buon anno

Se sei di quelli che vanno alle feste di capodanno, sappi che secondo me ‘sta cosa di festeggiare l’anno nuovo è una vaccata. Se sei di quelli che come me non vogliono farlo, sappi che pure questa è una vaccata.

Intanto, buon anno ai miei due o tre lettori, con una canzone che andrebbe ascoltata tutti i giorni.

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ogni tanto ha delle belle idee

A me Paolo Coelho sta sulle balle (anche se ho letto la sua biografia e ho avuto un paio di brividi), ma questa iniziativa è bella, e gli fa onore: ha messo online gli unici tre libri di cui possiede integralmente i diritti e ha chiesto che vengano stampati e donati a chi non li può comprare (piccole biblioteche, ospedali, carceri, e via dicendo).

Occhio: c’è solo la versione in portoghese, ed estratti delle altre lingue (tra cui l’italiano).
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adoro gli inglesi

La Dolcissima sta iniziando i preparativi per farsi un paio di settimane in India, e oggi ha iniziato la trafila dei vaccini, delle domande, come si fa?, questi sono i vaccini, questi sono i documenti, alè. E oggi il medico le ha dato una fotocopia di una mappa delle zone malariche in India, e c’è una nota che mi ha fatto impazzire:

This map is only intended as a guide since mosquitoes do not respect boundaries and the risk areas shown may not be exact.

Secondo me questo è genio, e non sto scherzando, e adoro gli inglesi.
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crack cocaine?

Ho guardato il video di Torn mimato una quindicina di volte, l’altro giorno. E per la mia solita mania serendipidica (si dirà così?) ho guardato la scheda di Wikipedia della Imbruglia, e ho scoperto che ha una sorella di nome Laura, fa la cantante anche lei e cerca di non approfittare troppo della notorietà di Natalie, e sono andato sul sito di Laura Imbruglia, dove ho scoperto che, cito, Laura Imbruglia è dipendente da: controllare l’email, i carboidrati, mangiucchiarsi le pellicine delle unghie, comprare cd quando è in debito con qualcuno, e il crack. ‘nvedi.

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(C’è da dire che la ritengo una provocazione.)
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artigrafie

Artigrafie c’ha sto vezzo, adesso: di cambiare sito ogniqualvolta cambiano il numero. È una cosa carina, un po’ straniante, ma carina, e adesso fanno il sito come lo puoi vedere da qui, con gli articoli che si sviluppano in orizzontale (una cosa che fa Intermezzi o anche il buon vecchio Fabrizio Venerandi), e che siano di una lunghezza adatta alla lettura su video - un po’ tutto il contrario di quello che facciamo su inutile. Happy

Complimenti al grafico, comunque.

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casa delle meraviglie

Questo bel progetto lo sta seguendo e curando un mio caro amico, Francesco.

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Di solito parlo poco (o proprio non parlo) dei progetti umanitari, perché ce ne sono davvero tanti e mi sembra sempre di fare un torto a qualcuno. Però in questo caso conosco il responsabile, e mi fido di lui, e quindi ci metto la mano sul fuoco che verrà fuori una cosa bella. (Poi
INUTILE » associazione culturale contribuirà un pochino con alcuni dei libri che abbiam raccolto grazie a libri in_utili.)

Quindi: se hai voglia di aiutarli, un pochino, da
qui puoi far partire una piccola donazione, oppure puoi scrivergli, e offrire quello che puoi (chennesò, giochi, libri, aggeggi, bottiglie di vetro Pininfarina... no, quelle dalle a me che mi piacciono!). Bisogna essere dei buoni, perché di stronzi è già pieno il mondo. (Purtroppo questa non è mia, ma di Garth Ennis.)
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torn, mimata

L’amico Edoardo Fainello (quello che ha diretto La cura) mi ha fatto scoprire questo video incredibile. Ho avuto serie difficoltà a smettere di guardarlo a ripetizione.

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lucido nero

Passare il lucido da scarpe sulle scarpe, e poi tirarlo bene, è una cosa che mi rilassa parecchio. Adesso capisco perché mio padre lo faceva spesso, e con tanto gusto. Dev’essere una delle poche cose belle che mi ha lasciato.
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2009 in a song

Per diversi motivi, che non ha senso spiegare, non interesserebbero a nessuno, e soprattutto non valgono per nessuno se non per me, il 2009 è stato l’anno di The Bleeding Heart Show. Ho trovato questo video in cui l’audio non è male (peccato per l’effetto canto-nel-tinello) e il video, soprattutto, non è fastidioso. (E continuo a dire, anche se Ale non mi dà retta, che Neko Case è una bella donna.)

«We have arrived too late to play the bleeding heart show».

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maciste

Tutto questo lo fa Ale: ma tutto questo non esiste.
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era alta davvero

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144 cm, stamattina alle 5.

(Qui, se t’interessa,
qui ci sono le massime e le minime del 2009.)
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condor, due

Grazie Luca, grazie Matteo, grazie Ilaria, grazie Valeria. Grazie Radio2, che ci togli qualcosa di bello, perché ci fai capire che non si salva proprio nessuno.

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riguardo a ieri

Ieri sera ho riletto il mio stesso post, dopo il commento di Simone, e mi son reso conto che suonava un po’ disfattista, e non è il mio stile. Prometto un’aggiunta quanto prima. Abbi pazienza.
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pare sia alta davvero

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l'inutile bagaglio hai dentro in te

Stamattina credo di aver beccato un capello bianco. Non ne ho troppi - credo - e in tutta sincerità non mi dispiace neanche averne. Nel senso: non mi interessa troppo il decadimento fisico che si avvicina. (Sabato mattina ho spalato un po’ della neve che si era accumulata durante la notte in terrazza. Mica tanta roba. Solo che l’ho fatto appena sceso dal letto, e freddo com’ero e com’era, mi son tirato qualcosa e son due giorni che giro col mal di schiena. Per dire, “decadimento fisico”. Son preso peggio di molti quarantenni che conosco.) È un altro il messaggio che mi fa pensare.

In queste settimane sto rileggendo molti dei racconti che ho scritto negli anni passati. Grossomodo, sono racconti che ho scritto dal 2002 a poche settimane fa. La maggior parte di essi si rifanno al periodo che va da quando ho cominciato l’università (2003) a quando Virginia è andata in erasmus (2006).

Tralasciando il giudizio sul valore letterario e artistico di questi pezzi, e la necessità che essi avranno nella letteratura mondiale - quello non sono io a doverlo dire - l’unica cosa che penso è: che male. Ci sono delle cose, lì dentro, che si rifanno direttamente a cose che ho visto, sentito, vissuto, sentito raccontare, in quegli anni lì, nei posti che frequentavo in quegli anni lì. In un racconto c’è una scena in un bar, a Venezia: non descrivo neanche lontanamente quel bar, accenno a malapena al campo più vicino: eppure adesso che ho riletto quel passaggio mi è venuto in mente uno dei bar in cui andavo a pranzo all’epoca, tra una lezione e un’altra - oppure un po’ dopo, quando facevo l’obiettore di coscienza: ed è lo stesso bar cui pensavo quando ho scritto quel pasaggio. Certi dettagli dei personaggi li ho presi direttamente da alcune persone che frequentavo all’epoca. Certi modi di dire, che magari adesso ho rarefatto nel mio linguaggio, vengono da quella parte della mia vita.

Ogni tanto mi stupisco a non pensarci più tanto, a quella parte della mia vita. Alcune persone che sembravano dover rimanere per sempre, adesso sono scomparse. Le ho lasciate andare via, ho fatto in modo che andassero via: la questione non è semplice. Adesso di Venezia frequento tutt’altra parte, con persone che non pensavo avrei mai conosciuto. Quei racconti poi sono stati nella memoria del mio computer per un tempo incredibilmente lungo, rispetto a come la pensavo all’epoca.

È che quando succedono queste cose mi sento vecchio, capisci? E vedo un altro capello bianco. E non è il decadimento fisico che si avvicina. È che è passato del tempo, questo è il fatto.
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wonder boys

Sto rileggendo il secondo romanzo di Michael Chabon, Wonder Boys. Non c’è un motivo per il quale lo sto facendo, se non che ne avevo voglia (e avrei voglia anche di rivedere il film che ne è stato tratto). Mi ricordo che me lo sono letto un’estate, al Lido: forse la mia ultima estate “completa” al Lido. E mi accorgo di quanto la mia scrittura abbia risentito dell’influenza della sua, verbosa, colma di digressioni, e mi accorgo di quanto me ne sono allontanato, in questi anni.
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la parte peggiore di noi

E se potessi liberarti dei tuoi dubbi, della tua morale, della tua incapacità a lasciarti andare? Lo faresti? E che vita sarebbe?

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è un romanzo che vale la pena leggere, per quanto ormai la storia sia arcinota. Però attenzione: è molto poco consolatorio. Calvino scrisse che il romanzo è «difficile». Perché è Jekyll a volere Hyde. È Jekyll a volere “il male”. La doppia personalità è perseguita, rilasciata, riassorbita fino a che è possibile. Ma l’intento di Jekyll è quello di liberare la parte più ributtante di sé: liberarla dal rimorso, dalla coscienza.

Al di là di tutto,
Robert L. Stevenson è stato un personaggio mica da poco.
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perché non lo sapevo?

Perché nessuno mi ha detto che era uscita l’ottava stagione di Buffy in italiano? (Col cazzo che l’avevo trovata, prima.)
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ritorno al futuro

In edicola i tre film. Appena comprato il primo.
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io se fossi Gaber

Sarei ben fiero di aver scritto Io se fossi Dio. Qui la prima parte, qui la seconda (quattordici minuti di canzone, occhio). Non me la ricordavo così bella.
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devi farne, di strada, bimba

Certo che devi essere proprio deficiente.

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(Via
Ansa.)
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anf

Il trailer di Iron Man 2. Se è fatto bene quanto il primo, almeno la metà: allora è fantastico.
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condor

Lo so che chiude. È per questo che non mi sto ascoltando più le puntate del podcast.

Perché così me le ascolterò un poco, diluite durante il natale. E poi? E poi solo il buio.
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part of your world

Comunque, arrivare a Venezia alle otto e mezzo del mattino e camminare verso l’ufficio ascoltando la colonna sonora della Sirenetta, mica è da tutti.
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numero ventotto

28

Eccoti il #28 di inutile, fresco fresco. Con un racconto di Ilaria Vajngerl, un articolo di Michele Filippo Fontefrancesco, una mia recensione, una poesia di Terry Boligol, e la consueta playlist di Enzo e la Fagotta di Polaroid. Il disegno del poster è di Christina Gransow.

E un editoriale dell’ispettore Coliandro.
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il padre di Giulia

A me come scrive Viviana piace da morire. Oggi abbiamo pubblicato Il padre di Giulia, un racconto che ho letto qualche anno fa per la prima volta.
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ultim'ora

Questo blog e il suo titolare manifestano solidarietà al Presidente del Consiglio.

Penso che
picchiare la gente sia veramente una cosa da cretini.
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teflon

È nata una nuova rivista: Teflon, da Enrico Mazzardi e Mattia Filippini. Che bello! L’allegro mondo delle riviste non deve mai languire, e una rivista in più è solo che bene!
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Re Lear

Finito qualche sera fa, il Re Lear. Immenso, bellissimo, arcano e di una potenza che ho intravisto appena, e m’ha spaventato. Consigliatissimo.
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notizia dell'anno

I Litfiba tornano a suonare insieme. I Litfiba veri, eh: Pelù e Ghigo.

Dopo
dieci anni, però, maledetti di Repubblica! Che poi è il titolo, al solito, il problema, perché nell’articolo lo dicono, che tornano a 10 anni dall’abbandono di Pelù e trenta dalla nascita del gruppo... però il titolo, il titolo!!

Litfiba-30anni
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gonna play on till the final reel's through

Il Cinema teatro Bersaglieri di Spinea chiude a fine anno. A me dispiace. C’erano dei discorsi in ballo, e probabilmente andranno in fumo. Al di là di tutto, è una perdita.
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vien fuori

Che Luca Gallo e mio cugino Enrico sono amici! Happy
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l'insalata a Spinea

Sabato 12 dicembre, al pub Nebri di Spinea (dove già siamo stati un paio di volte) presenteremo Come l’insalata sotto la neve, romanzo d’esordio di Luca Gallo, edito da Intermezzi editore (quelli dell’amica Ilaria Giannini).

Siete tutti caldamente invitati a passare, dalle 18 e per un’oretta abbondante, per parlare del libro, sentire le letture musicate all’impronta, insomma: passare un ottimo sabato pomeriggio.

Sabato 12 dicembre, ore 18 @ pub Nebri, V. Cattaneo 9, Spinea (Ve).

Qui il comunicato stampa, questa la locandina:

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quando si dice pirla

Un idiota vestito come il protagonista di Assassin’s Creed 2 si aggira per Venezia: sbuca fuori all’improvviso brandendo due spade, tira un grido, e scappa. L’articolista si lascia andare a certi vizi che mi fanno davvero schifo («(...) non colpisce, almeno fino ad ora», per non parlare della “d” eufonica) ma il più cretino è sicuramente questo che va in giro travestito.

(Grazie a Tomas!)
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un pensiero

Questa sera è morto il nonno della Dolcissima. Se passi per di qua e vuoi lanciarle un pensiero, sei il benvenuto.
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Cordelia, quell'ingrata

Stanotte ho iniziato a leggere Re Lear, nella versione tradotta da Emilio Tadini. Promette davvero molto bene: la traduzione è sciolta, in prosa, viva. (Mi piacerebbe avere l’originale inglese per confrontarla.)

978880615402MED
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the show must go on

Strepitosa versione di The Show Must Go On, suonata da Elton John, Brian May, Roger Taylor e John Deacon nel 1997. (E questa è la penultima volta che Deacon suonerà coi Queen.)
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despero

Gianluca Morozzi io l’ho sentito parlare a Perugia nel 2007 e l’ho sentito raccontare il perché è felicissimo di pubblicare un racconto su qualsiasi rivista glielo chieda (atteggiamento che nella pratica dovrebbe essere comune a tutti gli scrittori, ma vabbè ). Poi l’ho ribeccato a Bologna, la sua Bologna, a fine marzo 2008, per un altro evento BIRRA, una delle nostre peggiori performance (Ale e io avevamo trincato un gin tonic giusto una mezz’ora prima di andare a parlottare di noi con Andrea Ferrari e Ivano Bariani, ed eravamo a stomaco semivuoto e abbiamo straparlato un po’ troppo... ricordi, Ale?). In quell’occasione non ho saputo dire niente di meglio che «M’è piaciuto un sacco il racconto dell’ultimo Eleanore Rigby». Il racconto parlava di eroi dei fumetti Marvel in una maniera irriverente, divertente e intelligente, e buttar dentro tre aggettivi in -ente mica è facile.

Così l’altro giorno ho iniziato a leggere
Despero, che in realtà devo aver comprato alla fine del 2007, sull’onda dell’entusiasmo per il BIRRA perugino. Poi l’ho tenuto là. L’altra mattina prima d’andare in ufficio mi son fermato a prendere un libro, e ho preso Despero. Dieci pagine l’altra mattina, dieci ieri mattina, tutto il resto del libro la notte scorsa.

Maledetto Morozzi, che ti sei fatto leggere alla faccia della mia salute, come se ultimamente avessi bisogno di star sveglio fin tardi!, e che hai scritto un libro così bello. Pieno di musica, pieno di chitarre, pieno di gesti sinceri - gesti sinceri, è questo che m’ha tenuto sveglio. È un libro che va preso e tirato contro gli stronzi che incontri nella tua vita, Despero. E poi è un libro in cui mi sono ritrovato del tutto: io che pure ho suonicchiato (mica a quei livelli), io che pure coi miei pard abbiamo odiato un altro gruppo di qui (una masnada di boriosi che suonavano power & epic metal), io che pure ho avuto la mia bella pletora di amori inconfessati. E poi m’ha fatto tornare la voglia di suonare, Morozzi, eccheccazzo. Anche solo strimpellare, mica per forza rifare come una volta Edge Of Thorns. (E Edge Of Thorns ci veniva anche bella.)
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eroi fragili

L’amico Max rilascia un’intervista per MusicalNews. Bella intervista, ci sono dei passaggi che mi piacciono assai.

Mi è venuta in mente questa battuta da uno dei fumetti che ho amato di più,
Preacher di Garth Ennis e Steve Dillon. C’è un momento in cui il protagonista si ricorda di quello che gli ha raccomandato il padre, prima di scomparire, e grossomodo dice: «Sii uno dei buoni, figliolo. Perché di stronzi è già pieno il mondo». Ecco, quando Max parla di suo figlio una frase simile non la vedrei male! Happy

(Ed eccoti
la quarta puntata della sua rubrica Bar NordEst su inutile. E rileggiti la biografia, va: c’è un particolare nuovo.)
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