giu 2009
500 days of clip
Sulla pagina
dedicata ai trailer del sito di Apple, trovi
questa clip da 500 Days Of
Summer, che non vedo l’ora
di vedere.
I love radio rock
30/06/09 00:45 Archiviato in: film
Strambo,
appassionato, colorato, fantastico film, pieno di
musica e di grandissimi attori: I Love Radio
Rock. In originale faceva
«The Boat That Rocked»: curioso che per tradurre
un titolo inglese si sia usato l’inglese.
un romanzo di proporzioni mitologiche
29/06/09 00:59 Archiviato in: libri | recensione
Di Edward
Bloom, lo stralunato, a volte folle, sempre geniale
protagonista del suo Big Fish, Daniel Wallace costruisce una
biografia impossibile. Pochi sono i punti certi
(uno su tutti: il figlio, William), tutti i
dettagli e i “fatti” sono passibili di verifica e
probabilmente non ne passerebbero una accurata. Il
problema è che Edward Bloom racconta storie. Tante
storie. Storie esagerate e incredibili che
mischiano le carte e impediscono a chiunque di
capire chi è veramente, che cosa ha fatto
veramente Edward Bloom.
Ma è importante sapere chi è una persona? O alla fin fine non rimane nient’altro che le storie che ha raccontato, e le storie che si possono raccontare su di lui? Non è una domanda stupida, né scontata, e non è facile rispondere. Big Fish tratteggia una strada, e non è una strada per tutti. È la strada di chi crede che dietro ogni storia ci sia un universo, un mondo da guardare anche senza capire. È la strada della curiosità, della passione, e del coraggio di credere alle proprie storie. Anche se le storie prendono il sopravvento su di noi e non ci lasciano più.
William Bloom è sul baratro dell’oblio, in questo romanzo: suo padre sta morendo e tutto quello che rimarrà di lui saranno le storie che ha raccontato nella sua vita, i fatti immaginari in cui s’è immerso e in cui ha sempre vinto. La città che ha comprato, le persone che ha salvato, quelle che ha aiutato. Ma non esistono, quelle persone, quelle città. Non c’è niente.
O forse sì? «A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Continueranno a vivere dopo di lui, e così diventa immortale». Eccolo, il romanzo mitologico: crea un mondo, David Wallace, con questo piccolo romanzo poetico e commosso, che ferma la vita di Edward Bloom proprio nel momento migliore: quello in cui diventa un mito.
D’altro canto, durante la maggior parte del tempo che passiamo con altre persone noi parliamo, e parlando raccontiamo storie: la vita è una narrazione. Importa poco, alla fine dei giorni, che quella narrazione fosse veritiera. L’importante è la sua forza, e la sua sincerità.
Ma è importante sapere chi è una persona? O alla fin fine non rimane nient’altro che le storie che ha raccontato, e le storie che si possono raccontare su di lui? Non è una domanda stupida, né scontata, e non è facile rispondere. Big Fish tratteggia una strada, e non è una strada per tutti. È la strada di chi crede che dietro ogni storia ci sia un universo, un mondo da guardare anche senza capire. È la strada della curiosità, della passione, e del coraggio di credere alle proprie storie. Anche se le storie prendono il sopravvento su di noi e non ci lasciano più.
William Bloom è sul baratro dell’oblio, in questo romanzo: suo padre sta morendo e tutto quello che rimarrà di lui saranno le storie che ha raccontato nella sua vita, i fatti immaginari in cui s’è immerso e in cui ha sempre vinto. La città che ha comprato, le persone che ha salvato, quelle che ha aiutato. Ma non esistono, quelle persone, quelle città. Non c’è niente.
O forse sì? «A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Continueranno a vivere dopo di lui, e così diventa immortale». Eccolo, il romanzo mitologico: crea un mondo, David Wallace, con questo piccolo romanzo poetico e commosso, che ferma la vita di Edward Bloom proprio nel momento migliore: quello in cui diventa un mito.
D’altro canto, durante la maggior parte del tempo che passiamo con altre persone noi parliamo, e parlando raccontiamo storie: la vita è una narrazione. Importa poco, alla fine dei giorni, che quella narrazione fosse veritiera. L’importante è la sua forza, e la sua sincerità.
ieri al Nebri
28/06/09 11:08 Archiviato in: inutile
È stata una
bella serata, davvero. La “musica letteraria” è stata
fantastica, c’era un bel po’ di gente interessata, e
abbiamo distribuito una quantità spropositata di
opuscolini. Il che fa sempre bene.
Per me, che la serata l’ho organizzata, è andata ancora meglio, pur con qualche intoppo (un giorno lo racconterò ai tuoi nipotini). Il “service” è stato fatto da me e Stefano Breda, che si è dedicato a quest’impresa sotto tutti i punti di vista: ha preso contatti col pub e definito gli orari e le nostre possibilità; ha procurato la strumentazione perché i musici non venissero da Castelfranco con tre auto piene di roba (un pallino mio più che loro); mi ha aiutato a montare e smontare quel piccolo palco e a proteggerlo dalla pioggia; e ha pure fatto venire un po’ di amici a sentire la serata.
Insomma, se fosse possibile vorrei fare una statua a Stefano Breda. Per quel che vale, perpetuo il suo impegno sulle pagine di Grandi Speranze, a futura memoria, per ringraziarlo, ché se lo merita.
Per me, che la serata l’ho organizzata, è andata ancora meglio, pur con qualche intoppo (un giorno lo racconterò ai tuoi nipotini). Il “service” è stato fatto da me e Stefano Breda, che si è dedicato a quest’impresa sotto tutti i punti di vista: ha preso contatti col pub e definito gli orari e le nostre possibilità; ha procurato la strumentazione perché i musici non venissero da Castelfranco con tre auto piene di roba (un pallino mio più che loro); mi ha aiutato a montare e smontare quel piccolo palco e a proteggerlo dalla pioggia; e ha pure fatto venire un po’ di amici a sentire la serata.
Insomma, se fosse possibile vorrei fare una statua a Stefano Breda. Per quel che vale, perpetuo il suo impegno sulle pagine di Grandi Speranze, a futura memoria, per ringraziarlo, ché se lo merita.
alice socal
È una nostra
cara amica, una bravissima disegnatrice, e sa come
prendersi in giro: basta leggere l’intervista che le ha fatto
Ale. E, solo una
precisazione: col cazzo che il sushi non esiste!
bram stocker's dracula
25/06/09 23:01 Archiviato in: film
Non so per
quale motivo io abbia rivisto questo film, ma come ogni volta
che lo guardo, sono rimasto incredulo di fronte
alla bravura di tutti gli attori (persino Hopkins,
che secondo me spesso caga fuori dal boccale), da
certe invenzioni di regia, dal montaggio. E dalla
musica, incredibile e avvolgente, e perfetta.
Che poi, invenzioni di regia: certe dissolvenze si usavano ottant’anni fa. Ed è qui la grandissima forza del film, anche: stupire con cose “vecchie”. Solo i grandi possono riuscirci.
Che poi, invenzioni di regia: certe dissolvenze si usavano ottant’anni fa. Ed è qui la grandissima forza del film, anche: stupire con cose “vecchie”. Solo i grandi possono riuscirci.
challengers
25/06/09 22:37 Archiviato in: musica
ci sono cascato anch'io
23/06/09 00:29 Archiviato in: tec
ma perché?
Ma perché? (Soprattutto se
confrontata con la versione
originale.) Ogni tanto mi
stupisco degli abissi in cui si può cadere.
(Poi mi stupisco anche di tutti quelli che pubblicano su YouTube i loro video, dove cantano molto convinti questa canzone, o altre canzoni. Ma vabbè.)
(Poi mi stupisco anche di tutti quelli che pubblicano su YouTube i loro video, dove cantano molto convinti questa canzone, o altre canzoni. Ma vabbè.)
buffy senza buffy
21/06/09 19:10 Archiviato in: link
coraline
21/06/09 10:29 Archiviato in: film
Io credo
davvero che ci siano pochi personaggi al pari
di Neil Gaiman: neanche il
grandissimo Alan Morrison ha quel tocco in più che
quello strano personaggio vestito sempre di nero
possiede: la capacità di inventare mondi, anche
assurdi, eppure dotarli di una logica ferrea al
loro interno. Tu dici: ma ogni universo fantastico
deve essere logico e coerente per funzionare ed
essere credibile, sennò andiamo tutti al mare e
non se ne parli più.
Lo scarto di Gaiman è semplicissimo: lui scrive fiabe. Punto e fine. Nell’universo delle fiabe tutto quello che succede non ha bisogno di esser razionale: e così se ne va a ‘fanculo anche il patto tra autore e lettore (o spettatore, o quel che è ) sulla sospensione dell’incredulità. È giusto essere increduli, e rimanere a bocca aperta, di fronte a certi passaggi di Coraline. Davanti all’incredibile bellezza di certe scene, o all’ottusa cattiveria dei cattivi (ci sono sempre, i cattivi). È normale che i gatti si comportino come si comportano nel mondo di Coraline, ma è da rimanerci stecchiti, di fronte al gatto di Coraline. E c’è da rimanere stecchiti anche di fronte alle musiche, di Coraline.
(A latere: ho paura che il film lo puoi vedere solo nelle sale attrezzate per il 3d stereoscopico. Che sì, figo, ma onestamente non ne sentivo la mancanza, vedendo Coraline. Comunque, è il futuro, bellezza, e non puoi farci niente.)
Lo scarto di Gaiman è semplicissimo: lui scrive fiabe. Punto e fine. Nell’universo delle fiabe tutto quello che succede non ha bisogno di esser razionale: e così se ne va a ‘fanculo anche il patto tra autore e lettore (o spettatore, o quel che è ) sulla sospensione dell’incredulità. È giusto essere increduli, e rimanere a bocca aperta, di fronte a certi passaggi di Coraline. Davanti all’incredibile bellezza di certe scene, o all’ottusa cattiveria dei cattivi (ci sono sempre, i cattivi). È normale che i gatti si comportino come si comportano nel mondo di Coraline, ma è da rimanerci stecchiti, di fronte al gatto di Coraline. E c’è da rimanere stecchiti anche di fronte alle musiche, di Coraline.
(A latere: ho paura che il film lo puoi vedere solo nelle sale attrezzate per il 3d stereoscopico. Che sì, figo, ma onestamente non ne sentivo la mancanza, vedendo Coraline. Comunque, è il futuro, bellezza, e non puoi farci niente.)
tutto quello che so l'ho imparato dai licantropi
20/06/09 21:30 Archiviato in: link
Be’, non
proprio tutto. Comunque esiste una specie di gioco di
ruolo in cui due gruppi di persone si sfidano e
cercano di sopravvivere l’uno all’altro. Più o meno.
Il fatto è che vengono riproposte molte delle
dinamiche della vita “normale”, e che saperle
interpretare, dominare e - se capita - prevedere
aiuta anche nella vita “normale”, o in quella
lavorativa.
Come gestire al meglio un gruppo di professionisti? Meglio: come gestire al meglio un gruppo di professionisti free-lance? Giocando a Werewolves (che non è questo, ovviamente). Interessante articolo di Michael Lopp.
Come gestire al meglio un gruppo di professionisti? Meglio: come gestire al meglio un gruppo di professionisti free-lance? Giocando a Werewolves (che non è questo, ovviamente). Interessante articolo di Michael Lopp.
suonala da un'altra parte
20/06/09 16:22 Archiviato in: recensione
Non mi sembra
giusto chiamarla “recensione”, ma la categoria è
quella, quindi: La sonata a Kreutzer
è uno dei
libri più brutti che io abbia mai letto. Prolisso,
eterno, monta un climax che sbriciola in poche
pagine, e soprattutto: moralista in maniera
disgustosa. Niente da fare, Lev: il prossimo tuo
libro, lo leggerò fra parecchio.
Ridatemi Nick Hornby, per favore: ho bisogno della sua leggera intelligenza.
Ridatemi Nick Hornby, per favore: ho bisogno della sua leggera intelligenza.
in brightest day, in blackest night
20/06/09 16:03 Archiviato in: fumetti
morgan su Qoob
19/06/09 21:18 Archiviato in: link
tanto per mettere le cose in chiaro
18/06/09 23:41 Archiviato in: musica
It’s the
strangers in your life that you’d never thought you’d
meet
It’s the hand that picked you up when you’re laying in the street
It’s the hand that cut you down, it’s the dream that someone shared
When you thought that all was lost, it’s the friend that wasn’t there
You can run from all the memory, but never get that far
For in the end they’ll find you: for this is who you are.
Change one note, change one line
Nothing’s going to be the same
Change one loss, change one cut
Everything is re-arranged
Every act (cruel or kind)
Lost inside our memory
If you look there in time
You’ll find it in me
(Trans-Siberian Orchestra, This is who you are)
It’s the hand that picked you up when you’re laying in the street
It’s the hand that cut you down, it’s the dream that someone shared
When you thought that all was lost, it’s the friend that wasn’t there
You can run from all the memory, but never get that far
For in the end they’ll find you: for this is who you are.
Change one note, change one line
Nothing’s going to be the same
Change one loss, change one cut
Everything is re-arranged
Every act (cruel or kind)
Lost inside our memory
If you look there in time
You’ll find it in me
(Trans-Siberian Orchestra, This is who you are)
3punto0
18/06/09 23:25 Archiviato in: tec
iPhone OS 3.0 è una gran figata.
Finalmente il copia&incolla. Degli MMS non mi
frega una mazza, non li ho mai usati (ma è
attraverso gli MMS che vengono - eventualmente -
scambiati i contatti). Tutto è molto più reattivo,
lo Spotlight in miniatura è utile e la
visualizzazione delle chiamate fatte/ricevute è
migliorata non poco. E “Find My iPhone” è
divertente: speriamo non mi debba servire mai.
Insomma, ganzo. Vai così.
(Vodafone però non permette ancora il tethering: se ne riparla ai primi di luglio.)
Insomma, ganzo. Vai così.
(Vodafone però non permette ancora il tethering: se ne riparla ai primi di luglio.)
la minaccia dei ciccioni esplosivi
Ho avuto la
fortuna di fare da proof-reader alla
Minaccia dei ciccioni
esplosivi, appena uscito per
Edizioni Montag. Scritto da Pelagio D’Afro, cioè due terzi
di Paolo Agaraff, più Arturo Fabra,
più Giuseppe D’Emilio. Se non hai capito un cazzo,
è perché a loro piace così. Leggilo, però: ti
piacerà.
a teatro
Ricevo, e
volentierissimamente pubblico.
Carissimi amici,
dopo un anno di incontri e lavorazioni, Storie dal fondo arriva a teatro.
La Compagnia Teatrale di Arti e Mestieri porta la nostra Pordenone sconosciuta, notturna, esagerata, sballata, ma anche viva e reale sopra un palco di teatro.
La rappresentazione è ispirata al libro, e quindi direttamente o indirettamente parla anche di te, di noi, delle nostre storie, delle cose che abbiamo visto, vissuto o sentito.
Gli attori hanno avuto il coraggio di portare a teatro le storie di una Pordenone e di un Nordest che nessuno vuole più raccontare.
Ti chiedo, se puoi, di aiutarmi nel far girare questo invito. Gli attori lo meritano.
Grazie, spero di vederti sabato 27 giugno alla prima
massimiliano
invito alla serata:
Sabato 27 giugno 2009 ore 21:00
Ex Convento di San Francesco
Via San Francesco
Pordenone
prima teatrale Storie dal fondo
lettura scenica - regia di Bruna Braidotti
con Claudio Bertolini, Francesca Cataruzza, Malcom Gaiotto, Nikos Goudanakis, Giovanna Marcuzzi, Paola Dalle Molle, Sara Orlando, Tamara Soldà
Carissimi amici,
dopo un anno di incontri e lavorazioni, Storie dal fondo arriva a teatro.
La Compagnia Teatrale di Arti e Mestieri porta la nostra Pordenone sconosciuta, notturna, esagerata, sballata, ma anche viva e reale sopra un palco di teatro.
La rappresentazione è ispirata al libro, e quindi direttamente o indirettamente parla anche di te, di noi, delle nostre storie, delle cose che abbiamo visto, vissuto o sentito.
Gli attori hanno avuto il coraggio di portare a teatro le storie di una Pordenone e di un Nordest che nessuno vuole più raccontare.
Ti chiedo, se puoi, di aiutarmi nel far girare questo invito. Gli attori lo meritano.
Grazie, spero di vederti sabato 27 giugno alla prima
massimiliano
invito alla serata:
Sabato 27 giugno 2009 ore 21:00
Ex Convento di San Francesco
Via San Francesco
Pordenone
prima teatrale Storie dal fondo
lettura scenica - regia di Bruna Braidotti
con Claudio Bertolini, Francesca Cataruzza, Malcom Gaiotto, Nikos Goudanakis, Giovanna Marcuzzi, Paola Dalle Molle, Sara Orlando, Tamara Soldà
WWDC 2009
14/06/09 20:23 Archiviato in: tec
Se ti
interessa l’argomento, l’ottimo Riccardo Mori ha scritto ultimamente
delle novità dell’ultimo Keynote Apple,
alla conferenza mondiale degli
sviluppatori: un articolo per ogni
argomento. Come sempre quando si tratta di lui, è
tutto scritto bene. Vale decisamente la pena, e ne
parla meglio di quanto potrei fare io.
offlaga live
11/06/09 01:02 Archiviato in: musica
Stasera
al TamTam di Mira c’erano gli
Offlaga Disco Pax. Era da un po’ che
non andavo a un concerto, ed era il mio primo
concerto loro: spettacolo, davvero.
(E sentito, commosso, l’omaggio a Enrico Berlinguer.)
(E sentito, commosso, l’omaggio a Enrico Berlinguer.)
max sbaraglia
09/06/09 22:41 Archiviato in: link
L’amico
Massimiliano Santarossa sarà a Mortara il 13 giugno:
ha ricevuto una menzione d’onore al
premio nazionale Tracce di
territorio. Fossi là ci andrei;
fossi in te e fossi là ci andrei subito.
tra parentesi
08/06/09 22:09 Archiviato in: ms
i primi passi
Quello che ho
pensato dopo settimane in cui ero indeciso tra
l’astensionismo e il voto a un partito di estrema
sinistra (non che io sia di estrema sinistra: è che
‘sto PD mi ha proprio rotto i coglioni e magari lo
avrebbero capito), è che quando ero piccolo mia madre
e mio padre erano vicino a me quando ho compiuto i
miei piccoli passi. Quando sono passato da una
posizione felina a una più umana, e la distanza tra
(per dire) la mia cameretta e il salotto non la
percorrevo più sulle ginocchia, ma sui piedi. Erano
lì, e mi hanno aiutato.
Ecco, allora io ho pensato che forse ‘sto PD che mi ha tanto rotto il cazzo, ecco, magari si può aiutare. Ecco. Non sprecando il voto in qualcosa in cui non credi, o in persone che non hanno conquistato la tua fiducia. Magari lo aiuti di più votando persone che ti ispirano, che magari non conosci e non avresti mai sentito se qualcuno non te ne avesse parlato, ma che (può capitare, eh), t’han conquistato.
Ecco. Tutto qui, il motivo per cui alla fine alle nove e cinquanta di sera io ho votato quel che ho votato, alla faccia di me stesso: aiutare una cosa che mi piace e che penso potrebbe venire fuori carina, attraverso persone che mi piacciono e che penso abbiano le palle. Fine.
Ecco, allora io ho pensato che forse ‘sto PD che mi ha tanto rotto il cazzo, ecco, magari si può aiutare. Ecco. Non sprecando il voto in qualcosa in cui non credi, o in persone che non hanno conquistato la tua fiducia. Magari lo aiuti di più votando persone che ti ispirano, che magari non conosci e non avresti mai sentito se qualcuno non te ne avesse parlato, ma che (può capitare, eh), t’han conquistato.
Ecco. Tutto qui, il motivo per cui alla fine alle nove e cinquanta di sera io ho votato quel che ho votato, alla faccia di me stesso: aiutare una cosa che mi piace e che penso potrebbe venire fuori carina, attraverso persone che mi piacciono e che penso abbiano le palle. Fine.
voto utile
Per la
seconda volta nella mia vita (politicamente parlando)
mi sento parte di una cosa piccola, ma bella.
anticipazione
06/06/09 00:03 Archiviato in: inutile
Magari lo
conosci già, ma: se ti serve fare un editing
d’immagini, questa web app potrebbe fare per te.
Gratuita, e non serve neanche registrarsi.
einaudi online
02/06/09 08:33 Archiviato in: link

