bond, James Bond». Il che la dice lunga: James Bond è morto, lunga vita a James Bond.
english for everybody
07/11/08 20:42 Archiviato in: italia
«Buonasera,
volevo prenotare dei biglietti per lo spettacolo di
questa sera.»
«Prego. Che film?»
«Quantum of Solace.»
«Eeeh?»
«Zero-zero-sette.»
«Ah, no: questo è l’Excelsior. Deve chiamare il Corso.»
«Immaginavo, ma ho fatto il numero che compare sul vostro sito e mi ha risposto lei.»
«Eh, dev’essere stato il centralino. Le do il diretto, se vuole.»
«Troppo gentile.»
Trenta secondi dopo: «Buonasera, volevo prenotare dei biglietti per lo spettacolo di questa sera.»
«Certamente. Che film?»
«Quantum of Solace.»
«Eeeeeeeehhh???»
«Zero-zero-sette.»
«Ah, ma non serve: non abbiamo posti numerati. Venga pure con calma.»
Ma almeno ce l’avete presente i film che proiettate?
«Prego. Che film?»
«Quantum of Solace.»
«Eeeh?»
«Zero-zero-sette.»
«Ah, no: questo è l’Excelsior. Deve chiamare il Corso.»
«Immaginavo, ma ho fatto il numero che compare sul vostro sito e mi ha risposto lei.»
«Eh, dev’essere stato il centralino. Le do il diretto, se vuole.»
«Troppo gentile.»
Trenta secondi dopo: «Buonasera, volevo prenotare dei biglietti per lo spettacolo di questa sera.»
«Certamente. Che film?»
«Quantum of Solace.»
«Eeeeeeeehhh???»
«Zero-zero-sette.»
«Ah, ma non serve: non abbiamo posti numerati. Venga pure con calma.»
Ma almeno ce l’avete presente i film che proiettate?
abbronzato
07/11/08 20:35 Archiviato in: mondo
Non voglio
spendere tante parole, ma: quello lì s’è abbronzato
il cervello. E non parlo di chi ha appena vinto le
elezioni dall’altra parte dell’oceano.
La cosa più tragica è che lui stesso spiega il suo modo di fare:
No, non c’è più. Abbiamo te come presidente.
(Via Ansa.)
La cosa più tragica è che lui stesso spiega il suo modo di fare:
Non c’è più il senso del ridicolo.
No, non c’è più. Abbiamo te come presidente.
(Via Ansa.)
contro il gossip non si può fare granché
Non la trovo
una gran notizia, personalmente; ma vabbè, non è che
quello che piace/non piace a me sia legge. Però
guardando queste foto mi chiedo: che cazzo ha da sogghignare così,
questo?
l'enigma dei numeri
06/11/08 22:43 Archiviato in: mondo
Ma se
guardo questa cartina degli USA nelle ultime
elezioni, devo prendere paura? Sembrano quasi di
più, gli stati rossi. Lo so, è un dubbio scemo, ma
mi è venuto. Non sono il solo, però:
Mark Newman ha preso quella mappa
e l’ha elaborata (be’: strapazzata un po’,
diciamo) perché le dimensioni
degli
stati equivalgano al numero di
abitanti degli stessi stati.
Scopriamo così che il pataccone rosso al centro
degli USA non è popoloso quanto le due Coste; più
che “scopriamo” dovrei scrivere “ci ricordiamo”. E
poi va oltre, mostrandoci il peso elettorale dei
singoli stati. Gran bel servizio alla comunità.
(Via Gruber.)
(Via Gruber.)
ma chi gliele scrive?
06/11/08 22:05 Archiviato in: mondo
«Bello e
abbronzato». Ma se le scrive da
solo? O c’è un ghost-writer, tipo: uno
sceneggiatore di Zelig?
letti di recente
06/11/08 21:52 Archiviato in: libri
Dopo
Livello di guardia
di
Balasso, che mi è piaciuto assai e di cui ho
parlato velocemente qui e qui, mi sono pappato la
piccolissima raccolta Il nuotatore
di Cheever
(carino), una raccolta di racconti di Vian
intitolata Il lupo mannaro
(e c’è un
racconto incredibile, sul quale spero di fare un
pezzo: perché se lo merita tutto), il
Novalis del buon Fontana, e
adesso ho iniziato Storytelling
di
Christian Salmon. Promette molto bene (o male:
qui Wu Ming 2).
- Update: Il primo link al libro di Balasso non funziona: prova questo, anche se non porta al catalogo Mondadori.
internet e l'aborigeno
06/11/08 20:36 Archiviato in: link
Sono venuto a conoscenza
di questo
video di Guzzanti: geniale, come al solito
Guzzanti. (Grazie Albert1.)
novalis, il libro
06/11/08 00:28 Archiviato in: recensione
| libri
Piove troppo
per poter dormire subito, e poi ieri notte ho tirato
le cinque assieme a qualche altro milione di persone,
quindi posso anche andare a letto all’una, oggi.
Piove troppo, adesso, a Mestre: ché si sfoga dello
scirocco che ci ha sudati oggi pomeriggio, e nei
giorni scorsi. Scirocco di quelli duri, da
Venezia-d’agosto-in-piena-fondamenta-spianata-al-sole,
anche se magari con qualche grado in meno. Una di
quelle fondamenta, magari verso Fondamente Nove, o
Viale Garibaldi, o ancora più in là, spostati agli
estremi confini a est: il Lido. D’inverno. Peggio che
il centro di una città d’estate.
A momenti neanche so più perché, ma comunque: piove troppo per andare a dormire senza aver detto che Novalis, di Giorgio Fontana, è un bel libro. Di quelli che si fanno leggere, t’incollano, roba che alle quattro del mattino devi sapere come va avanti. Possibilmente, alle quattro del mattino devi finirlo. Un po’ perché il giorno dopo devi andare al lavoro, e magari coi soldi che guadagni comprare anche l’altro libro di Giorgio, ma soprattutto perché senti un nodo alla gola, di quelli da mancanza, di quelli da prurito sottocutaneo, di quelli che ti giri continuamente su un fianco senza addormentarti e il gatto ti guarda e pensa, al solito: mona.
Novalis parla d’abbandoni. Solitudini, ricerche, deviazioni dalla retta via. A ben guardare, in Novalis non c’è una retta via. Non c’è niente. C’è solo la periferia. C’è un po’ d’estate di grande periferia italiana, che io mi immagino sia Milano ma solo perché per una storia così i posti che conosco mancano di carattere. Non c’è abbastanza disperazione nei posti che conosco. È come se in quella fondamenta-spianata-al-sole improvvisamente il cielo, in piena estate, sputasse fuori catrame. Il cielo, catrame. Non è storia da cittadine immacolate nella propria memoria, quella di Novalis. Ha bisogno di strade, automobili che sputano gli ultimi cavalli motore, alberi d’un bosco abbandonato come i casolari ai bordi dell’autostrada. Autogrill lungo una strada che porta all’annientamento. Pompini in mezzo al nulla, tensione da stemperare con l’abisso.
L’abisso, ecco: è l’abisso il protagonista di Novalis: ai margini dell’abisso sfilano i personaggi. Chi più in alto, magari verso la salvezza - salvezza? - chi nei gironi più bassi. C’è qualcuno che sta anche oltre al fondo dell’abisso: roba di lusso.
Novalis è un libro che va letto. È un libro che ti porterà nella città verso la quale s’avvicina il personaggio della copertina: vietato svelarti che cosa succede in quella città. Anche se i segreti vanno rivelati, io non lo farò: a te entrare nel Gruppo Novalis, nella sua musica e nella sua arte oltre qualsiasi concezione dell’arte.
(Interessasse: questo è il sito di Giorgio.)
A momenti neanche so più perché, ma comunque: piove troppo per andare a dormire senza aver detto che Novalis, di Giorgio Fontana, è un bel libro. Di quelli che si fanno leggere, t’incollano, roba che alle quattro del mattino devi sapere come va avanti. Possibilmente, alle quattro del mattino devi finirlo. Un po’ perché il giorno dopo devi andare al lavoro, e magari coi soldi che guadagni comprare anche l’altro libro di Giorgio, ma soprattutto perché senti un nodo alla gola, di quelli da mancanza, di quelli da prurito sottocutaneo, di quelli che ti giri continuamente su un fianco senza addormentarti e il gatto ti guarda e pensa, al solito: mona.
Novalis parla d’abbandoni. Solitudini, ricerche, deviazioni dalla retta via. A ben guardare, in Novalis non c’è una retta via. Non c’è niente. C’è solo la periferia. C’è un po’ d’estate di grande periferia italiana, che io mi immagino sia Milano ma solo perché per una storia così i posti che conosco mancano di carattere. Non c’è abbastanza disperazione nei posti che conosco. È come se in quella fondamenta-spianata-al-sole improvvisamente il cielo, in piena estate, sputasse fuori catrame. Il cielo, catrame. Non è storia da cittadine immacolate nella propria memoria, quella di Novalis. Ha bisogno di strade, automobili che sputano gli ultimi cavalli motore, alberi d’un bosco abbandonato come i casolari ai bordi dell’autostrada. Autogrill lungo una strada che porta all’annientamento. Pompini in mezzo al nulla, tensione da stemperare con l’abisso.
L’abisso, ecco: è l’abisso il protagonista di Novalis: ai margini dell’abisso sfilano i personaggi. Chi più in alto, magari verso la salvezza - salvezza? - chi nei gironi più bassi. C’è qualcuno che sta anche oltre al fondo dell’abisso: roba di lusso.
Novalis è un libro che va letto. È un libro che ti porterà nella città verso la quale s’avvicina il personaggio della copertina: vietato svelarti che cosa succede in quella città. Anche se i segreti vanno rivelati, io non lo farò: a te entrare nel Gruppo Novalis, nella sua musica e nella sua arte oltre qualsiasi concezione dell’arte.
(Interessasse: questo è il sito di Giorgio.)
Yes they did, due
06/11/08 00:05 Archiviato in: speranze
stacanovista
05/11/08 23:49 Archiviato in: link
Luca Sofri è
stato in piedi fino alle cinque passate, e ha
pubblicato tantissimi post, la notte scorsa. Molti li
ho letti in diretta, mentre compulsivamente
ricaricavo le pagine del NYTimes, scrivevo il
tredicesimo capitolo di Buona la prossima
e finivo
di leggere Novalis. Fino alle cinque del
mattino, anch’io.
Ma io non avrei mai saputo scrivere una cosa come questa, col suo candore, e la serenità: e la felicità di scrivere queste parole.
Ragazzi, complimenti a tutti. È la cosa più bella capitata a questo mondo dal 1989. E buonanotte.
{via Wittgenstein}
Ma io non avrei mai saputo scrivere una cosa come questa, col suo candore, e la serenità: e la felicità di scrivere queste parole.
Ragazzi, complimenti a tutti. È la cosa più bella capitata a questo mondo dal 1989. E buonanotte.
{via Wittgenstein}
massimiliano santarossa

Sabato 15 novembre, ore 18.30, pub Nebri a Spinea (V. Cattaneo 9): inutile. opuscolo letterario chiacchiera con Massimiliano Santarossa.
Evento organizzato da inutile » associazione culturale.
a momenti mi faccio repubblicano
05/11/08 22:42 Archiviato in: mondo
Trovarlo, in
Italia, qualcuno che accetti la sconfitta così, e
auguri tutto il bene possibile all’avversario.
John McCain è stato piuttosto bravo.
John McCain è stato piuttosto bravo.
è bello anche il finale
Con la
musichina epica. 17 minuti che porcadroja
qualcuno, giù al nostro PD, dovrebbe imparare come
farli, ‘sti discorsi. No un’ora di vaniloquio.
(Sul New York Times, video e trascrizione.)
(Sul New York Times, video e trascrizione.)
no xe so mare
05/11/08 22:13 Archiviato in: mondo

