gen 2010
firefly
31/01/10 18:29 Archiviato in: film
Niente
male, «Firefly» (una
di quelle cose che scopro sempre tardi). È
di Joss Whedon,
l’autore di «Buffy». Per il momento ho visto solo
il pilota e una cosa mi ha colpito: quando ci sono
scene nello spazio, non c’è sonoro. Ben fatto.
Grazie Manu.
Grazie Manu.
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allora siete scemi
31/01/10 13:48 Archiviato in: italia
quelli siamo noi
30/01/10 00:21 Archiviato in: foto
Da
sinistra a destra: Paolo Zaffaina, Paolo Zardi, il
sottoscritto, Francesco Coscioni, Chiara Canton.
Stavamo per iniziare questa cosa qui. È
stata una gran serata: grazie a tutti.
(La foto è di Cristiana Pisani, la padrona della libreria Effetti Personali. Qui trovi una versione un po’ più grande.)
(La foto è di Cristiana Pisani, la padrona della libreria Effetti Personali. Qui trovi una versione un po’ più grande.)
Salinger
29/01/10 19:08 Archiviato in: libri
Io sono
uno di quelli che ha letto «Il giovane Holden»
“troppo tardi”. So che c’è gente che ha letto «Il
giovane Holden» “troppo presto”, e non l’ha capito.
«Il giovane Holden» è un
romanzo incredibile. I «Nove racconti» sono
racconti incredibili.
(Metto “troppo tardi” e “troppo presto” tra parentesi, perché son concetti relativi.)
(Metto “troppo tardi” e “troppo presto” tra parentesi, perché son concetti relativi.)
our latest creation
28/01/10 22:11 Archiviato in: tec
Il tempo
di mettere insieme due idee e anche qui fioccherà un
bell’articolo sull’iPad,
scritto ovviamente da chi non l’ha ancora provato.
Una sola cosa, per i miei due o tre lettori: quest’affare non è per chi è avvezzo alla tecnologia, per chi sa operare a cuore aperto un portatile o saprebbe scrivere il codice per un programma di videoediting. Quest’aggeggio è per tutti gli altri (me compreso). Ripeto: quest’affare è per il mondo normale. Mettiamocelo in testa, e passiamo oltre.
Una sola cosa, per i miei due o tre lettori: quest’affare non è per chi è avvezzo alla tecnologia, per chi sa operare a cuore aperto un portatile o saprebbe scrivere il codice per un programma di videoediting. Quest’aggeggio è per tutti gli altri (me compreso). Ripeto: quest’affare è per il mondo normale. Mettiamocelo in testa, e passiamo oltre.
c'è musica, c'è musica
25/01/10 22:04 Archiviato in: ms
Io ho tre
ricordi precisi di Mario Nordio.
Il primo risale all’estate del 2004, quando ho iniziato il servizio civile come aiuto-aiuto-aiuto-servo bibliotecario al Dipartimento di Studi eurasiatici di Ca’ Foscari, a Venezia. Me lo ricordo come un bell’anno, con belle persone, e un bel lavoro. Dopo poche settimane, dando un’occhiata all’elenco dei libri in prestito, e constatando che ce n’erano un sacco in possesso dei docenti del Dipartimento, mando un’email molto piccante, molto scopa-in-culo, a ciascun docente, con tanto di lista dei libri da restituire. Alcuni lo fecero, divertiti (Vercellin, per esempio). Verso settembre sono in ingresso a comprare una bottiglietta d’acqua e chiacchierare con Bruno, il portinaio, quando entra un signore più basso di me, con folti baffi grigi e un sorriso beffardo addosso. Vedo che lui e Bruno si salutano. Allora mi presento: sai mai ch’è uno dei tanti professori che non ho ancora incontrato. «Ah, ho capito chi sei» mi fa lui ridendo. «Ho capito chi sei.» Poi basta, sale le scale e se ne va al suo ufficio, lasciandomi là.
In biblioteca avevamo l’abitudine di metter su un po’ di musica, dopo l’orario di chiusura, mentre sistemavamo i libri, i fogli dei prestiti, o mettevamo in ordine. In una di queste occasioni il professor Nordio entra, parla un po’ con la capa bibliotecaria, e poi attraversa la piccola aula della biblioteca per tornarsene all’ufficio. Si ferma, si gira verso di me e dice: «Cos’è che ascolti?» In quel momento stavo ascoltando questa canzone dei Savatage (una delle mie preferite). Gliene feci ascoltare un paio. Ricordo che sugli arpeggi iniziali di There In The Silence iniziò a muovere la mano in aria, come suonasse il pianoforte, e disse: «C’è musica, c’è musica, sì, bello. Chi sono?» Per un po’ ebbi l’illusione di aver creato un metallaro fra i professori di Ca’ Foscari.
Il terzo risale a un giorno che poteva essere febbraio del 2005, o qualcosa del genere: avevo invitato a pranzo il già fidato Ale e il caro Stefano Breda, e prima che io riprendessi il lavoro stavamo parlando dell’ultimo disco di Guccini, Ritratti, e della Canzone per il Che. Grossomodo tutti dicevamo che poteva anche risparmiarsela, visto che l’originale è di Flaco ed è pure bella. E dal nulla arriva Nordio (che stava fumando a un metro da noi) e fa: «Ma non sarebbe stato meglio se avesse chiuso con un bel terzinato sulla batteria? Ta-ta-ta!» E rientra in dipartimento.
Ecco, tutto qua, i miei ricordi precisi, quelli che mi va di scrivere stasera. Ce ne sarebbero altri, uno in accoppiata con Vercellin, ma me li tengo. Ecco, tutto questo per dire che pochi giorni fa è morto Mario Nordio, professore a Ca’ Cappello. Era una brava persona.
Il primo risale all’estate del 2004, quando ho iniziato il servizio civile come aiuto-aiuto-aiuto-servo bibliotecario al Dipartimento di Studi eurasiatici di Ca’ Foscari, a Venezia. Me lo ricordo come un bell’anno, con belle persone, e un bel lavoro. Dopo poche settimane, dando un’occhiata all’elenco dei libri in prestito, e constatando che ce n’erano un sacco in possesso dei docenti del Dipartimento, mando un’email molto piccante, molto scopa-in-culo, a ciascun docente, con tanto di lista dei libri da restituire. Alcuni lo fecero, divertiti (Vercellin, per esempio). Verso settembre sono in ingresso a comprare una bottiglietta d’acqua e chiacchierare con Bruno, il portinaio, quando entra un signore più basso di me, con folti baffi grigi e un sorriso beffardo addosso. Vedo che lui e Bruno si salutano. Allora mi presento: sai mai ch’è uno dei tanti professori che non ho ancora incontrato. «Ah, ho capito chi sei» mi fa lui ridendo. «Ho capito chi sei.» Poi basta, sale le scale e se ne va al suo ufficio, lasciandomi là.
In biblioteca avevamo l’abitudine di metter su un po’ di musica, dopo l’orario di chiusura, mentre sistemavamo i libri, i fogli dei prestiti, o mettevamo in ordine. In una di queste occasioni il professor Nordio entra, parla un po’ con la capa bibliotecaria, e poi attraversa la piccola aula della biblioteca per tornarsene all’ufficio. Si ferma, si gira verso di me e dice: «Cos’è che ascolti?» In quel momento stavo ascoltando questa canzone dei Savatage (una delle mie preferite). Gliene feci ascoltare un paio. Ricordo che sugli arpeggi iniziali di There In The Silence iniziò a muovere la mano in aria, come suonasse il pianoforte, e disse: «C’è musica, c’è musica, sì, bello. Chi sono?» Per un po’ ebbi l’illusione di aver creato un metallaro fra i professori di Ca’ Foscari.
Il terzo risale a un giorno che poteva essere febbraio del 2005, o qualcosa del genere: avevo invitato a pranzo il già fidato Ale e il caro Stefano Breda, e prima che io riprendessi il lavoro stavamo parlando dell’ultimo disco di Guccini, Ritratti, e della Canzone per il Che. Grossomodo tutti dicevamo che poteva anche risparmiarsela, visto che l’originale è di Flaco ed è pure bella. E dal nulla arriva Nordio (che stava fumando a un metro da noi) e fa: «Ma non sarebbe stato meglio se avesse chiuso con un bel terzinato sulla batteria? Ta-ta-ta!» E rientra in dipartimento.
Ecco, tutto qua, i miei ricordi precisi, quelli che mi va di scrivere stasera. Ce ne sarebbero altri, uno in accoppiata con Vercellin, ma me li tengo. Ecco, tutto questo per dire che pochi giorni fa è morto Mario Nordio, professore a Ca’ Cappello. Era una brava persona.
i giochi son fatti
24/01/10 17:58 Archiviato in: italia
le creature selvagge
24/01/10 17:02 Archiviato in: libri
Dave Eggers è un
genio: se non altro perché si è inventato due
delle riviste più belle del mondo,
McSweeney’s e
The Believer. (Sono
in molti a dire che McSweeney’s
sia in
assoluto la rivista letteraria più bella del
mondo.)
Però Le creature selvagge (Mondadori) non mi sta esaltando. Speravo in qualcosa di più... ma arriviamo alla fine, eh: sono solo a metà.
Però Le creature selvagge (Mondadori) non mi sta esaltando. Speravo in qualcosa di più... ma arriviamo alla fine, eh: sono solo a metà.
capiamoci
23/01/10 22:34 Archiviato in: tec
Da stasera
inauguro un nuovo aspetto per
Grandi Speranze. Mi spiace che alcune immagini,
pensate per il vecchio tema, risulteranno un po’
strabordanti (come, per dire, questa): ma
non ho intenzione di ripassarmi tutti i post per
sistemarle, sia chiaro. Goditi il 2010 in versione
minimal, e se ci piace continueremo così.
Aggiornamento: Ho aggiunto in testa la visualizzazione dell’ultimo mio tweet di Twitter, che si aggiornerà ogni volta che ne scrivo uno. Così vedi quanto poco lo uso.
Aggiornamento: Ho aggiunto in testa la visualizzazione dell’ultimo mio tweet di Twitter, che si aggiornerà ogni volta che ne scrivo uno. Così vedi quanto poco lo uso.
SOS Italia per Haiti
23/01/10 17:34 Archiviato in: mondo

Il 2010 è iniziato bene? Per noi sì, ma giù ad Haiti magari hanno bisogno di una mano. L’amico Francesco Salvatore, che lavora per SOSItalia, mi ha girato questa mail in cui c’è una lista di cose che servono. Se per caso hai, conosci chi ha, o puoi aiutare in qualche modo a reperire:
• Tents/Military Tents (shelter is number one priority, the size is not so important, but of course big ones are preferable; please see these ones
• Mattresses
• Camp beds
• Food (duration at least 3-4 months; milk powder and related is also an option, we will make sure that water is available, also there is a donation of water disinfection products pending)
• Cooking appliances
• Satellite telephone (for communication to the exterior; national connections are partially working again)
• Electricity generators
Fatti sentire.
a Padova, coi Paoli
23/01/10 16:11 Archiviato in: ms
Posso dire che la presentazione di mercoledì 27 gennaio avrà il sottoscritto come moderatore? È la prima volta e sono molto emozionato, ma no, il successo non m’ha cambiato...
Ci vediamo mercoledì, alle otto e mezzo alla bella libreria Effetti personali, con Paolo Zardi che presenterà il libro assieme all’editore Francesco Coscioni, e Paolo Zaffaina e Chiara Canton che leggeranno dei brani. È bello fare le cose fra amici.
(E io ne approfitterò per tirare in ballo anche inutile! Ha!)
largo ai giovani, no?
18/01/10 22:10 Archiviato in: italia
(...)
Bisogna fare un’Italia nuova. (...)
Ridare
voce ai giovani è
essenziale (...)
Questo lo dice il Manifesto dei valori del Partito democratico, il partito che io ho votato un paio di volte, e in cui mi rispecchio - teoricamente. E, cosa molto importante: il corsivo non l’ho messo io.
Bon, ci siamo? Vai a vedere le date di nascita di Gianfranco Bettin, di Laura Fincato, di Giorgio Orsoni, i tre sfidanti alle primarie da cui uscirà il candidato per il PD per le elezioni del sindaco di Venezia. Dimmi ora dove cazzo sono i giovani. Poi magari son tutti e tre ottimi politici, ottimi amministratori e ottime persone (soprattutto sulla terza vorrei non ci fossero dubbi di malizia da parte mia). E nel programma di Orsoni, tanto per dirne uno, tornano i giovani (punto 2). Vedremo. Vedremo, soprattutto, chi voterò.
Questo lo dice il Manifesto dei valori del Partito democratico, il partito che io ho votato un paio di volte, e in cui mi rispecchio - teoricamente. E, cosa molto importante: il corsivo non l’ho messo io.
Bon, ci siamo? Vai a vedere le date di nascita di Gianfranco Bettin, di Laura Fincato, di Giorgio Orsoni, i tre sfidanti alle primarie da cui uscirà il candidato per il PD per le elezioni del sindaco di Venezia. Dimmi ora dove cazzo sono i giovani. Poi magari son tutti e tre ottimi politici, ottimi amministratori e ottime persone (soprattutto sulla terza vorrei non ci fossero dubbi di malizia da parte mia). E nel programma di Orsoni, tanto per dirne uno, tornano i giovani (punto 2). Vedremo. Vedremo, soprattutto, chi voterò.
e via ad applaudire
17/01/10 22:30 Archiviato in: film
A me non è
capitato spesso di vedere la gente applaudire alla
fine di un film. Mi è capitato alla Mostra del
cinema, ma un po’ perch’è prassi, un po’ perché
quelle volte che sono andato stavo nella sala grande,
col regista e gli attori, e quindi figurati: si
applaude anche se fa schifo (a meno che non faccia
proprio tanto
schifo). Per
pochi altri film: forse La vita è
bella, ma non ne sono
sicuro.
Non mi aspettavo di vedere la gente applaudire alla fine di Avatar.
Unico difetto: del 3D non ho sentito la necessità. Ha aiutato, perché mi ha dato profondità alle inquadrature. Ma non era necessario. (Per necessario intendo: porcamerda, senza quel bullone mi si apre la macchina. Senza il router come cazzo ci vado in internet? Quel tipo di “necessario”.)
Per il resto: la storia più semplice della terra, raccontata in maniera chiara e limpida, senza soffermarsi troppo sulle pippe psicologiche dei personaggi, ma facendoci vedere le loro motivazioni, attraverso i loro gesti: vaccatroia, questa è la letteratura migliore che ci possa essere. Effetti speciali fantastici e comprensibili, non come in Star Wars III, che non capivi una madonna perché era pieno di raggi laser e ping! twang! sbadabùm! E poi, il miracolo: appassionarsi ai buoni che sono buoni ma non sono fessi, e odiare i cattivi che son cattivi (e basta!). E parteggiare, tifare, e nel finale essere felici - cazzo! felici! - che il film è un trionfo per i buoni, e una randellata sulla coppa per i cattivi.
Se c’è un senso nel cinema di cassetta, allora il senso è un film come Avatar. Buoni sentimenti, grande azione, e bella storia. Fine. Applausi.
(Peccato, una volta di più, constatare che siamo in Italia: l’ultimo paese al mondo ad averlo potuto vedere, per non metterlo in concorrenza con i cinepanettoni di Pieraccioni e De Sica. Peccato, magari si smerdavano alla grande: come meritano.)
Non mi aspettavo di vedere la gente applaudire alla fine di Avatar.
Unico difetto: del 3D non ho sentito la necessità. Ha aiutato, perché mi ha dato profondità alle inquadrature. Ma non era necessario. (Per necessario intendo: porcamerda, senza quel bullone mi si apre la macchina. Senza il router come cazzo ci vado in internet? Quel tipo di “necessario”.)
Per il resto: la storia più semplice della terra, raccontata in maniera chiara e limpida, senza soffermarsi troppo sulle pippe psicologiche dei personaggi, ma facendoci vedere le loro motivazioni, attraverso i loro gesti: vaccatroia, questa è la letteratura migliore che ci possa essere. Effetti speciali fantastici e comprensibili, non come in Star Wars III, che non capivi una madonna perché era pieno di raggi laser e ping! twang! sbadabùm! E poi, il miracolo: appassionarsi ai buoni che sono buoni ma non sono fessi, e odiare i cattivi che son cattivi (e basta!). E parteggiare, tifare, e nel finale essere felici - cazzo! felici! - che il film è un trionfo per i buoni, e una randellata sulla coppa per i cattivi.
Se c’è un senso nel cinema di cassetta, allora il senso è un film come Avatar. Buoni sentimenti, grande azione, e bella storia. Fine. Applausi.
(Peccato, una volta di più, constatare che siamo in Italia: l’ultimo paese al mondo ad averlo potuto vedere, per non metterlo in concorrenza con i cinepanettoni di Pieraccioni e De Sica. Peccato, magari si smerdavano alla grande: come meritano.)
io & freddie
11/01/10 00:45 Archiviato in: fumetti
Mike Dawson è un appassionato dei
Queen. È un disegnatore di fumetti. Racconta la
sua storia, accompagnata sempre da Freddie
Mercury, May e George Michael, in un bellissimo
romanzo a fumetti che si intitola
Io &
Freddie. Me l’ha prestato
Arturo, e se lui mi ringrazia per
Emmaus, io lo ringrazio per
questa piccola gemma.
il piccolo lord
11/01/10 00:02 Archiviato in: film
Sarà l’età,
sarà la stanchezza, sarà che in questi ultimi giorni
ho avuto alcuni pensieri per la testa: ma ho
visto Il piccolo
lord, stasera su Rete4, e
mi son commosso parecchio, e mi son divertito
molto, e ho fatto il tifo per i nostri eroi e Alec
Guinness come se avessi otto anni e lo stessi
vedendo per la prima volta. È che lo conosco a
memoria.
come la giri, sempre merda rimane
09/01/10 19:56 Archiviato in: italia
Il fatto che
io sia fan di Sofri e Bordone, e di
Condor, il loro programma
radiofonico su Radio2, lo devi tenere bene
a mente, quando dico che: Traffic, il programma che
sostituisce Condor, è un’offesa all’intelligenza
umana, e a quella degli ascoltatori della Rai.
Il fatto che io sia fan di Sofri, Bordone e Condor, però, non c’entra nulla con la seguente frase: Traffic è un’offesa all’intelligenza umana.
Il fatto che le due frasi precedenti siano uguali non è un caso.
Non me ne frega niente, proprio niente, che possa avere successo (siamo dalle parti del successo di Amici di Maria De Filippi, in ogni caso: buttalo via, ma la ciccia sta da un’altra parte). Sostituire un programma culturale, divertente, leggero e interessante come Condor con questo è offensivo, e spero che alla dirigenza che ha permesso una cosa simile si smagnetizzi l’hard disk. Gli freghino la bicicletta. Si inondi la cantina. Il controllore faccia loro una multa sul tram. L’Agenzia delle entrate decida di fare dei controlli su di loro, e li trovi anche in regola, ma che li inchiodi per sette, otto mesi, e rompa loro le balle in maniera cosmica. Credo che non si meritino altro.
(Nel frattempo, qui si sta cercando di ricostruire l’intera storia di Condor: appena pronta, mi scarico tutte le puntate.)
Il fatto che io sia fan di Sofri, Bordone e Condor, però, non c’entra nulla con la seguente frase: Traffic è un’offesa all’intelligenza umana.
Il fatto che le due frasi precedenti siano uguali non è un caso.
Non me ne frega niente, proprio niente, che possa avere successo (siamo dalle parti del successo di Amici di Maria De Filippi, in ogni caso: buttalo via, ma la ciccia sta da un’altra parte). Sostituire un programma culturale, divertente, leggero e interessante come Condor con questo è offensivo, e spero che alla dirigenza che ha permesso una cosa simile si smagnetizzi l’hard disk. Gli freghino la bicicletta. Si inondi la cantina. Il controllore faccia loro una multa sul tram. L’Agenzia delle entrate decida di fare dei controlli su di loro, e li trovi anche in regola, ma che li inchiodi per sette, otto mesi, e rompa loro le balle in maniera cosmica. Credo che non si meritino altro.
(Nel frattempo, qui si sta cercando di ricostruire l’intera storia di Condor: appena pronta, mi scarico tutte le puntate.)
O-o
08/01/10 17:57 Archiviato in: tec
La versione
3.1.1 di OpenOffice, attualmente
disponibile qui, mi sta facendo un
po’ di casini sul mio MacBook Pro. Non so a
te.
coi miei soliti vent'anni eccetera
08/01/10 17:54 Archiviato in: musica
Sto
ascoltando Rage In Eden, degli
Ultravox: non è male. Non
posso dire sia un album bellissimo in assoluto,
perché non conosco la discografia del gruppo e non
so collocarlo. Però preso com’è, non è
male.
porci con le ali
08/01/10 11:42 Archiviato in: libri
Taglio subito
tutti i discorsi sul sesso, la sessualità, l’erotismo
che ci sono nel libro, oltre che gli atti stessi, che
sono divertenti ma fino a un certo punto - e semmai
mi interessano di più per capire quante paranoie
politiche ci si poteva fare per una scopata,
quarant’anni fa. Ci sono dei punti in
Porci con le ali
che sono
belli e punto (l’inizio del capitolo “Mettiti la
maglietta, Vladimir Ilic!” ), e altri che fanno
riflettere. Perché ce li siamo lasciati alle
spalle, certi pensieri (... vero?), o perché
magari sono attuali ancora oggi.
Tipo:
Amen.
(Rocco era il protagonista maschiledel
romanzo,
l’alter ego dell’autore del romanzo:
Marco Lombardo
Radice. L’edizione che ho
comprato, che è una ristampa di quella del 1996,
c’è una bella introduzione dell’altra
autrice Lidia Ravera - Antonia, nel romanzo
- e nei momenti in cui parla di Marco, che è morto
nell’89, ha un tono dolce, come quelli che parlano
degli amici che se ne sono andati.)
Tipo:
[...] Rocco che cos’ha di diverso da me? Il cazzo, e basta. Per il resto siamo uguali. Studenti. Di sinistra, che non è più una cosa tanto eroica. Siamo due di cui parlano tutti, perché tutti parlano dei giovani, ma non parliamo mai. Non abbiamo diritto di parola. Ci spostano di qui e di lì, chiacchierando pomposamente dei nostri bisogni [..]
Amen.
(Rocco era il protagonista maschile
una parola che non si usa quasi mai
08/01/10 00:09 Archiviato in: speranze
all'ingrasso
07/01/10 12:32 Archiviato in: ms
il bar ha riaperto
07/01/10 00:45 Archiviato in: ms
le finestre ridono
07/01/10 00:41 Archiviato in: film

Un film incredibile, ancora oggi. M’ha messo un’ansia terribile: merita una visione attenta, anche se ci sono dei particolari che mi sfuggono (qualcuno sa spiegarmi il senso dell’accendino con le iniziali di Buono Legnani?).
love actually
04/01/10 00:38 Archiviato in: musica
«Love
actually is all around», dice Hugh Grant all’inizio
del film. In questi giorni la Dolcissima e io
l’abbiamo rivisto, Love
Actually, ed è una gran
commedia romantica. Sono bravi quasi tutti, alcuni
a livello davvero eccezionale: per esempio,
Bill Nighy, che sta diventando
rapidamente il mio attore preferito per questo
mese.
Qui puoi trovare il video della canzone interpretata dal suo personaggio, Billy Mack. Guardalo, merita, ed è divertentissimo.
Qui puoi trovare il video della canzone interpretata dal suo personaggio, Billy Mack. Guardalo, merita, ed è divertentissimo.

