feb 2009
baricco
Sofri dice che Baricco l’ha
scritto bene, questo pezzo: secondo me inciampa
parecchio nella prima parte (oltre ad avere
parecchi rimandi veltroniani: «ma anche» in ogni
paragrafo), però in fondo in fondo sono d’accordo
con lui. Per il momento è questa l’analisi che mi
posso permettere del suo pezzo.
Da considerare che ha smosso parecchio le acque, e direi che va bene.
Da considerare che ha smosso parecchio le acque, e direi che va bene.
|
nuovo me
Visto che
c’erano, quelli di Apple hanno rinnovato la schermata
iniziale di MobileMe: fino a ieri i campi
utente e password erano uno sopra l’altro, e le
icone in alto; adesso sono così:

e mi piacciono assai.

e mi piacciono assai.
e per dire
24/02/09 21:03 Archiviato in: libri
Una cosa che non
sai, il romanzo di Fabio
Landini che ho comprato d’impulso domenica
pomeriggio, è davvero bello. Ho superato senza
fatica pagina cento, nel giro di un paio d’ore
(effettive) di lettura: non mi capita
sempre.
safari 4
Sto provando
la beta di Safari 4: fino a oggi
viaggiavo con la Developer preview, ma vedo che le
migliorie sono state enormi. Per dire: sul mio
MacBook è davvero più veloce, come te lo vende
Apple (faccio notare che lo dà gratis, “vende” è
un modo di dire). L’etichetta dei tab sul margine
superiore è strana, ma mi ci posso abituare.
Vorrei poter tornare alla barra di progressione
all’interno
della
barra degli indirizzi, e qui ho trovato come fare
(grazie al solito Gruber), ma non ho mai
pasticciato con le righe di comando e ho un po’ di
timore. Ma lo farò, magari non di sera quando sono
stanco, ma lo farò.
Dopo cinque minuti, Safari 4 mi sembra un ottimo miglioramento rispetto al passato.
Dopo cinque minuti, Safari 4 mi sembra un ottimo miglioramento rispetto al passato.
analisi tipografica dei segnali stradali italiani
A cura di Ralf
Herrmann. Mi ha fatto piegare
dal ridere, e poi mi ha fatto pensare che non ne
facciamo una giusta, questo passaggio:
A typical mistake is not to limit the amount of information on the sign. One sign in Italy may present dozens of targets and additional information which are impossible to read even if you would slow down.
A typical mistake is not to limit the amount of information on the sign. One sign in Italy may present dozens of targets and additional information which are impossible to read even if you would slow down.
altrove da me
(Recupero
questa mia recensione grazie a questo sito.)
Una volta un libro come questo l’avresti chiamato “romanzo di formazione”. Almeno: una volta io un libro come questo l’avrei chiamato “romanzo di formazione”. Adesso però viviamo in un tempo un po’ così, e romanzo è un termine che sta stretto a molti. Allora, questo libro lo chiamo “tracce di formazione”. Perché a leggerle tutte, le 145 pagine del libro, sembra che ti rimangano addosso queste tracce, queste impressioni. La protagonista del romanzo vive una vita in cui è sostanzialmente sola, in compagnia di una bestia nera che più volte tutti noi affrontiamo, e che chiama Disagio. Persino il cambio di carattere, per segnalare le potenzialità distruttive del Disagio.
Durante il romanzo incontra Saggi un po’ matti e un po’ inesistenti, affronta mutazioni in pesce che impediscono comunicazioni di sorta, telefonate oscene che si spiegano in insoliti finali; noi scopriamo che anche i mobili di una casa hanno un’anima, o almeno: arriviamo a credere che possano averla, e che esistono persone che vanno alla ricerca di meraviglie per la gente che li paga. (Magari incontrarne uno.)
Lo stile di Lucilla è un incastro di ironia nera, nerissima, di quelle che mi fanno impazzire, e lucida follia. Aggruma parole, una dopo l’altra, e costruisce il suo universo oscuro, spietato e assurdo in cui tutto, anche se non ha una spiegazione, funziona lo stesso (improvvisi abbandoni, morti apparenti e altrettanto apparenti ricomparse, e via così ). Varia l’ormai classico tema dell’incomunicabilità tra gli umani, e ci miscela assieme la crescita che ognuno di noi deve fare dall’adolescenza all’età adulta (e i relativi conti col Disagio, o disagio, a seconda delle persone), con qualche tono fiabesco in alcuni punti del libro – pochi, a dir la verità.
Dubito che sia necessario ribadirlo, ma il libro m’è piaciuto parecchio: è strano, t’incolla addosso lo stesso straniamento della protagonista, e il procedere degli eventi è assolutamente imprevedibile. Da leggere, se non altro per rispetto nei confronti di chi l’ha scritto e di chi l’ha pubblicato (o meglio: osato pubblicare). Da segnalare, infine, la splendida copertina di Francesca Santamaria, matita de I Sognatori, qui sicuramente alla sua prova migliore.
Una volta un libro come questo l’avresti chiamato “romanzo di formazione”. Almeno: una volta io un libro come questo l’avrei chiamato “romanzo di formazione”. Adesso però viviamo in un tempo un po’ così, e romanzo è un termine che sta stretto a molti. Allora, questo libro lo chiamo “tracce di formazione”. Perché a leggerle tutte, le 145 pagine del libro, sembra che ti rimangano addosso queste tracce, queste impressioni. La protagonista del romanzo vive una vita in cui è sostanzialmente sola, in compagnia di una bestia nera che più volte tutti noi affrontiamo, e che chiama Disagio. Persino il cambio di carattere, per segnalare le potenzialità distruttive del Disagio.
Durante il romanzo incontra Saggi un po’ matti e un po’ inesistenti, affronta mutazioni in pesce che impediscono comunicazioni di sorta, telefonate oscene che si spiegano in insoliti finali; noi scopriamo che anche i mobili di una casa hanno un’anima, o almeno: arriviamo a credere che possano averla, e che esistono persone che vanno alla ricerca di meraviglie per la gente che li paga. (Magari incontrarne uno.)
Lo stile di Lucilla è un incastro di ironia nera, nerissima, di quelle che mi fanno impazzire, e lucida follia. Aggruma parole, una dopo l’altra, e costruisce il suo universo oscuro, spietato e assurdo in cui tutto, anche se non ha una spiegazione, funziona lo stesso (improvvisi abbandoni, morti apparenti e altrettanto apparenti ricomparse, e via così ). Varia l’ormai classico tema dell’incomunicabilità tra gli umani, e ci miscela assieme la crescita che ognuno di noi deve fare dall’adolescenza all’età adulta (e i relativi conti col Disagio, o disagio, a seconda delle persone), con qualche tono fiabesco in alcuni punti del libro – pochi, a dir la verità.
Dubito che sia necessario ribadirlo, ma il libro m’è piaciuto parecchio: è strano, t’incolla addosso lo stesso straniamento della protagonista, e il procedere degli eventi è assolutamente imprevedibile. Da leggere, se non altro per rispetto nei confronti di chi l’ha scritto e di chi l’ha pubblicato (o meglio: osato pubblicare). Da segnalare, infine, la splendida copertina di Francesca Santamaria, matita de I Sognatori, qui sicuramente alla sua prova migliore.
wall•e
Il bellissimo
Wall•E ha vinto soltanto l’Oscar come miglior film
d’animazione: che stronzi.
Io la penso esattamente come John Gruber:
WALL-E, it says here, will win out in the end: not just remembered but still being watched, loved, and critically acclaimed generations after it was released, and long after the Academy’s choices have been forgotten.
Amen.
Io la penso esattamente come John Gruber:
WALL-E, it says here, will win out in the end: not just remembered but still being watched, loved, and critically acclaimed generations after it was released, and long after the Academy’s choices have been forgotten.
Amen.
le librerie, una scomoda verità
23/02/09 20:33 Archiviato in: link
aggiornamientos
22/02/09 14:19 Archiviato in: ms
Ho
aggiornato la pagina dei link,
elencando tutto quello che leggo quotidianamente -
o quasi; spero di non aver lasciato indietro
nulla. Ho anche aggiunto un po’ di blog e siti di
amici.
and now for something completely different
22/02/09 14:17 Archiviato in: film
Ho trovato
il cofanetto con le serie complete dei
Monty Python, ieri
da Saturn. 35 euro, portato a casa e goduto
subito. Miracolosi, altro non saprei dire per
descriverli: e se non li conosci, su YouTube
c’è il loro canale.
l'oscuro mietitore
22/02/09 14:12 Archiviato in: link
storia del Newton, ancora
Seconda,
terza e
quarta parte
dell’articolo sulla storia del Newton: da leggere.
Grazie a Riccardo Mori.
distrarsi
Di fronte
a Franceschini e Sanremo, non ce la posso fare.
Allora ti consiglio due trailer: G.I.Joe e il
nuovo Transformers.
(Ché poi magari Franceschini diventerà il leader migliore della storia: è come ci è arrivato che mi lascia perplesso.)
(Ché poi magari Franceschini diventerà il leader migliore della storia: è come ci è arrivato che mi lascia perplesso.)
voglio la mamma
«È tornato
l’ottimismo, la fiducia, la voglia di combattere»:
Dario Franceschini, nuovo segretario del Partito
democratico. Io voglio la mia mamma.
(Via Ansa.)
(Via Ansa.)
scarpa e i romanzi d'eccellenza
Ho
ritrovato questo vecchio e bell’articolo di
Tiziano Scarpa su una
tendenza purtroppo ancora valida nel mondo
letterario italiano: i super-romanzi, o romanzi
d’eccellenza.
mi sono innamorato
Indexhibit è una
cosa bellissima. E Virginia e io festeggiamo
l’ennesimo mesiversario: mai abbastanza!
memento
Sarà un
paio d’anni che la conosco, la Capurso. Prima solo
per racconti & email, poi è entrata in redazione,
siamo diventati amici. È una mia amica. Ci
vediamo pochissimo, ci saremo visti tre o quattro
volte in tutto questo tempo. Non ci sentiamo spesso,
purtroppo: mi piacerebbe sentirla di più.
E quasi ogni volta penso: perché non ho scritto un racconto come questo? Quasi ogni volta. Le volte che non lo penso sono quando leggo pezzi che non sono suoi.
Chapeau, bionda.
E quasi ogni volta penso: perché non ho scritto un racconto come questo? Quasi ogni volta. Le volte che non lo penso sono quando leggo pezzi che non sono suoi.
Chapeau, bionda.
storia del Newton
non si salva nessuno
18/02/09 22:21 Archiviato in: film
frasi epiche
18/02/09 21:27 Archiviato in: ms
Un amico
mi fa scoppiare a ridere, riportandomi queste sue:
(Io ad un ricevimento con professoressa)
«Buongiorno, volevo dirle che ho intenzione di frequentare il suo corso da non-frequentante»
(Io allo stesso ricevimento)
Prof: «Con chi si è laureato?»
Io: «Non me lo ricordo»
Prof: «...»
Io: «No, giuro, non riesco a ricordarmi il nome. Aspetti un attimo, fuori c’è la mia ragazza, forse lei se lo ricorda»
(Io nel corridoio, in mezzo ad altra gente)
«Cara, ti ricordi come si chiama L’INSEGNANTE con cui HO FATTO la laurea?»
(Io ad un ricevimento con professoressa)
«Buongiorno, volevo dirle che ho intenzione di frequentare il suo corso da non-frequentante»
(Io allo stesso ricevimento)
Prof: «Con chi si è laureato?»
Io: «Non me lo ricordo»
Prof: «...»
Io: «No, giuro, non riesco a ricordarmi il nome. Aspetti un attimo, fuori c’è la mia ragazza, forse lei se lo ricorda»
(Io nel corridoio, in mezzo ad altra gente)
«Cara, ti ricordi come si chiama L’INSEGNANTE con cui HO FATTO la laurea?»
stasera guardo la tv
18/02/09 20:31 Archiviato in: film
malesangue
18/02/09 19:58 Archiviato in: link
forse il gin tonic
Mi permetto
di copiare paro paro quest’ultimo post
di Luca
Sofri.
La sera che è morto il PD, avevo appuntamento con Pippo Civati per fare due chiacchiere sul PD. Si sapeva che stava male, ma non ci saremmo aspettati questa fine. Siamo andati in un bar e abbiamo fatto un brindisi a Walter Veltroni. Il gin tonic ha aumentato il mio stordimento, e l’ebbrezza del cambiamento qualsivoglia si è mescolata a una tristezza da fallimento. Ho pensato che forse era sbagliato il PD, e forse solo la bravura di Veltroni in campagna elettorale ha alimentato l’illusione che si potesse fare una cosa così. Poi la bravura è passata, e si è visto che sotto il PD c’erano tutti i fallimenti e le mediocrità di prima, e nessuno aveva davvero intenzione di rimuoverli. E se metti dei rapinatori a fare la guardia alla cassaforte, e quelli poi si rubano la cassaforte, ti vengono dei dubbi sulla bontà dell’idea. Forse bisognava fare altro. O forse è il gin tonic.
La sera che è morto il PD, avevo appuntamento con Pippo Civati per fare due chiacchiere sul PD. Si sapeva che stava male, ma non ci saremmo aspettati questa fine. Siamo andati in un bar e abbiamo fatto un brindisi a Walter Veltroni. Il gin tonic ha aumentato il mio stordimento, e l’ebbrezza del cambiamento qualsivoglia si è mescolata a una tristezza da fallimento. Ho pensato che forse era sbagliato il PD, e forse solo la bravura di Veltroni in campagna elettorale ha alimentato l’illusione che si potesse fare una cosa così. Poi la bravura è passata, e si è visto che sotto il PD c’erano tutti i fallimenti e le mediocrità di prima, e nessuno aveva davvero intenzione di rimuoverli. E se metti dei rapinatori a fare la guardia alla cassaforte, e quelli poi si rubano la cassaforte, ti vengono dei dubbi sulla bontà dell’idea. Forse bisognava fare altro. O forse è il gin tonic.
ordinaria follia urbana
L’amico Max
Santarossa inizia a recuperare i primi racconti
pubblicati su varie riviste e quotidiani, e li posta
nel blog del suo Space. Odio
MySpace, ma questa cosa merita. (Con noi ha
pubblicato nel #15 di inutile.)
pensiamo ad altro
Per esempio,
al fatto che oggi su inutile
è stato
pubblicato un racconto di Giacomo Buratti, che - sempre oggi -
è presente nell’antologia Rien ne va
plus. Il racconto è bello,
lui è bravo, e gli piace Mr. Wiggles. Cosa chiedere di
più?
e mo'?
17/02/09 19:06 Archiviato in: italia
Nel PD ci
credo, il progetto m’è piaciuto e piace, non avevo
grossi dubbi quando ci sono state le politiche: da
parecchio sono tra quelli che vorrebbero un
rinnovamento vero della classe dirigente della
sinistra italiana.
Bene che Veltroni presenti le dimissioni: il problema è chi verrà dopo di lui, visto che rinnovamenti ce ne son stati davvero pochi.
Bene che Veltroni presenti le dimissioni: il problema è chi verrà dopo di lui, visto che rinnovamenti ce ne son stati davvero pochi.
eva e adamo
15/02/09 19:27 Archiviato in: link
minchia signor shakespeare!
13/02/09 20:16 Archiviato in: link
if you ever seen a one-trick pony then you've seen me
10/02/09 02:01 Archiviato in: musica
The
wrestler, ultima canzone
dell’ultimo disco
di
Springsten (tecnicamente una bonus track) è
ipnotica. Non riesco a smettere di ascoltarla,
nonostante siano le due di notte abbondanti e
vorrei dormire. Ho scovato questo sito, per linkarti il
testo: e in realtà è in pieno di informazioni
bellissime. Tipo: Springsteen che chiama nel cuore
della notte Mickey Rourke e gli dice: senti, non
so se ce la faccio, ma ci provo. Bruce
Springsteen, capisci? Poi più sotto dice anche che
ha fatto la canzone “for free”.
Qui c’è un video con le immagini del film e la canzone: è la versione lunga che va sotto i titoli di coda.
Qui c’è un video con le immagini del film e la canzone: è la versione lunga che va sotto i titoli di coda.
fiesta no, eh
09/02/09 02:05 Archiviato in: libri
Giuro che
appena finisco di leggere Rien ne va plus
mi metto a
leggere qualcosa di Hemingway. Già volevo farlo: è
che mi sono arrivati questi due libri per posta
(Rien ne va
plus, appunto, e
Making
Movies, e uno lo devo
recensire, ecco). Però appena finisco il libro
curato da Enrico, giuro, qualcosa di Hemingway.
Però Fiesta no, eh. Che l’ho già letto: bellissimo. E neanche Il vecchio e il mare, che m’ha fatto schifo.
Però Fiesta no, eh. Che l’ho già letto: bellissimo. E neanche Il vecchio e il mare, che m’ha fatto schifo.
quinta stagione
08/02/09 19:49 Archiviato in: film
Premesso che
la qualità dell’intera serie è piuttosto alta
(eccezion fatta in certi punti, e comprensibilmente,
per il primo anno), credo che finora la
quinta stagione di Buffy The Vampire
Slayer sia la migliore che ho
visto. Alcuni episodi sono dei capolavori: penso
a The
Body, o a
The
Weight Of The World, o The
Gift. Joss Whedon dice che aveva pensato
a quest’ultimo episodio come finale dell’intera
serie: non avrebbe sfigurato.
no more Facebook
Se tu entri
in un Apple Store vero, e molto
probabilmente anche in un Apple Premium Reseller
(tipo
questo, vicino a casa mia),
troverai un sacco di Mac funzionanti e collegati a
internet, iPod su cui puoi cincischiare, e in
altri paesi - USA soprattutto - anche iPhone
funzionanti (*). Il senso di
tutto questo è che tu possa smanettare libero,
goderti l’esperienza, tornare la settimana dopo,
godertela ancora di più, e alla fine comprarti un
Mac/iPod/iPhone. Date le vendite sempre in
crescita, direi che funziona.
Quando però la gente entra in un Apple Store e s’attacca al Mac in prova per aggiornare il suo Facebook, potrebbe diventare difficile trovare una postazione libera: e ci credo, visto il tempo che - stimo - alcuni “amici” di inutile passano su quella cosa. Così Apple ha deciso di bloccare l’accesso a Facebook, come già fece per MySpace e altri siti che impedivano ai clienti normali di provare il computer, perché qualche cretino s’era messo a farsi i cazzi suoi per troppo tempo.
(*) Poi questi campioni di prova vengono rivenduti, ricondizionati, a prezzo inferiore.
Quando però la gente entra in un Apple Store e s’attacca al Mac in prova per aggiornare il suo Facebook, potrebbe diventare difficile trovare una postazione libera: e ci credo, visto il tempo che - stimo - alcuni “amici” di inutile passano su quella cosa. Così Apple ha deciso di bloccare l’accesso a Facebook, come già fece per MySpace e altri siti che impedivano ai clienti normali di provare il computer, perché qualche cretino s’era messo a farsi i cazzi suoi per troppo tempo.
(*) Poi questi campioni di prova vengono rivenduti, ricondizionati, a prezzo inferiore.
perseverare
08/02/09 00:33 Archiviato in: link
Cara
redazione di Granta,
sono stato molto contento di aver sottoscritto il vostro abbonamento, nel febbraio del 2008, o giù di lì. Per quanto non abbia ricevuto tutti i numeri (me ne manca infatti uno: accidenti!), trovo che la vostra sia una rivista bella, fatta davvero bene. In ogni numero c’è sicuramente più d’un articolo interessante, e alcuni li ricordo con molto piacere. Per non parlare della parte narrativa.
È solo che non riesco a leggerli tutti, capite? Mi manca il tempo. Ho i numeri del 2008 da una parte, ogni tanto ne tiro fuori uno e lo sfoglio, ma non mi viene mai voglia di leggerlo intero. Colpa mia, difetto mio, lo so. Ma è per questo che non ho rinnovato l’abbonamento per il 2009, per quanto mi costerebbe più o meno la metà rispetto all’anno scorso (grazie al cambio particolarmente favorevole, di questi tempi).
Però voi non scrivetemi tre lettere (tre!) per ricordarmi che non ho rinnovato l’abbonamento: lo so. Mi dispiace pure non averlo fatto, ma non vedo molte alternative. Non rompete il cazzo, adesso.
Sincerely,
MS
sono stato molto contento di aver sottoscritto il vostro abbonamento, nel febbraio del 2008, o giù di lì. Per quanto non abbia ricevuto tutti i numeri (me ne manca infatti uno: accidenti!), trovo che la vostra sia una rivista bella, fatta davvero bene. In ogni numero c’è sicuramente più d’un articolo interessante, e alcuni li ricordo con molto piacere. Per non parlare della parte narrativa.
È solo che non riesco a leggerli tutti, capite? Mi manca il tempo. Ho i numeri del 2008 da una parte, ogni tanto ne tiro fuori uno e lo sfoglio, ma non mi viene mai voglia di leggerlo intero. Colpa mia, difetto mio, lo so. Ma è per questo che non ho rinnovato l’abbonamento per il 2009, per quanto mi costerebbe più o meno la metà rispetto all’anno scorso (grazie al cambio particolarmente favorevole, di questi tempi).
Però voi non scrivetemi tre lettere (tre!) per ricordarmi che non ho rinnovato l’abbonamento: lo so. Mi dispiace pure non averlo fatto, ma non vedo molte alternative. Non rompete il cazzo, adesso.
Sincerely,
MS
big contrarian
07/02/09 22:01 Archiviato in: link
Quasi me
l’ero dimenticato: Jack Shedd ha ripreso coi suoi
post sul suo blog, “Big Contrarian”. Secondo me è un
ottimo blog.
le trasmissione hanno ripreso con un ragionevole ritardo
07/02/09 19:33
Se ti sei
chiesto come mai questo sito è rimasto inaccessibile
per qualche giorno (dalla mattina del 3 al pomeriggio
del 7 di febbraio), anche se credo che non siate in
tanti, la risposta è: operazioni di manutenzione.
Bella no?
Ho cambiato mantainer, cioè chi mi ospita. Adesso vado meglio. Adesso puoi riprendere la tua vita, immutata dopo questa grande notizia!
Ho cambiato mantainer, cioè chi mi ospita. Adesso vado meglio. Adesso puoi riprendere la tua vita, immutata dopo questa grande notizia!
il rovescio della medaglia
07/02/09 19:15 Archiviato in: link
Bisogna stare
attenti quando si diventa Presidente degli USA:
potresti diventare un sogno osée.
(Via Ansa.)
(Via Ansa.)
Hitler era innocente, una recensione
07/02/09 14:42 Archiviato in: link
non vi lascerò orfani, 2
07/02/09 14:10 Archiviato in: libri
Letto e
finito, un bel libro: nessuno si aspetti il romanzo
del 2009, anche perché questo non è propriamente un
romanzo: è la storia della famiglia di Daria
Bignardi, incentrata in particolare sulla madre.
Pacata, dolce e precisa anche nel raccontare gli
episodi più brutti, mi ha ricordato da vicino l’anno
scorso - e forse è per questo che l’ho comprato.
Alcune pagine mi hanno fatto anche piangere, in
autobus. Mi è piaciuto.
non vi lascerò orfani
02/02/09 21:22 Archiviato in: libri
WOAD, 3
01/02/09 23:08 Archiviato in: recensione
| musica
È che il
suono è moderno, capisci? È sempre il Boss, ma è il
Boss calato completamente nel presente. Il che non
significa svendere quello che hai fatto per
trent’anni a qualche moda nuova, né mettere effetti a
tutti i suoni che produci. Significa stare attenti,
non ripete sempre in maniera perfetta quello che hai
sempre fatto: ma scartare, saper scartare di lato.
Quello che Guccini fa in rare occasioni, ma ci va
bene perché a noi lui va bene così com’è (e un
miracolo come Lettera non è facile da
bissare): e però il Boss no, il Boss va bene che
non si ripeta mai troppo uguale a prima.
E c’è riuscito, mannaggia. Working On A Dream (a parte il brano omonimo) è un disco fortissimo, compatto, soprattutto bello. Con qualche colpo di genio, qualche canzone che cantata ai concerti spaccherà fuori tutto, e una coppia di gemme finali e dolcissime, The Last Carnival (butto là: scritta pensando a Danni) e The Wrestler, dal film omonimo.
(Ondarock invece lo stronca: fai te. E sappi che non faccio testo, ormai.)
E c’è riuscito, mannaggia. Working On A Dream (a parte il brano omonimo) è un disco fortissimo, compatto, soprattutto bello. Con qualche colpo di genio, qualche canzone che cantata ai concerti spaccherà fuori tutto, e una coppia di gemme finali e dolcissime, The Last Carnival (butto là: scritta pensando a Danni) e The Wrestler, dal film omonimo.
(Ondarock invece lo stronca: fai te. E sappi che non faccio testo, ormai.)
WOAD, 2
01/02/09 19:26 Archiviato in: musica
Ok, l’ho
ascoltato di sfuggita: era in sottofondo mentre
facevo una riunioncina lampo per inutile. Però c’è da
dire questo: il singolo, Working
On A Dream, è
sicuramente meno bello del disco intero. In
complesso, mi piace - c’è qualcosa di Springsteen
che non mi piace? - però mi riservo un giudizio
più approfondito appena l’ho ascoltato meglio.
Il disco, va da sé, è dedicato a Danny Federici.
Il disco, va da sé, è dedicato a Danny Federici.
morphine child
01/02/09 14:44 Archiviato in: musica
Ho appena
buttato su Poets &
Madmen, l’ultimo disco
dei Savatage, anno 2001. Pensavo
che sarebbe bello che facessero un nuovo disco,
ché i Jon Oliva’s Pain sì, son fighi (è sempre Jon
Oliva), ma Poets &
Madmen, Streets,
Gutter
Ballet, The Wake Of
Magellan... sigh.
(C’è da dire che hanno - finalmente - rinnovato il sito, e radunato tutta la famiglia: JoP, CircleIICircle, Trans-Siberian Orchestra, eccetera.)
(C’è da dire che hanno - finalmente - rinnovato il sito, e radunato tutta la famiglia: JoP, CircleIICircle, Trans-Siberian Orchestra, eccetera.)
