me l'ero perso

Giuro, me l’ero perso. Avevo perso un po’ di vista il buon Simone Maria Navarra, che prima faceva questo e adesso fa questo, entrambi blog più che godibili: sono blog belli e basta. E mi ero perso il fatto che il suo ultimo lavoro adesso è liberamente scaricabile come ebook: si tratta del Gatto che cadde dal sole, e lo puoi trovare qui (qui una versione ottimizzata per lettori di ebook).

Già se uno mi parla di gatti mi trova attento e partecipe; in più se il libro è bello sono in prima linea. Ho letto tutto il primo capitolo (dieci cartelle o giù di lì ), e voglio continuare. Una recensione vera appena finito.

Aggiornamento al volo: Simone è anche uno zio tenerissimo!
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processo agli scorpioni

Sempre di corsa segnalo che venerdì scorso (esattamente una settimana fa), sul treno che mi portava a Torino, in un’oretta circa, ho letto Processo agli Scorpioni di Jasmina Tesanovic. Un libro fortissimo, durissimo e importante, corollario ideale alla Guerra in casa di Luca Rastello (che in effetti firma la prefazione). Il mio spassionato consiglio è di comprarlo, perch’è un libro davvero importante ed è importante leggerlo.
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di corsa

Un po’ di fretta per troppi motivi, intanto segnalo che la seconda antologia dei Sognatori ha i primi due racconti molto belli. Il resto, appena lo leggo. (Sto leggendo anche L’uomo dei dadi, sono più che a metà, e devo dire che è molto strano, e divertente.)
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orgoglio di famiglia

I Perturbazióne vincono il Premio per la migliore regia indipendente per il video di Un anno in più. Qui il video, qui l’articolo dal sito dei Perturba.
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cronache dissennate 2008

È uscita una bella antologia per festeggiare il primo anno di MilanoRomaTrani, blog su cui ogni tanto vengono pubblicati pezzi scritti dal sottoscritto (e che avanza due capitoli di una trilogia veneziana).

Qui puoi ammirare l’antologia, attraverso Issuu (ma attenzione ché serve Flash aggiornatissimo), qui puoi scaricare direttamente il .pdf.

In
Cronache dissennate 2008 trovi pezzi di Enrico Piscitelli, Peppe Fiore, Giacomo Buratti, Andrea Malabaila, Alessandro Milanese, Remo Bassini, le foto di Salvatore Piombino, e tanto ancora. A rovinare il tutto, due particolari: la grafica l’ho fatta io (il che spiega perch’è caotica), e c’è un mio vecchio pezzo.
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negroni

Su MilanoRomaTrani, un mio racconto, Negroni. E tieni d’occhio quel sito, domani.
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sono scemo

Però ogni tanto, ogni settimana, mi piace vedere ancora il discorso di Obama, quand’ha vinto. Forse tra quattro anni piangeremo, l’ho già detto: ma questi 17 minuti valgono tutte le nostre lacrime. Di gioia.
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io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo. Dedicato a tutti gli amici. Un po’ matti, un po’ fuori, un po’ che, un po’ tutti. E sì, sono bello brillo, e sì, fa freddo, e sì, è per voi questa notte. Per noi.

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torino

Appena tornato da un fine settimana torinese, in cui ho dormito in una stanza piccolissima e claustrofobica con Ale e Nando, ho rivisto Laura e mezza famiglia, purtroppo non sono riuscito a incrociare altri amici e parenti ma sarà per la prossima volta; adesso ho intenzione di fare tappa laggiù almeno un paio di volte all’anno.

La città è bellissima, piena di cose e di librerie.

(Corollario: ho trovato quattro dei dieci dvd di
Nadia - il mistero della pietra azzurra a un prezzo stracciato, e ho potuto godere ancora di quella che reputo una delle serie migliori di fantascienza di tutto il mondo.)
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kirby & mccartney

Non so se sei appassionato di fumetti, ma Luigi ha tirato fuori una storia davvero curiosa e carina. Come sempre fa.

amici comuni di McCartney e Kirby organizzarono lo storico incontro tra una delle maggiori divinità della musica Rock e l’artista che fa forgiato l’immaginario collettivo di intere generazioni di appassionati di letteratura a fumetti.

Il resto
qui.
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2 giga

Interessasse, ho appena fatto un piccolo upgrade al mio MacBook, portandogli la RAM a 2GB, contro il solo giga con cui era equipaggiato dal novembre 2006, quando l’ho comprato. Credo di avergli appena allungato la vita utilmente intensiva di almeno un altro paio d’anni.
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hold the line

Oddio, rischia l’espulsione dal PD. Oddio, è mastelliano, significa che appena annusa una poltrona non la vuole più lasciare. Oddio, ma alla fin fine ‘sto tipo che va contro tutti mi sta un poco simpatico.

(
Ansa: Villari resiste, presidente vigilanza contro tutti.)
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adoro il Sun

Adoro questa testata scandalist... pardon, giornalistica. Confermato: Hitler aveva soltanto un testicolo.

(Via
Jack Shedd.)
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once

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È uno di quei film che lo vedi e dici: ecco, se io fossi un regista, farei un film come questo. Perché è perfetto, perché è leggero, perché è vero: non ci sono battute da Harmony (sai quanto io detesti le battute da Harmony), perché ha uno sfondo tristissimo ma questa storia d’amore a metà è una cosa bellissima, perché tutti ci siamo passati, perché lui ha una voce incredibile, e lei è fantastica, perché lui è uno spiantato, e lei ha una figlia e una madre da mantenere, perché il batterista è come il batterista che suonava con noi, te lo ricordi?, perché tutti una volta almeno abbiamo suonato qualcosa in cui credevamo fin dentro alle ossa e ci si ingrossavano le vene del collo (roba che se l’insegnante di canto che ho avuto un anno le vedesse, quelle vene ingrossarsi, a calci in culo, proprio), perché vorresti che si mettessero insieme come avevi voluto che lei si mettesse con te, quella volta, e le hai scritto quella canzone. E se non era una canzone era una poesia, o una lettera, e quante lettere le hai scritto? Quante parole buttate via: Once non ne spreca una, di parola, perché ne usa pochissime, e quelle che usa sono quelle giuste, quelle che useresti tu e che ho usato anch’io. Once è un film che va visto perché Dublino è grigia e piena di gente indifferente come il centro della nostra città, perché fa freddo, e la sciarpa non basta, perché è uno di quei giorni in cui ti scaldi le mani col fiato e chiudi gli occhi, mentre soffi sopra alle dita, e perché una volta ogni tanto, una volta nella vita, capita che incrociamo qualcuno per cui vale la pena aprire gli occhi e voler registrare delle canzoni. Un po’ di musica, oltre questa solitudine.

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pixlr

Magari lo conosci già, ma: se ti serve fare un editing d’immagini, questa web app potrebbe fare per te. Gratuita, e non serve neanche registrarsi.
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giovini

Ma non dovevamo fare quelli che il partito nuovo, il partito giovane, basta con questo sistema, basta con gente che ha quarant’anni di governo/politica/lavoro alle spalle e non è capace di inventare un mondo nuovo? Non dovevamo fare quelli che da noi come i Democratici americani, non dovevamo fare quelli che si può fare, perché se po’ ffa è troppo letterale rispetto a «Yes we can»?

E allora, con tutto l’affetto e il rispetto per uno che insomma, se la sarà anche guadagnata, ma: vai a cercare
l’intesa su Zavoli? Ha 85 anni...
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un mondo di font

FontShop (che magari già conosci) ogni tanto rilascia font gratuite - previa registrazione. FontShop è un sito professionale, dove puoi comprare caratteri di ogni tipo e prezzo: quindi fanno le cose in maniera piuttosto seria, e quando scarichi una font gratuita ti danno anche una guida all’installazione della font (in .pdf), la licenza d’uso (in cui scopri che non puoi usare quella font in documenti/lavori commerciali - e vabbè, mi sta bene), e un altro .pdf in cui spiegano da dove nasce quella font, chi l’ha fatta, e gli esempi di glifi che quel carattere comprende. Fantastico.

Da FontShop il passo a
FontFeed è brevissimo: leggendo l’occhiello di FontFeed, leggi «a daily dispatch of recommended fonts, typography techniques, and inspirational examples of digital type at work in the real world. Eat up», e ovviamente mi sono iscritto al FeedRSS.

Da FontShop a
FontMagazine il passo è ancora più breve. E gratificante è scoprire che FontMagazine è pubblicato anche attraverso Issuu: come inutile.

(
Blambot invece è un sito di font per fumetti: ce ne sono di gratuite e commerciali, anche qui. Vale la pena darci un’occhiata.)
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bipartisan

Obama e McCain a colloquio. In questa intervista Obama dice che ci sarà almeno un Repubblicano nel suo gabinetto, ma stando a questo articolo non vi sarà McCain. In ogni caso, l’impegno bipartisan (questo sì ) mi sembra evidente e da stimare.
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a day in pictures

Fantastica serie di scatti, dal sito della BBC.
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un sogno dentro un sogno/2

Eccola! È uscita! È l’antologia Un sogno dentro un sogno degli amici Sognatori! Non vedo l’ora di leggerla!

sogno
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MRT

Tienilo d’occhio, MilanoRomaTrani. Tra un po’ arriva una bella sorpresa. Hahaha. Ha. Scusa, un po’ di tosse.
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nella stanza

La presentazione di Daniela Morandini all’ultima opera dell’amico Conny Stockhausen, su Zapping di mercoledì 12 novembre: qui su YouTube.
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usabilità

L’eterna questione dell’usabilità dei siti web: ne parla molto bene, traducendo parte di questo libro, Riccardo Mori (un blog un must, eh; anche le sue foto). Qui la prima parte, tra pochi giorni la seconda.
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peter watkins?

Chi era costui? Uno che sapeva vedere le cose, bene o male. Un articolo di Atlantic te lo dice.
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su due piedi

Molto in velocità, che dopo questa giornata m’è scesa addosso una stanchezza felice, e l’unica cosa che voglio adesso è il letto. Però: ci tengo a dire che l’incontro con Massimiliano Santarossa è andato benissimo, e ci siamo divertiti, e abbiamo parlato un sacco, e insomma: bello. Grazie Max.
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your weekly address

A Obama piace così, su internet in primis. Un Presidente al passo coi tempi.
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big contrarian

Jack Shedd ha ricominciato a postare. Evvai!
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alla faccia

Francesco Costa ha 24 anni, c’è scritto qui. No, per dire. (E scrive questo post bellissimo sulla vittoria di Obama.)
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notte insonne

Mangiato pesante, ieri sera, e troppo veloce: allora sono in piedi già da un paio d’ore, con lo stomaco ribaltato. Vabbè, una mezz’ora di A-Team mi ha tranquillizzato. Spero però che non passino l’A-Team solo alle tre di notte, sarebbe perdersi un ottimo telefilm.

Ho passato poi un po’ di ore su internet (che strano, eh?), e così ho finalmente avuto il tempo di spulciarmi per bene il sito di
Francesco Costa, citato spesso da Luca Sofri. Te lo consiglio; nel frattempo ho anche trovato queste bellissime foto di Obama (non ricordo se attraverso Costa o qualcun altro), e così te le voglio proporre.

(Sì, ok, sono le sei e magari tra un po’ ti svegli. Lasciami fare un post a vuoto.)
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promemoria

Vorrei ricordarti che domani sera siamo a Spinea con Massimiliano Santarossa. Qui maggiori informazioni: tu non mancare.
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up!

Il trailer del prossimo film Disney-Pixar.

(Via
Sofri.)
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giulio bassi

Giulio Bassi è uno che fa foto. Bellissime. L’ho contattato mesi fa, in occasione del compleanno di inutile, per spillargli una foto. Da allora ci siamo rimasti nel cuore, mi sa: lo chiamo quasi sempre per le copertine dell’opuscolo, o le locandine, o quant’altro (unica eccezione: il grandissimo Riccardo Mori, nel #15). La foto che ho scelto per il #17, in uscita sabato, è proprio bella: aspetta e vedrai!

Qui puoi seguire le foto di Giulio, su Flickr.
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diventa come Obama!

Questo plugin ti permette di assomigliare un po’ di più al Presidente Obama, a patto che tu abbia un Mac, una iSight integrata e PhotoBooth (e Mac OS X 10.5). Luca Sofri s’è già divertito. Pure io:

Foto 34

(Grazie a
Dubi Kaufmann. E sì, la prossima volta faccio una foto un pelo più illuminata, ok?)
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stop

Finalmente.

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(Via
Ansa.)
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resoconto

Ma arriveranno ad Apple i quindici resoconti su quel che è successo, ogni volta che crasha iMovie HD? (Se per caso sai qualcosa che può aiutarmi: crasha sempre quando cerco di applicare un filtro qualsiasi di Quartz Composer...)
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poecast

Da tenere sui propri radar, come si dice. Un aggregatore di blog di poesia.

(Via
Stefano Guglielmin.)
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all'avanguardia

Ehi, che cos’è quella specie di touch-screen nello studio del TG3?
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i film della MGM su YouTube

O quasi. Secondo il NYT, MGM e YouTube hanno firmato un accordo che permetterebbe al portale di video più famoso del mondo di trasmettere episodi di serie televisive, spezzoni di film e quant’altro. YouTube già aveva un accordo con Lionsgate e CBS, e da questo mese inizierà la trasmissione di vecchi episodi di Star Trek (urca!) e Beverly Hills 90210. Un poco preoccupante il fatto che si metta a disposizione delle major la possibilità di setacciare gli archivi dei video e delle due l’una: o togliere spezzoni di film o altre fonti protette da copyright, oppure lasciarli lì ma aggiungerci delle pubblicità; deludente il fatto che uno dei manager della MGM non sia poi convinto che mettere dei film interi su YouTube sia una mossa da prendere nell’immediato futuro.
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a history of Microsoft Windwos

Sarà strano sentirlo dire da me, ma quest’articolo di Wired sulla storia di Windows è interessante. Commoventi le schermate: il mio primo piccì aveva Windows 98 (in effetti: era il ’98...), ma ricordo interminabili pomeriggi a casa di un amico, a cercare di capire che cos’era veramente un computer e come si domava Windows 95.
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editoria digitale

Finalmente si stanno muovendo i passi giusti nella direzione giusta. Dopo che Google ha siglato un accordo con gli autori e gli editori americani. Sul NYT (che ormai sta diventando uno dei miei quotidiani online di riferimento) un bell’articolo. Dice Michael Smith, direttore dell’International Digital Publishing Forum di Toronto:

The adoption is happening. It’s not theory. It’s happening.



(Toh guarda:
Stanza, l’applicazione che permette di leggere un ebook sul proprio iPhone/iPod Touch, è stata scaricata in più di 50 paesi. Come diceva Glauco mesi fa, l’iPhone sembra esser fatto apposta per un ebook. E anche Glauco utilizza Stanza, come me.)
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how Obama won

Su Granta un estratto d’un libro che uscirà il 21 gennaio del 2009 a firma di Ian Leslie, To be Presidente: Quest for the White House 2008.
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miriam makeba

Ieri sera, dopo aver cantato al concerto contro la camorra dedicato a Saviano, Miriam Makeba è morta. Qui l’Ansa, qui il NYT, qui i quotidiani sudafricani Star e Sowetan.
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dopo il BIRRA il diluvio

Enrico si fa due domande sullo stato delle riviste in Italia. Partecipo come posso, quanto posso, qui.
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affidabilità aifón

Secondo SquareTrade, dopo 12 mesi di utilizzo un iPhone si disintegra meno che un Blackberry o un Treo.

Questo studio riporta infatti che la quantità di iPhone che per qualche motivo non funzionano (“critical failure” ) sono il 5.6% del totale, contro un 16% dei Treo o il 12% di un Blackberry. Allo stesso tempo, la casistica dice che il problema più comune per un iPhone è il touchscreen, mentre per gli altri sono la tastiera, il software o la qualità delle chiamate.
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da Fermi al vero amore

John Hogman non è solo il PC Guy delle pubblicità Apple, eh.

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il Crise

Ha chiuso.
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sviste

Della serie: non gliene può fregare di meno a nessuno, ma ogni tanto m’incappello e anziché scrivere “me.com” sulla barra degli url di Safari, scrivo “ne.com”. Sarà qualche parente piemontese, non lo so.
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figo senza fili

Adesso che uso un monitor esterno da 22” (o giù di lì ), ogni volta che sono a casa, e che la Santa Mamma ha espresso chiaramente volontà di usare il computer, ammesso che sia collegato al monitor (dice che sono un pazzo a fare tutto col MacBook, che ho capito portatile, però è troppo piccolo lo schermo eccetera eccetera), e adesso che suddetto monitor, per sentirmi più ganzo, lo uso assieme al MacBook, ho deciso di prendere una tastiera bluetooth.

Ovviamente ho scelto
questa, e devo dire che è un bell’acquisto. Peccato che non ci sia il tastierino numerico, ma sono tre anni che vivo con portatili senza tastierino numerico: posso sopravvivere.
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(s)granta

Mi sono reso conto che mi manca il numero estivo di Granta. Chissà dov’è finito: ringraziamo le Poste?
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a qualcosa serve anche, questo televisore

Pare che una qualche influenza sul fatto che oggi Obama è il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America l’abbia avuta anche Bill Cosby. Quello dei (sigh) Robinson.

(Via
NYT.)
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addio a Piccard

È morto Jacques Piccard, qualche giorno fa.
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Ian Fleming's Jamaica

Bel servizio del New York Times sulle tracce dei film (e dei romanzi) di Bond in Jamaica, lì dove Ian Fleming aveva una casa.
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Quantum Of Solace

Ammettere c’è da ammetterlo, se voglio chiamarmi “persona onesta”: non ho mai cagato la saga di Bond. Neanche di striscio, fino al 2006 quand’è uscito Casino Royale. L’ho visto solo perché mio zio l’ha fatto: e il film m’è piaciuto un sacco. Poi con mio zio ho iniziato a lavorare, e per due settimane sono pure finito sul Garda, questa primavera, per le ultime riprese di questo nuovo capitolo della saga di James Bond. Un motivo in più per vedere questo Quantum of Solace, quindi.

I miei due centesimi, come si dice: gli ultimi due capitoli della saga cinematografica di James Bond prendono il personaggio come tutti lo conosciamo (o ce l’hanno fatto conoscere, come nel mio caso), lo sbatacchiano un po’ nello shaker, gli buttano sopra un po’ di difetti, ché adesso non esiste un eroe senza un difetto, e poi lo sparano nel XXI secolo, senza neanche passare dal via. E da parte mia posso ben dire: figata.

Quantum of Solace è rocambolesco. Spettacolare. Costruito piuttosto bene, per quel che riguarda tempi e narrativa, e realizzato ancora meglio. E, piccola nota egocentrica, le sequenze italiane sono perfette. Molto contento di averlo visto, e per quel poco che ho fatto: anche di avervi partecipato.

Il fatto che Daniel Craig non sia Sean Connery, con tutto il rispetto e l’affetto che provo verso il vecchio, mi va anche meglio. Se fossero uguali, i due Bond, sarebbe un pessimo segno: significherebbe che i film non sono più un riflesso della società che li genera, e che le produzioni si sono cristallizzate su di un unico stile, un unico sistema, ignorando il mondo che le circonda. Dal mio punto di vista, personalissimo, umilissimo e da intellettuale da due centesimi, sarebbe una cosa da non augurare neanche al mio peggior nemico. Daniel Craig e i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson hanno plasmato un Bond davvero ben fatto, credibile, e soprattutto senza la necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno: neanche dice «The name’s Bond, James Bond». Il che la dice lunga: James Bond è morto, lunga vita a James Bond.
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english for everybody

«Buonasera, volevo prenotare dei biglietti per lo spettacolo di questa sera.»
«Prego. Che film?»
«
Quantum of Solace
«Eeeh?»
«Zero-zero-sette.»
«Ah, no: questo è l’Excelsior. Deve chiamare il Corso.»
«Immaginavo, ma ho fatto il numero che compare sul
vostro sito e mi ha risposto lei.»
«Eh, dev’essere stato il centralino. Le do il diretto, se vuole.»
«Troppo gentile.»

Trenta secondi dopo: «Buonasera, volevo prenotare dei biglietti per lo spettacolo di questa sera.»
«Certamente. Che film?»
«
Quantum of Solace
«Eeeeeeeehhh???»
«Zero-zero-sette.»
«Ah, ma non serve: non abbiamo posti numerati. Venga pure con calma.»

Ma almeno ce l’avete presente i film che proiettate?
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abbronzato

Non voglio spendere tante parole, ma: quello lì s’è abbronzato il cervello. E non parlo di chi ha appena vinto le elezioni dall’altra parte dell’oceano.

La cosa più tragica è che lui stesso spiega il suo modo di fare:

Non c’è più il senso del ridicolo.


No, non c’è più. Abbiamo te come presidente.

(Via
Ansa.)
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contro il gossip non si può fare granché

Non la trovo una gran notizia, personalmente; ma vabbè, non è che quello che piace/non piace a me sia legge. Però guardando queste foto mi chiedo: che cazzo ha da sogghignare così, questo?
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buona la prossima

Ho goduto molto nello scrivere questo capitolo, l’altra sera.
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indovina dove sarò

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l'enigma dei numeri

Ma se guardo questa cartina degli USA nelle ultime elezioni, devo prendere paura? Sembrano quasi di più, gli stati rossi. Lo so, è un dubbio scemo, ma mi è venuto. Non sono il solo, però: Mark Newman ha preso quella mappa e l’ha elaborata (be’: strapazzata un po’, diciamo) perché le dimensioni degli stati equivalgano al numero di abitanti degli stessi stati. Scopriamo così che il pataccone rosso al centro degli USA non è popoloso quanto le due Coste; più che “scopriamo” dovrei scrivere “ci ricordiamo”. E poi va oltre, mostrandoci il peso elettorale dei singoli stati. Gran bel servizio alla comunità.

(Via
Gruber.)
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ma chi gliele scrive?

«Bello e abbronzato». Ma se le scrive da solo? O c’è un ghost-writer, tipo: uno sceneggiatore di Zelig?
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letti di recente

Dopo Livello di guardia di Balasso, che mi è piaciuto assai e di cui ho parlato velocemente qui e qui, mi sono pappato la piccolissima raccolta Il nuotatore di Cheever (carino), una raccolta di racconti di Vian intitolata Il lupo mannaro (e c’è un racconto incredibile, sul quale spero di fare un pezzo: perché se lo merita tutto), il Novalis del buon Fontana, e adesso ho iniziato Storytelling di Christian Salmon. Promette molto bene (o male: qui Wu Ming 2).

  • Update: Il primo link al libro di Balasso non funziona: prova questo, anche se non porta al catalogo Mondadori.
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internet e l'aborigeno

Sono venuto a conoscenza di questo video di Guzzanti: geniale, come al solito Guzzanti. (Grazie Albert1.)

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novalis, il libro

Piove troppo per poter dormire subito, e poi ieri notte ho tirato le cinque assieme a qualche altro milione di persone, quindi posso anche andare a letto all’una, oggi. Piove troppo, adesso, a Mestre: ché si sfoga dello scirocco che ci ha sudati oggi pomeriggio, e nei giorni scorsi. Scirocco di quelli duri, da Venezia-d’agosto-in-piena-fondamenta-spianata-al-sole, anche se magari con qualche grado in meno. Una di quelle fondamenta, magari verso Fondamente Nove, o Viale Garibaldi, o ancora più in là, spostati agli estremi confini a est: il Lido. D’inverno. Peggio che il centro di una città d’estate.

A momenti neanche so più perché, ma comunque: piove troppo per andare a dormire senza aver detto che
Novalis, di Giorgio Fontana, è un bel libro. Di quelli che si fanno leggere, t’incollano, roba che alle quattro del mattino devi sapere come va avanti. Possibilmente, alle quattro del mattino devi finirlo. Un po’ perché il giorno dopo devi andare al lavoro, e magari coi soldi che guadagni comprare anche l’altro libro di Giorgio, ma soprattutto perché senti un nodo alla gola, di quelli da mancanza, di quelli da prurito sottocutaneo, di quelli che ti giri continuamente su un fianco senza addormentarti e il gatto ti guarda e pensa, al solito: mona.

Novalis parla d’abbandoni. Solitudini, ricerche, deviazioni dalla retta via. A ben guardare, in Novalis non c’è una retta via. Non c’è niente. C’è solo la periferia. C’è un po’ d’estate di grande periferia italiana, che io mi immagino sia Milano ma solo perché per una storia così i posti che conosco mancano di carattere. Non c’è abbastanza disperazione nei posti che conosco. È come se in quella fondamenta-spianata-al-sole improvvisamente il cielo, in piena estate, sputasse fuori catrame. Il cielo, catrame. Non è storia da cittadine immacolate nella propria memoria, quella di Novalis. Ha bisogno di strade, automobili che sputano gli ultimi cavalli motore, alberi d’un bosco abbandonato come i casolari ai bordi dell’autostrada. Autogrill lungo una strada che porta all’annientamento. Pompini in mezzo al nulla, tensione da stemperare con l’abisso.

L’abisso, ecco: è l’abisso il protagonista di
Novalis: ai margini dell’abisso sfilano i personaggi. Chi più in alto, magari verso la salvezza - salvezza? - chi nei gironi più bassi. C’è qualcuno che sta anche oltre al fondo dell’abisso: roba di lusso.

Novalis è un libro che va letto. È un libro che ti porterà nella città verso la quale s’avvicina il personaggio della copertina: vietato svelarti che cosa succede in quella città. Anche se i segreti vanno rivelati, io non lo farò: a te entrare nel Gruppo Novalis, nella sua musica e nella sua arte oltre qualsiasi concezione dell’arte.

(Interessasse:
questo è il sito di Giorgio.)
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Yes they did, due

yeswedid

Si torna al rosso. E si ruba ancora a
Powazek l’immagine. Buonanotte.
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stacanovista

Luca Sofri è stato in piedi fino alle cinque passate, e ha pubblicato tantissimi post, la notte scorsa. Molti li ho letti in diretta, mentre compulsivamente ricaricavo le pagine del NYTimes, scrivevo il tredicesimo capitolo di Buona la prossima e finivo di leggere Novalis. Fino alle cinque del mattino, anch’io.

Ma io non avrei mai saputo scrivere una cosa come questa, col suo candore, e la serenità: e la felicità di scrivere queste parole.

Ragazzi, complimenti a tutti. È la cosa più bella capitata a questo mondo dal 1989. E buonanotte.

{via
Wittgenstein}
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massimiliano santarossa

locandina 15 novembre

Sabato 15 novembre, ore 18.30, pub Nebri a Spinea (V. Cattaneo 9):
inutile. opuscolo letterario chiacchiera con Massimiliano Santarossa.

Evento organizzato da
inutile » associazione culturale.
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e intanto è morto Michael Crichton

A 66 anni, sfinito dal cancro. Ciao Michael: Sfera me lo ricordo ancora.

{via
Ansa}
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a momenti mi faccio repubblicano

Trovarlo, in Italia, qualcuno che accetti la sconfitta così, e auguri tutto il bene possibile all’avversario.

John McCain è stato piuttosto bravo.
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è bello anche il finale

Con la musichina epica. 17 minuti che porcadroja qualcuno, giù al nostro PD, dovrebbe imparare come farli, ‘sti discorsi. No un’ora di vaniloquio.

(Sul
New York Times, video e trascrizione.)
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no xe so mare

Come diciamo qui a Venezia, non è proprio il suo, questo colore. Voglio dire, è appena tornato Grandi Speranze e appatacchio tutto con questo blu.

Sì. Però ha vinto Obama. E allora, lasciami godere un poco.
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Yes they did

yeswedid

(Rubato a Derek Powazek.)
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