baricco

Sofri dice che Baricco l’ha scritto bene, questo pezzo: secondo me inciampa parecchio nella prima parte (oltre ad avere parecchi rimandi veltroniani: «ma anche» in ogni paragrafo), però in fondo in fondo sono d’accordo con lui. Per il momento è questa l’analisi che mi posso permettere del suo pezzo.

Da considerare che
ha smosso parecchio le acque, e direi che va bene.
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nuovo me

Visto che c’erano, quelli di Apple hanno rinnovato la schermata iniziale di MobileMe: fino a ieri i campi utente e password erano uno sopra l’altro, e le icone in alto; adesso sono così:

me 2

e mi piacciono assai.
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e per dire

Una cosa che non sai, il romanzo di Fabio Landini che ho comprato d’impulso domenica pomeriggio, è davvero bello. Ho superato senza fatica pagina cento, nel giro di un paio d’ore (effettive) di lettura: non mi capita sempre.
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safari 4

Sto provando la beta di Safari 4: fino a oggi viaggiavo con la Developer preview, ma vedo che le migliorie sono state enormi. Per dire: sul mio MacBook è davvero più veloce, come te lo vende Apple (faccio notare che lo dà gratis, “vende” è un modo di dire). L’etichetta dei tab sul margine superiore è strana, ma mi ci posso abituare. Vorrei poter tornare alla barra di progressione all’interno della barra degli indirizzi, e qui ho trovato come fare (grazie al solito Gruber), ma non ho mai pasticciato con le righe di comando e ho un po’ di timore. Ma lo farò, magari non di sera quando sono stanco, ma lo farò.

Dopo cinque minuti, Safari 4 mi sembra un ottimo miglioramento rispetto al passato.
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analisi tipografica dei segnali stradali italiani

A cura di Ralf Herrmann. Mi ha fatto piegare dal ridere, e poi mi ha fatto pensare che non ne facciamo una giusta, questo passaggio:

A typical mistake is not to limit the amount of information on the sign. One sign in Italy may present dozens of targets and additional information which are impossible to read even if you would slow down.
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altrove da me

(Recupero questa mia recensione grazie a questo sito.)

Una volta un libro come questo l’avresti chiamato “romanzo di formazione”. Almeno: una volta io un libro come questo l’avrei chiamato “romanzo di formazione”. Adesso però viviamo in un tempo un po’ così, e romanzo è un termine che sta stretto a molti. Allora, questo libro lo chiamo “tracce di formazione”. Perché a leggerle tutte, le 145 pagine del libro, sembra che ti rimangano addosso queste tracce, queste impressioni. La protagonista del romanzo vive una vita in cui è sostanzialmente sola, in compagnia di una bestia nera che più volte tutti noi affrontiamo, e che chiama Disagio. Persino il cambio di carattere, per segnalare le potenzialità distruttive del Disagio.

Durante il romanzo incontra Saggi un po’ matti e un po’ inesistenti, affronta mutazioni in pesce che impediscono comunicazioni di sorta, telefonate oscene che si spiegano in insoliti finali; noi scopriamo che anche i mobili di una casa hanno un’anima, o almeno: arriviamo a credere che possano averla, e che esistono persone che vanno alla ricerca di meraviglie per la gente che li paga. (Magari incontrarne uno.)

Lo stile di Lucilla è un incastro di ironia nera, nerissima, di quelle che mi fanno impazzire, e lucida follia. Aggruma parole, una dopo l’altra, e costruisce il suo universo oscuro, spietato e assurdo in cui tutto, anche se non ha una spiegazione, funziona lo stesso (improvvisi abbandoni, morti apparenti e altrettanto apparenti ricomparse, e via così ). Varia l’ormai classico tema dell’incomunicabilità tra gli umani, e ci miscela assieme la crescita che ognuno di noi deve fare dall’adolescenza all’età adulta (e i relativi conti col Disagio, o disagio, a seconda delle persone), con qualche tono fiabesco in alcuni punti del libro – pochi, a dir la verità.

Dubito che sia necessario ribadirlo, ma il libro m’è piaciuto parecchio: è strano, t’incolla addosso lo stesso straniamento della protagonista, e il procedere degli eventi è assolutamente imprevedibile. Da leggere, se non altro per rispetto nei confronti di chi l’ha scritto e di chi l’ha pubblicato (o meglio: osato pubblicare). Da segnalare, infine, la splendida copertina di Francesca Santamaria, matita de I Sognatori, qui sicuramente alla sua prova migliore.
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wall•e

Il bellissimo Wall•E ha vinto soltanto l’Oscar come miglior film d’animazione: che stronzi.

Io la penso esattamente come
John Gruber:

WALL-E, it says here, will win out in the end: not just remembered but still being watched, loved, and critically acclaimed generations after it was released, and long after the Academy’s choices have been forgotten.

Amen.

Wall-E-animation-movie-1490
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le librerie, una scomoda verità

Bello (e lungo, t’avverto) questo post di Aldo Moscatelli sul problema librario in Italia.
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aggiornamientos

Ho aggiornato la pagina dei link, elencando tutto quello che leggo quotidianamente - o quasi; spero di non aver lasciato indietro nulla. Ho anche aggiunto un po’ di blog e siti di amici.
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and now for something completely different

Ho trovato il cofanetto con le serie complete dei Monty Python, ieri da Saturn. 35 euro, portato a casa e goduto subito. Miracolosi, altro non saprei dire per descriverli: e se non li conosci, su YouTube c’è il loro canale.
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l'oscuro mietitore

Niente di meglio che riderle in faccia, alla morte: come fa Simone.
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storia del Newton, ancora

Seconda, terza e quarta parte dell’articolo sulla storia del Newton: da leggere. Grazie a Riccardo Mori.
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distrarsi

Di fronte a Franceschini e Sanremo, non ce la posso fare. Allora ti consiglio due trailer: G.I.Joe e il nuovo Transformers.

(Ché poi magari Franceschini diventerà il leader migliore della storia: è come ci è arrivato che mi lascia perplesso.)
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voglio la mamma

«È tornato l’ottimismo, la fiducia, la voglia di combattere»: Dario Franceschini, nuovo segretario del Partito democratico. Io voglio la mia mamma.

(Via
Ansa.)
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scarpa e i romanzi d'eccellenza

Ho ritrovato questo vecchio e bell’articolo di Tiziano Scarpa su una tendenza purtroppo ancora valida nel mondo letterario italiano: i super-romanzi, o romanzi d’eccellenza.
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chi ci mette la faccia

Napolitano taglia un po’ le spese. Speriamo dia il buon esempio a chi tiene stipendi alti.
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mi sono innamorato

Indexhibit è una cosa bellissima. E Virginia e io festeggiamo l’ennesimo mesiversario: mai abbastanza!
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memento

Sarà un paio d’anni che la conosco, la Capurso. Prima solo per racconti & email, poi è entrata in redazione, siamo diventati amici. È una mia amica. Ci vediamo pochissimo, ci saremo visti tre o quattro volte in tutto questo tempo. Non ci sentiamo spesso, purtroppo: mi piacerebbe sentirla di più.

E quasi ogni volta penso: perché non ho scritto un racconto come
questo? Quasi ogni volta. Le volte che non lo penso sono quando leggo pezzi che non sono suoi.

Chapeau, bionda.
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storia del Newton

Interessantissimo pezzo sulla storia del Newton: sul bel blog di Riccardo Mori. Qui la prima parte.
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non si salva nessuno

Fatemi stare cinque minuti soltanto col montatore che taglia i film di La7 per la pubblicità, grazie.
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frasi epiche

Un amico mi fa scoppiare a ridere, riportandomi queste sue:

(Io ad un ricevimento con professoressa)
«Buongiorno, volevo dirle che ho intenzione di frequentare il suo corso da non-frequentante»

(Io allo stesso ricevimento)
Prof: «Con chi si è laureato?»
Io: «Non me lo ricordo»
Prof: «...»
Io: «No, giuro, non riesco a ricordarmi il nome. Aspetti un attimo, fuori c’è la mia ragazza, forse lei se lo ricorda»

(Io nel corridoio, in mezzo ad altra gente)
«Cara, ti ricordi come si chiama L’INSEGNANTE con cui HO FATTO la laurea?»
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stasera ho guardato la tv

Tra l’altro, bella la puntata di Otto e mezzo.
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stasera guardo la tv

C’è Quinto potere su La7: su Imdb e Wikipedia, per chi non lo conoscesse.
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malesangue

Grande Marco Montanaro, ha un blog d’interviste. Bellissimo.
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testamento biologico

Dovessi morire, voglio essere bruciato (cremato, si dice, no?) con questo libro.

copj13.asp
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forse il gin tonic

Mi permetto di copiare paro paro quest’ultimo post di Luca Sofri.

La sera che è morto il PD, avevo appuntamento con Pippo Civati per fare due chiacchiere sul PD. Si sapeva che stava male, ma non ci saremmo aspettati questa fine. Siamo andati in un bar e abbiamo fatto un brindisi a Walter Veltroni. Il gin tonic ha aumentato il mio stordimento, e l’ebbrezza del cambiamento qualsivoglia si è mescolata a una tristezza da fallimento. Ho pensato che forse era sbagliato il PD, e forse solo la bravura di Veltroni in campagna elettorale ha alimentato l’illusione che si potesse fare una cosa così. Poi la bravura è passata, e si è visto che sotto il PD c’erano tutti i fallimenti e le mediocrità di prima, e nessuno aveva davvero intenzione di rimuoverli. E se metti dei rapinatori a fare la guardia alla cassaforte, e quelli poi si rubano la cassaforte, ti vengono dei dubbi sulla bontà dell’idea. Forse bisognava fare altro. O forse è il gin tonic.
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ordinaria follia urbana

L’amico Max Santarossa inizia a recuperare i primi racconti pubblicati su varie riviste e quotidiani, e li posta nel blog del suo Space. Odio MySpace, ma questa cosa merita. (Con noi ha pubblicato nel #15 di inutile.)
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pensiamo ad altro

Per esempio, al fatto che oggi su inutile è stato pubblicato un racconto di Giacomo Buratti, che - sempre oggi - è presente nell’antologia Rien ne va plus. Il racconto è bello, lui è bravo, e gli piace Mr. Wiggles. Cosa chiedere di più?
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e mo'?

Nel PD ci credo, il progetto m’è piaciuto e piace, non avevo grossi dubbi quando ci sono state le politiche: da parecchio sono tra quelli che vorrebbero un rinnovamento vero della classe dirigente della sinistra italiana.

Bene che Veltroni presenti le dimissioni: il problema è chi verrà dopo di lui, visto che rinnovamenti ce ne son stati davvero pochi.
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sempre troppo tardi

veltroni_dimissioni
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eva e adamo

Il caro Enrico su Il primo amore, una delle riviste più belle che ci siano in giro.
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minchia signor shakespeare!

Tomas mi gira questo link dal Corriere: è ufficiale, secondo Roberto Giacobbo di Voyager il Bardo è nato a Messina.

Non ho parole.
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if you ever seen a one-trick pony then you've seen me

The wrestler, ultima canzone dell’ultimo disco di Springsten (tecnicamente una bonus track) è ipnotica. Non riesco a smettere di ascoltarla, nonostante siano le due di notte abbondanti e vorrei dormire. Ho scovato questo sito, per linkarti il testo: e in realtà è in pieno di informazioni bellissime. Tipo: Springsteen che chiama nel cuore della notte Mickey Rourke e gli dice: senti, non so se ce la faccio, ma ci provo. Bruce Springsteen, capisci? Poi più sotto dice anche che ha fatto la canzone “for free”.

Qui c’è un video con le immagini del film e la canzone: è la versione lunga che va sotto i titoli di coda.
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quando mi sono inventato che "inutile fa cultura", intendo una cosa così

Yeah.
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fiesta no, eh

Giuro che appena finisco di leggere Rien ne va plus mi metto a leggere qualcosa di Hemingway. Già volevo farlo: è che mi sono arrivati questi due libri per posta (Rien ne va plus, appunto, e Making Movies, e uno lo devo recensire, ecco). Però appena finisco il libro curato da Enrico, giuro, qualcosa di Hemingway.

Però
Fiesta no, eh. Che l’ho già letto: bellissimo. E neanche Il vecchio e il mare, che m’ha fatto schifo.
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quinta stagione

Premesso che la qualità dell’intera serie è piuttosto alta (eccezion fatta in certi punti, e comprensibilmente, per il primo anno), credo che finora la quinta stagione di Buffy The Vampire Slayer sia la migliore che ho visto. Alcuni episodi sono dei capolavori: penso a The Body, o a The Weight Of The World, o The Gift. Joss Whedon dice che aveva pensato a quest’ultimo episodio come finale dell’intera serie: non avrebbe sfigurato.
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no more Facebook

Se tu entri in un Apple Store vero, e molto probabilmente anche in un Apple Premium Reseller (tipo questo, vicino a casa mia), troverai un sacco di Mac funzionanti e collegati a internet, iPod su cui puoi cincischiare, e in altri paesi - USA soprattutto - anche iPhone funzionanti (*). Il senso di tutto questo è che tu possa smanettare libero, goderti l’esperienza, tornare la settimana dopo, godertela ancora di più, e alla fine comprarti un Mac/iPod/iPhone. Date le vendite sempre in crescita, direi che funziona.

Quando però la gente entra in un Apple Store e s’attacca al Mac in prova per aggiornare il suo Facebook, potrebbe diventare difficile trovare una postazione libera: e ci credo, visto il tempo che - stimo - alcuni “amici” di inutile passano su quella cosa. Così
Apple ha deciso di bloccare l’accesso a Facebook, come già fece per MySpace e altri siti che impedivano ai clienti normali di provare il computer, perché qualche cretino s’era messo a farsi i cazzi suoi per troppo tempo.

(*) Poi questi campioni di prova vengono rivenduti,
ricondizionati, a prezzo inferiore.
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perseverare

Cara redazione di Granta,

sono stato molto contento di aver sottoscritto il vostro abbonamento, nel febbraio del 2008, o giù di lì. Per quanto non abbia ricevuto tutti i numeri (me ne manca infatti uno: accidenti!), trovo che la vostra sia una rivista bella, fatta davvero bene. In ogni numero c’è sicuramente più d’un articolo interessante, e alcuni li ricordo con molto piacere. Per non parlare della parte narrativa.

È solo che non riesco a leggerli tutti, capite? Mi manca il tempo. Ho i numeri del 2008 da una parte, ogni tanto ne tiro fuori uno e lo sfoglio, ma non mi viene mai voglia di leggerlo intero. Colpa mia, difetto mio, lo so. Ma è per questo che non ho rinnovato l’abbonamento per il 2009, per quanto mi costerebbe più o meno la metà rispetto all’anno scorso (grazie al cambio particolarmente favorevole, di questi tempi).

Però voi non scrivetemi tre lettere (tre!) per ricordarmi che non ho rinnovato l’abbonamento: lo so. Mi dispiace pure non averlo fatto, ma non vedo molte alternative. Non rompete il cazzo, adesso.

Sincerely,
MS
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big contrarian

Quasi me l’ero dimenticato: Jack Shedd ha ripreso coi suoi post sul suo blog, “Big Contrarian”. Secondo me è un ottimo blog.
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le trasmissione hanno ripreso con un ragionevole ritardo

Se ti sei chiesto come mai questo sito è rimasto inaccessibile per qualche giorno (dalla mattina del 3 al pomeriggio del 7 di febbraio), anche se credo che non siate in tanti, la risposta è: operazioni di manutenzione. Bella no?

Ho cambiato mantainer, cioè chi mi ospita. Adesso vado meglio. Adesso puoi riprendere la tua vita, immutata dopo questa grande notizia!
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il rovescio della medaglia

Bisogna stare attenti quando si diventa Presidente degli USA: potresti diventare un sogno osée.

(Via
Ansa.)
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Hitler era innocente, una recensione

Glauco recensisce Hitler era innocente.
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taac

Renato Pozzetto nella nuova pubblicità del Ministero del Welfare. Molto carina: qui c’è il video.
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non vi lascerò orfani, 2

Letto e finito, un bel libro: nessuno si aspetti il romanzo del 2009, anche perché questo non è propriamente un romanzo: è la storia della famiglia di Daria Bignardi, incentrata in particolare sulla madre. Pacata, dolce e precisa anche nel raccontare gli episodi più brutti, mi ha ricordato da vicino l’anno scorso - e forse è per questo che l’ho comprato. Alcune pagine mi hanno fatto anche piangere, in autobus. Mi è piaciuto.
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non vi lascerò orfani

Ho comprato il libro della Bignardi: è bello.
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WOAD, 3

È che il suono è moderno, capisci? È sempre il Boss, ma è il Boss calato completamente nel presente. Il che non significa svendere quello che hai fatto per trent’anni a qualche moda nuova, né mettere effetti a tutti i suoni che produci. Significa stare attenti, non ripete sempre in maniera perfetta quello che hai sempre fatto: ma scartare, saper scartare di lato. Quello che Guccini fa in rare occasioni, ma ci va bene perché a noi lui va bene così com’è (e un miracolo come Lettera non è facile da bissare): e però il Boss no, il Boss va bene che non si ripeta mai troppo uguale a prima.

E c’è riuscito, mannaggia.
Working On A Dream (a parte il brano omonimo) è un disco fortissimo, compatto, soprattutto bello. Con qualche colpo di genio, qualche canzone che cantata ai concerti spaccherà fuori tutto, e una coppia di gemme finali e dolcissime, The Last Carnival (butto là: scritta pensando a Danni) e The Wrestler, dal film omonimo.

(
Ondarock invece lo stronca: fai te. E sappi che non faccio testo, ormai.)
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can you hear me?

Outlaw Pete mi gasa non poco.
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WOAD, 2

Ok, l’ho ascoltato di sfuggita: era in sottofondo mentre facevo una riunioncina lampo per inutile. Però c’è da dire questo: il singolo, Working On A Dream, è sicuramente meno bello del disco intero. In complesso, mi piace - c’è qualcosa di Springsteen che non mi piace? - però mi riservo un giudizio più approfondito appena l’ho ascoltato meglio.

Il disco, va da sé, è dedicato a
Danny Federici.

woad
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morphine child

Ho appena buttato su Poets & Madmen, l’ultimo disco dei Savatage, anno 2001. Pensavo che sarebbe bello che facessero un nuovo disco, ché i Jon Oliva’s Pain sì, son fighi (è sempre Jon Oliva), ma Poets & Madmen, Streets, Gutter Ballet, The Wake Of Magellan... sigh.

(C’è da dire che hanno - finalmente - rinnovato il sito, e radunato tutta la famiglia:
JoP, CircleIICircle, Trans-Siberian Orchestra, eccetera.)
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clifford

Me lo sento vicino, in qualche modo. Jack Shedd su suo padre.
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