firefly

Niente male, «Firefly» (una di quelle cose che scopro sempre tardi). È di Joss Whedon, l’autore di «Buffy». Per il momento ho visto solo il pilota e una cosa mi ha colpito: quando ci sono scene nello spazio, non c’è sonoro. Ben fatto.

Grazie
Manu.
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allora siete scemi

Dimmi che non è vera, per favore.

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(Via Wittgenstein Links.)
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quelli siamo noi

Da sinistra a destra: Paolo Zaffaina, Paolo Zardi, il sottoscritto, Francesco Coscioni, Chiara Canton. Stavamo per iniziare questa cosa qui. È stata una gran serata: grazie a tutti.

(La foto è di Cristiana Pisani, la padrona della libreria
Effetti Personali. Qui trovi una versione un po’ più grande.)

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Salinger

Io sono uno di quelli che ha letto «Il giovane Holden» “troppo tardi”. So che c’è gente che ha letto «Il giovane Holden» “troppo presto”, e non l’ha capito. «Il giovane Holden» è un romanzo incredibile. I «Nove racconti» sono racconti incredibili.

(Metto “troppo tardi” e “troppo presto” tra parentesi, perché son concetti relativi.)
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califone

Ero riuscito a stare una settimana senza ascoltarla: ma Ale mi spedisce un’email e mi dice: ciapa Funeral Singers, in questo bel video acustico. Argh.

Stupenda.


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our latest creation

Il tempo di mettere insieme due idee e anche qui fioccherà un bell’articolo sull’iPad, scritto ovviamente da chi non l’ha ancora provato.

Una sola cosa, per i miei due o tre lettori: quest’affare non è per chi è avvezzo alla tecnologia, per chi sa operare a cuore aperto un portatile o saprebbe scrivere il codice per un programma di videoediting. Quest’aggeggio è per tutti gli altri (me compreso). Ripeto: quest’affare è per il mondo normale. Mettiamocelo in testa, e passiamo oltre.


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c'è musica, c'è musica

Io ho tre ricordi precisi di Mario Nordio.

Il primo risale all’estate del 2004, quando ho iniziato il servizio civile come aiuto-aiuto-aiuto-servo bibliotecario al Dipartimento di Studi eurasiatici di Ca’ Foscari, a Venezia. Me lo ricordo come un bell’anno, con belle persone, e un bel lavoro. Dopo poche settimane, dando un’occhiata all’elenco dei libri in prestito, e constatando che ce n’erano un sacco in possesso dei docenti del Dipartimento, mando un’email molto piccante, molto scopa-in-culo, a ciascun docente, con tanto di lista dei libri da restituire. Alcuni lo fecero, divertiti (
Vercellin, per esempio). Verso settembre sono in ingresso a comprare una bottiglietta d’acqua e chiacchierare con Bruno, il portinaio, quando entra un signore più basso di me, con folti baffi grigi e un sorriso beffardo addosso. Vedo che lui e Bruno si salutano. Allora mi presento: sai mai ch’è uno dei tanti professori che non ho ancora incontrato. «Ah, ho capito chi sei» mi fa lui ridendo. «Ho capito chi sei.» Poi basta, sale le scale e se ne va al suo ufficio, lasciandomi là.

In biblioteca avevamo l’abitudine di metter su un po’ di musica, dopo l’orario di chiusura, mentre sistemavamo i libri, i fogli dei prestiti, o mettevamo in ordine. In una di queste occasioni il professor Nordio entra, parla un po’ con la capa bibliotecaria, e poi attraversa la piccola aula della biblioteca per tornarsene all’ufficio. Si ferma, si gira verso di me e dice: «Cos’è che ascolti?» In quel momento stavo ascoltando
questa canzone dei Savatage (una delle mie preferite). Gliene feci ascoltare un paio. Ricordo che sugli arpeggi iniziali di There In The Silence iniziò a muovere la mano in aria, come suonasse il pianoforte, e disse: «C’è musica, c’è musica, sì, bello. Chi sono?» Per un po’ ebbi l’illusione di aver creato un metallaro fra i professori di Ca’ Foscari.

Il terzo risale a un giorno che poteva essere febbraio del 2005, o qualcosa del genere: avevo invitato a pranzo il già fidato Ale e il caro
Stefano Breda, e prima che io riprendessi il lavoro stavamo parlando dell’ultimo disco di Guccini, Ritratti, e della Canzone per il Che. Grossomodo tutti dicevamo che poteva anche risparmiarsela, visto che l’originale è di Flaco ed è pure bella. E dal nulla arriva Nordio (che stava fumando a un metro da noi) e fa: «Ma non sarebbe stato meglio se avesse chiuso con un bel terzinato sulla batteria? Ta-ta-ta!» E rientra in dipartimento.

Ecco, tutto qua, i miei ricordi precisi, quelli che mi va di scrivere stasera. Ce ne sarebbero altri, uno in accoppiata con Vercellin, ma me li tengo. Ecco, tutto questo per dire che pochi giorni fa è morto Mario Nordio, professore a Ca’ Cappello. Era una brava persona.
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i giochi son fatti

Ok, la traduzione dal francese è quella che è, però sticazzi.

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(Via
Il Gazzettino.)
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le creature selvagge

Dave Eggers è un genio: se non altro perché si è inventato due delle riviste più belle del mondo, McSweeney’s e The Believer. (Sono in molti a dire che McSweeney’s sia in assoluto la rivista letteraria più bella del mondo.)

Però
Le creature selvagge (Mondadori) non mi sta esaltando. Speravo in qualcosa di più... ma arriviamo alla fine, eh: sono solo a metà.

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capiamoci

Da stasera inauguro un nuovo aspetto per Grandi Speranze. Mi spiace che alcune immagini, pensate per il vecchio tema, risulteranno un po’ strabordanti (come, per dire, questa): ma non ho intenzione di ripassarmi tutti i post per sistemarle, sia chiaro. Goditi il 2010 in versione minimal, e se ci piace continueremo così.

Aggiornamento: Ho aggiunto in testa la visualizzazione dell’ultimo mio tweet di Twitter, che si aggiornerà ogni volta che ne scrivo uno. Così vedi quanto poco lo uso. Happy
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SOS Italia per Haiti

logo

Il 2010 è iniziato bene? Per noi sì, ma giù ad Haiti magari hanno bisogno di una mano. L’amico Francesco Salvatore, che lavora per SOSItalia, mi ha girato questa mail in cui c’è una lista di cose che servono. Se per caso hai, conosci chi ha, o puoi aiutare in qualche modo a reperire:

• Tents/Military Tents (shelter is number one priority, the size is not so important, but of course big ones are preferable; please see
these ones
• Mattresses
• Camp beds
• Food (duration at least 3-4 months; milk powder and related is also an option, we will make sure that water is available, also there is a donation of water disinfection products pending)
• Cooking appliances
• Satellite telephone (for communication to the exterior; national connections are partially working again)
• Electricity generators

Fatti sentire.
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a Padova, coi Paoli

PalaceOfTheEnd

Posso dire che la presentazione di mercoledì 27 gennaio avrà il sottoscritto come moderatore? È la prima volta e sono molto emozionato, ma no, il successo non m’ha cambiato...

Ci vediamo mercoledì, alle otto e mezzo alla bella libreria
Effetti personali, con Paolo Zardi che presenterà il libro assieme all’editore Francesco Coscioni, e Paolo Zaffaina e Chiara Canton che leggeranno dei brani. È bello fare le cose fra amici.

(E io ne approfitterò per tirare in ballo anche
inutile! Ha!)
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largo ai giovani, no?

(...) Bisogna fare un’Italia nuova. (...) Ridare voce ai giovani è essenziale (...)

Questo lo dice il
Manifesto dei valori del Partito democratico, il partito che io ho votato un paio di volte, e in cui mi rispecchio - teoricamente. E, cosa molto importante: il corsivo non l’ho messo io.

Bon, ci siamo? Vai a vedere le date di nascita di
Gianfranco Bettin, di Laura Fincato, di Giorgio Orsoni, i tre sfidanti alle primarie da cui uscirà il candidato per il PD per le elezioni del sindaco di Venezia. Dimmi ora dove cazzo sono i giovani. Poi magari son tutti e tre ottimi politici, ottimi amministratori e ottime persone (soprattutto sulla terza vorrei non ci fossero dubbi di malizia da parte mia). E nel programma di Orsoni, tanto per dirne uno, tornano i giovani (punto 2). Vedremo. Vedremo, soprattutto, chi voterò.
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e via ad applaudire

A me non è capitato spesso di vedere la gente applaudire alla fine di un film. Mi è capitato alla Mostra del cinema, ma un po’ perch’è prassi, un po’ perché quelle volte che sono andato stavo nella sala grande, col regista e gli attori, e quindi figurati: si applaude anche se fa schifo (a meno che non faccia proprio tanto schifo). Per pochi altri film: forse La vita è bella, ma non ne sono sicuro.

Non mi aspettavo di vedere la gente applaudire alla fine di
Avatar.

Unico difetto: del 3D non ho sentito la necessità. Ha aiutato, perché mi ha dato profondità alle inquadrature. Ma non era necessario. (Per necessario intendo: porcamerda, senza quel bullone mi si apre la macchina. Senza il router come cazzo ci vado in internet? Quel tipo di “necessario”.)

Per il resto: la storia più semplice della terra, raccontata in maniera chiara e limpida, senza soffermarsi troppo sulle pippe psicologiche dei personaggi, ma facendoci
vedere le loro motivazioni, attraverso i loro gesti: vaccatroia, questa è la letteratura migliore che ci possa essere. Effetti speciali fantastici e comprensibili, non come in Star Wars III, che non capivi una madonna perché era pieno di raggi laser e ping! twang! sbadabùm! E poi, il miracolo: appassionarsi ai buoni che sono buoni ma non sono fessi, e odiare i cattivi che son cattivi (e basta!). E parteggiare, tifare, e nel finale essere felici - cazzo! felici! - che il film è un trionfo per i buoni, e una randellata sulla coppa per i cattivi.

Se c’è un senso nel cinema di cassetta, allora il senso è un film come
Avatar. Buoni sentimenti, grande azione, e bella storia. Fine. Applausi.

(Peccato, una volta di più, constatare che siamo in Italia: l’ultimo paese al mondo ad averlo potuto vedere,
per non metterlo in concorrenza con i cinepanettoni di Pieraccioni e De Sica. Peccato, magari si smerdavano alla grande: come meritano.)
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io & freddie

Mike Dawson è un appassionato dei Queen. È un disegnatore di fumetti. Racconta la sua storia, accompagnata sempre da Freddie Mercury, May e George Michael, in un bellissimo romanzo a fumetti che si intitola Io & Freddie. Me l’ha prestato Arturo, e se lui mi ringrazia per Emmaus, io lo ringrazio per questa piccola gemma.

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il piccolo lord

Sarà l’età, sarà la stanchezza, sarà che in questi ultimi giorni ho avuto alcuni pensieri per la testa: ma ho visto Il piccolo lord, stasera su Rete4, e mi son commosso parecchio, e mi son divertito molto, e ho fatto il tifo per i nostri eroi e Alec Guinness come se avessi otto anni e lo stessi vedendo per la prima volta. È che lo conosco a memoria.
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come la giri, sempre merda rimane

Il fatto che io sia fan di Sofri e Bordone, e di Condor, il loro programma radiofonico su Radio2, lo devi tenere bene a mente, quando dico che: Traffic, il programma che sostituisce Condor, è un’offesa all’intelligenza umana, e a quella degli ascoltatori della Rai.

Il fatto che io sia fan di Sofri, Bordone e Condor, però, non c’entra nulla con la seguente frase: Traffic è un’offesa all’intelligenza umana.

Il fatto che le due frasi precedenti siano uguali
non è un caso.

Non me ne frega niente, proprio niente, che possa avere successo (siamo dalle parti del successo di Amici di Maria De Filippi, in ogni caso: buttalo via, ma la ciccia sta da un’altra parte). Sostituire un programma culturale, divertente, leggero e interessante come Condor con questo è offensivo, e spero che alla dirigenza che ha permesso una cosa simile si smagnetizzi l’hard disk. Gli freghino la bicicletta. Si inondi la cantina. Il controllore faccia loro una multa sul tram. L’Agenzia delle entrate decida di fare dei controlli su di loro, e li trovi anche in regola, ma che li inchiodi per sette, otto mesi, e rompa loro le balle in maniera cosmica. Credo che non si meritino altro.

(Nel frattempo,
qui si sta cercando di ricostruire l’intera storia di Condor: appena pronta, mi scarico tutte le puntate.)
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O-o

La versione 3.1.1 di OpenOffice, attualmente disponibile qui, mi sta facendo un po’ di casini sul mio MacBook Pro. Non so a te.
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coi miei soliti vent'anni eccetera

Sto ascoltando Rage In Eden, degli Ultravox: non è male. Non posso dire sia un album bellissimo in assoluto, perché non conosco la discografia del gruppo e non so collocarlo. Però preso com’è, non è male.
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porci con le ali

Taglio subito tutti i discorsi sul sesso, la sessualità, l’erotismo che ci sono nel libro, oltre che gli atti stessi, che sono divertenti ma fino a un certo punto - e semmai mi interessano di più per capire quante paranoie politiche ci si poteva fare per una scopata, quarant’anni fa. Ci sono dei punti in Porci con le ali che sono belli e punto (l’inizio del capitolo “Mettiti la maglietta, Vladimir Ilic!” ), e altri che fanno riflettere. Perché ce li siamo lasciati alle spalle, certi pensieri (... vero?), o perché magari sono attuali ancora oggi.

Tipo:

[...] Rocco che cos’ha di diverso da me? Il cazzo, e basta. Per il resto siamo uguali. Studenti. Di sinistra, che non è più una cosa tanto eroica. Siamo due di cui parlano tutti, perché tutti parlano dei giovani, ma non parliamo mai. Non abbiamo diritto di parola. Ci spostano di qui e di lì, chiacchierando pomposamente dei nostri bisogni [..]


Amen.

(Rocco era il protagonista maschile
del romanzo, l’alter ego dell’autore del romanzo: Marco Lombardo Radice. L’edizione che ho comprato, che è una ristampa di quella del 1996, c’è una bella introduzione dell’altra autrice Lidia Ravera - Antonia, nel romanzo - e nei momenti in cui parla di Marco, che è morto nell’89, ha un tono dolce, come quelli che parlano degli amici che se ne sono andati.)
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una parola che non si usa quasi mai

Poi mi chiedono ancora perché Obama mi piace da morire. È una questione morale: sa dove sta il bene e sa dove sta il male, e sa anche cosa vuol dire “responsabilità”.

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all'ingrasso

Altro post prettamente inutile: in questi giorni a Gubbio ho mangiato così tanto (e così bene) che non riesco più a chiudere i jeans...
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il bar ha riaperto

È con immenso piacere che posso annunciarti che Arti ha riaperto il bar. Una visita è d’obbligo.
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le finestre ridono

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Un film incredibile, ancora oggi. M’ha messo un’ansia terribile: merita una visione attenta, anche se ci sono dei particolari che mi sfuggono (qualcuno sa spiegarmi il senso dell’accendino con le iniziali di Buono Legnani?).
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neve

Sono venuto a trovare il caro Arti, quiggiù a Gubbio: e nevica. La città è molto più vecchia e verde di Mestre, e vederla così bianca è uno spettacolo incredibile.

(Attenzione: questo post è altamente inutile!)
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love actually

«Love actually is all around», dice Hugh Grant all’inizio del film. In questi giorni la Dolcissima e io l’abbiamo rivisto, Love Actually, ed è una gran commedia romantica. Sono bravi quasi tutti, alcuni a livello davvero eccezionale: per esempio, Bill Nighy, che sta diventando rapidamente il mio attore preferito per questo mese.

Qui puoi trovare il video della canzone interpretata dal suo personaggio, Billy Mack. Guardalo, merita, ed è divertentissimo.

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