dic 2009
buon anno
31/12/09 12:01 Archiviato in: musica
Se sei di
quelli che vanno alle feste di capodanno, sappi che
secondo me ‘sta cosa di festeggiare l’anno nuovo è
una vaccata. Se sei di quelli che come me non
vogliono farlo, sappi che pure questa è una vaccata.
Intanto, buon anno ai miei due o tre lettori, con una canzone che andrebbe ascoltata tutti i giorni.
Intanto, buon anno ai miei due o tre lettori, con una canzone che andrebbe ascoltata tutti i giorni.
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ogni tanto ha delle belle idee
29/12/09 14:36 Archiviato in: libri
A me Paolo
Coelho sta sulle balle (anche se ho letto la
sua biografia e ho avuto un paio di
brividi), ma questa iniziativa
è bella, e
gli fa onore: ha messo online gli unici tre libri
di cui possiede integralmente i diritti e ha
chiesto che vengano stampati e donati a chi non li
può comprare (piccole biblioteche, ospedali,
carceri, e via dicendo).
Occhio: c’è solo la versione in portoghese, ed estratti delle altre lingue (tra cui l’italiano).
Occhio: c’è solo la versione in portoghese, ed estratti delle altre lingue (tra cui l’italiano).
adoro gli inglesi
29/12/09 12:40 Archiviato in: mondo
La Dolcissima
sta iniziando i preparativi per farsi un paio di
settimane in India, e oggi ha iniziato la trafila dei
vaccini, delle domande, come si fa?, questi sono i
vaccini, questi sono i documenti, alè. E oggi il
medico le ha dato una fotocopia di
una mappa delle zone malariche in
India, e c’è una nota che
mi ha fatto impazzire:
This map is only intended as a guide since mosquitoes do not respect boundaries and the risk areas shown may not be exact.
Secondo me questo è genio, e non sto scherzando, e adoro gli inglesi.crack cocaine?
28/12/09 13:03 Archiviato in: musica
Ho guardato
il video di Torn mimato una quindicina di
volte, l’altro giorno. E per la mia solita mania
serendipidica (si dirà così?) ho guardato la
scheda di Wikipedia della Imbruglia, e ho scoperto che ha
una sorella di nome Laura, fa la cantante anche
lei e cerca di non approfittare troppo della
notorietà di Natalie, e sono andato
sul sito di Laura
Imbruglia, dove ho scoperto
che, cito, Laura Imbruglia è dipendente da:
controllare l’email, i carboidrati, mangiucchiarsi
le pellicine delle unghie, comprare cd quando è in
debito con qualcuno, e il crack. ‘nvedi.

(C’è da dire che la ritengo una provocazione.)

(C’è da dire che la ritengo una provocazione.)
artigrafie
28/12/09 11:36 Archiviato in: riviste
Artigrafie c’ha sto vezzo,
adesso: di cambiare sito ogniqualvolta cambiano il
numero. È una cosa carina, un po’ straniante, ma
carina, e adesso fanno il sito come lo puoi vedere
da qui, con gli articoli che si sviluppano in
orizzontale (una cosa che fa Intermezzi o anche il buon
vecchio Fabrizio
Venerandi), e che siano di una
lunghezza adatta alla lettura su video - un po’
tutto il contrario di quello che facciamo
su inutile.
Complimenti al grafico, comunque.
Complimenti al grafico, comunque.
casa delle meraviglie
27/12/09 13:00 Archiviato in: speranze
Questo bel progetto
lo sta
seguendo e curando un mio caro amico,
Francesco.

Di solito parlo poco (o proprio non parlo) dei progetti umanitari, perché ce ne sono davvero tanti e mi sembra sempre di fare un torto a qualcuno. Però in questo caso conosco il responsabile, e mi fido di lui, e quindi ci metto la mano sul fuoco che verrà fuori una cosa bella. (Poi INUTILE » associazione culturale contribuirà un pochino con alcuni dei libri che abbiam raccolto grazie a libri in_utili.)
Quindi: se hai voglia di aiutarli, un pochino, da qui puoi far partire una piccola donazione, oppure puoi scrivergli, e offrire quello che puoi (chennesò, giochi, libri, aggeggi, bottiglie di vetro Pininfarina... no, quelle dalle a me che mi piacciono!). Bisogna essere dei buoni, perché di stronzi è già pieno il mondo. (Purtroppo questa non è mia, ma di Garth Ennis.)

Di solito parlo poco (o proprio non parlo) dei progetti umanitari, perché ce ne sono davvero tanti e mi sembra sempre di fare un torto a qualcuno. Però in questo caso conosco il responsabile, e mi fido di lui, e quindi ci metto la mano sul fuoco che verrà fuori una cosa bella. (Poi INUTILE » associazione culturale contribuirà un pochino con alcuni dei libri che abbiam raccolto grazie a libri in_utili.)
Quindi: se hai voglia di aiutarli, un pochino, da qui puoi far partire una piccola donazione, oppure puoi scrivergli, e offrire quello che puoi (chennesò, giochi, libri, aggeggi, bottiglie di vetro Pininfarina... no, quelle dalle a me che mi piacciono!). Bisogna essere dei buoni, perché di stronzi è già pieno il mondo. (Purtroppo questa non è mia, ma di Garth Ennis.)
torn, mimata
26/12/09 19:32 Archiviato in: musica
L’amico
Edoardo Fainello (quello che ha
diretto La
cura) mi ha fatto scoprire
questo video incredibile. Ho avuto serie
difficoltà a smettere di guardarlo a ripetizione.
lucido nero
24/12/09 22:24 Archiviato in: ms
2009 in a song
24/12/09 21:31 Archiviato in: musica
Per diversi
motivi, che non ha senso spiegare, non
interesserebbero a nessuno, e soprattutto non valgono
per nessuno se non per me, il 2009 è stato l’anno
di The Bleeding Heart
Show. Ho trovato
questo video in cui l’audio non è
male (peccato per l’effetto canto-nel-tinello) e
il video, soprattutto, non è fastidioso. (E
continuo a dire, anche se Ale non mi dà retta,
che Neko Case è una bella donna.)
«We have arrived too late to play the bleeding heart show».
«We have arrived too late to play the bleeding heart show».
era alta davvero
23/12/09 20:11 Archiviato in: ms
condor, due
22/12/09 19:36 Archiviato in: speranze
Grazie
Luca, grazie
Matteo, grazie Ilaria,
grazie Valeria. Grazie Radio2, che ci togli
qualcosa di bello, perché ci fai capire
che non si salva proprio nessuno.
riguardo a ieri
22/12/09 19:35 Archiviato in: ms
Ieri sera ho
riletto il mio stesso
post, dopo il commento
di Simone, e mi son reso conto
che suonava un po’ disfattista, e non è il mio
stile. Prometto un’aggiunta quanto prima. Abbi
pazienza.
l'inutile bagaglio hai dentro in te
21/12/09 22:22 Archiviato in: ms
Stamattina
credo di aver beccato un capello bianco. Non ne ho
troppi - credo - e in tutta sincerità non mi dispiace
neanche averne. Nel senso: non mi interessa troppo il
decadimento fisico che si avvicina. (Sabato mattina
ho spalato un po’ della neve che si era accumulata
durante la notte in terrazza. Mica tanta roba. Solo
che l’ho fatto appena sceso dal letto, e freddo
com’ero e com’era, mi son tirato qualcosa e son due
giorni che giro col mal di schiena. Per dire,
“decadimento fisico”. Son preso peggio di molti
quarantenni che conosco.) È un altro il messaggio che
mi fa pensare.
In queste settimane sto rileggendo molti dei racconti che ho scritto negli anni passati. Grossomodo, sono racconti che ho scritto dal 2002 a poche settimane fa. La maggior parte di essi si rifanno al periodo che va da quando ho cominciato l’università (2003) a quando Virginia è andata in erasmus (2006).
Tralasciando il giudizio sul valore letterario e artistico di questi pezzi, e la necessità che essi avranno nella letteratura mondiale - quello non sono io a doverlo dire - l’unica cosa che penso è: che male. Ci sono delle cose, lì dentro, che si rifanno direttamente a cose che ho visto, sentito, vissuto, sentito raccontare, in quegli anni lì, nei posti che frequentavo in quegli anni lì. In un racconto c’è una scena in un bar, a Venezia: non descrivo neanche lontanamente quel bar, accenno a malapena al campo più vicino: eppure adesso che ho riletto quel passaggio mi è venuto in mente uno dei bar in cui andavo a pranzo all’epoca, tra una lezione e un’altra - oppure un po’ dopo, quando facevo l’obiettore di coscienza: ed è lo stesso bar cui pensavo quando ho scritto quel pasaggio. Certi dettagli dei personaggi li ho presi direttamente da alcune persone che frequentavo all’epoca. Certi modi di dire, che magari adesso ho rarefatto nel mio linguaggio, vengono da quella parte della mia vita.
Ogni tanto mi stupisco a non pensarci più tanto, a quella parte della mia vita. Alcune persone che sembravano dover rimanere per sempre, adesso sono scomparse. Le ho lasciate andare via, ho fatto in modo che andassero via: la questione non è semplice. Adesso di Venezia frequento tutt’altra parte, con persone che non pensavo avrei mai conosciuto. Quei racconti poi sono stati nella memoria del mio computer per un tempo incredibilmente lungo, rispetto a come la pensavo all’epoca.
È che quando succedono queste cose mi sento vecchio, capisci? E vedo un altro capello bianco. E non è il decadimento fisico che si avvicina. È che è passato del tempo, questo è il fatto.
In queste settimane sto rileggendo molti dei racconti che ho scritto negli anni passati. Grossomodo, sono racconti che ho scritto dal 2002 a poche settimane fa. La maggior parte di essi si rifanno al periodo che va da quando ho cominciato l’università (2003) a quando Virginia è andata in erasmus (2006).
Tralasciando il giudizio sul valore letterario e artistico di questi pezzi, e la necessità che essi avranno nella letteratura mondiale - quello non sono io a doverlo dire - l’unica cosa che penso è: che male. Ci sono delle cose, lì dentro, che si rifanno direttamente a cose che ho visto, sentito, vissuto, sentito raccontare, in quegli anni lì, nei posti che frequentavo in quegli anni lì. In un racconto c’è una scena in un bar, a Venezia: non descrivo neanche lontanamente quel bar, accenno a malapena al campo più vicino: eppure adesso che ho riletto quel passaggio mi è venuto in mente uno dei bar in cui andavo a pranzo all’epoca, tra una lezione e un’altra - oppure un po’ dopo, quando facevo l’obiettore di coscienza: ed è lo stesso bar cui pensavo quando ho scritto quel pasaggio. Certi dettagli dei personaggi li ho presi direttamente da alcune persone che frequentavo all’epoca. Certi modi di dire, che magari adesso ho rarefatto nel mio linguaggio, vengono da quella parte della mia vita.
Ogni tanto mi stupisco a non pensarci più tanto, a quella parte della mia vita. Alcune persone che sembravano dover rimanere per sempre, adesso sono scomparse. Le ho lasciate andare via, ho fatto in modo che andassero via: la questione non è semplice. Adesso di Venezia frequento tutt’altra parte, con persone che non pensavo avrei mai conosciuto. Quei racconti poi sono stati nella memoria del mio computer per un tempo incredibilmente lungo, rispetto a come la pensavo all’epoca.
È che quando succedono queste cose mi sento vecchio, capisci? E vedo un altro capello bianco. E non è il decadimento fisico che si avvicina. È che è passato del tempo, questo è il fatto.
wonder boys
21/12/09 21:17 Archiviato in: libri
Sto
rileggendo il secondo romanzo di Michael
Chabon, Wonder Boys. Non c’è un motivo
per il quale lo sto facendo, se non che ne avevo
voglia (e avrei voglia anche di rivedere il film
che ne è stato tratto). Mi ricordo che me lo sono
letto un’estate, al Lido: forse la mia ultima
estate “completa” al Lido. E mi accorgo di quanto
la mia scrittura abbia risentito dell’influenza
della sua, verbosa, colma di digressioni, e mi
accorgo di quanto me ne sono allontanato, in
questi anni.
la parte peggiore di noi
20/12/09 19:35 Archiviato in: libri
E se potessi
liberarti dei tuoi dubbi, della tua morale, della tua
incapacità a lasciarti andare? Lo faresti? E che vita
sarebbe?
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è un romanzo che vale la pena leggere, per quanto ormai la storia sia arcinota. Però attenzione: è molto poco consolatorio. Calvino scrisse che il romanzo è «difficile». Perché è Jekyll a volere Hyde. È Jekyll a volere “il male”. La doppia personalità è perseguita, rilasciata, riassorbita fino a che è possibile. Ma l’intento di Jekyll è quello di liberare la parte più ributtante di sé: liberarla dal rimorso, dalla coscienza.
Al di là di tutto, Robert L. Stevenson è stato un personaggio mica da poco.
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è un romanzo che vale la pena leggere, per quanto ormai la storia sia arcinota. Però attenzione: è molto poco consolatorio. Calvino scrisse che il romanzo è «difficile». Perché è Jekyll a volere Hyde. È Jekyll a volere “il male”. La doppia personalità è perseguita, rilasciata, riassorbita fino a che è possibile. Ma l’intento di Jekyll è quello di liberare la parte più ributtante di sé: liberarla dal rimorso, dalla coscienza.
Al di là di tutto, Robert L. Stevenson è stato un personaggio mica da poco.
perché non lo sapevo?
18/12/09 19:47 Archiviato in: fumetti
Perché
nessuno mi ha detto che era uscita
l’ottava stagione di
Buffy in italiano? (Col
cazzo che l’avevo trovata, prima.)
ritorno al futuro
18/12/09 19:47 Archiviato in: film
io se fossi Gaber
17/12/09 21:49 Archiviato in: italia
Sarei ben
fiero di aver scritto Io se fossi
Dio. Qui la prima parte,
qui la seconda
(quattordici minuti di canzone, occhio). Non me la
ricordavo così bella.
devi farne, di strada, bimba
17/12/09 20:44 Archiviato in: mondo
condor
17/12/09 19:18 Archiviato in: italia
Lo so che chiude. È per questo che non
mi sto ascoltando più le puntate del podcast.
Perché così me le ascolterò un poco, diluite durante il natale. E poi? E poi solo il buio.
Perché così me le ascolterò un poco, diluite durante il natale. E poi? E poi solo il buio.
part of your world
17/12/09 19:15 Archiviato in: musica
numero ventotto
15/12/09 22:22 Archiviato in: inutile
Eccoti il #28 di inutile, fresco fresco. Con un racconto di Ilaria Vajngerl, un articolo di Michele Filippo Fontefrancesco, una mia recensione, una poesia di Terry Boligol, e la consueta playlist di Enzo e la Fagotta di Polaroid. Il disegno del poster è di Christina Gransow.
E un editoriale dell’ispettore Coliandro.
il padre di Giulia
15/12/09 22:21 Archiviato in: inutile
A me come
scrive Viviana piace da morire. Oggi abbiamo pubblicato
Il padre di
Giulia, un racconto che ho
letto qualche anno fa per la prima volta.
ultim'ora
13/12/09 20:13 Archiviato in: italia
Questo blog e
il suo titolare manifestano solidarietà al Presidente
del Consiglio.
Penso che picchiare la gente sia veramente una cosa da cretini.
Penso che picchiare la gente sia veramente una cosa da cretini.
teflon
13/12/09 17:16 Archiviato in: riviste
È nata una
nuova rivista: Teflon, da Enrico Mazzardi
e Mattia Filippini. Che bello! L’allegro
mondo delle riviste non deve mai languire, e una
rivista in più è solo che bene!
Re Lear
12/12/09 12:05 Archiviato in: libri
Finito
qualche sera fa, il Re Lear. Immenso, bellissimo,
arcano e di una potenza che ho intravisto appena,
e m’ha spaventato. Consigliatissimo.
notizia dell'anno
12/12/09 11:57 Archiviato in: musica
I Litfiba tornano a suonare
insieme. I Litfiba
veri,
eh: Pelù e Ghigo.
Dopo dieci anni, però, maledetti di Repubblica! Che poi è il titolo, al solito, il problema, perché nell’articolo lo dicono, che tornano a 10 anni dall’abbandono di Pelù e trenta dalla nascita del gruppo... però il titolo, il titolo!!
Dopo dieci anni, però, maledetti di Repubblica! Che poi è il titolo, al solito, il problema, perché nell’articolo lo dicono, che tornano a 10 anni dall’abbandono di Pelù e trenta dalla nascita del gruppo... però il titolo, il titolo!!
gonna play on till the final reel's through
11/12/09 22:01 Archiviato in: inutile
Il Cinema teatro Bersaglieri di
Spinea chiude a fine anno. A
me dispiace. C’erano dei discorsi in ballo, e
probabilmente andranno in fumo. Al di là di tutto,
è una perdita.
l'insalata a Spinea
11/12/09 21:49 Archiviato in: inutile
Sabato 12
dicembre, al pub Nebri di Spinea (dove
già siamo stati un paio di
volte) presenteremo
Come l’insalata sotto la
neve, romanzo d’esordio di
Luca Gallo, edito da Intermezzi editore
(quelli
dell’amica Ilaria Giannini).
Siete tutti caldamente invitati a passare, dalle 18 e per un’oretta abbondante, per parlare del libro, sentire le letture musicate all’impronta, insomma: passare un ottimo sabato pomeriggio.
Sabato 12 dicembre, ore 18 @ pub Nebri, V. Cattaneo 9, Spinea (Ve).
Qui il comunicato stampa, questa la locandina:
Siete tutti caldamente invitati a passare, dalle 18 e per un’oretta abbondante, per parlare del libro, sentire le letture musicate all’impronta, insomma: passare un ottimo sabato pomeriggio.
Sabato 12 dicembre, ore 18 @ pub Nebri, V. Cattaneo 9, Spinea (Ve).
Qui il comunicato stampa, questa la locandina:
quando si dice pirla
11/12/09 21:45 Archiviato in: mondo
Un idiota vestito come il protagonista
di Assassin’s Creed 2 si aggira per
Venezia: sbuca fuori
all’improvviso brandendo due spade, tira un grido,
e scappa. L’articolista si lascia andare a certi
vizi che mi fanno davvero schifo («(...) non
colpisce, almeno fino ad ora», per non parlare
della “d” eufonica) ma il più cretino è
sicuramente questo che va in giro travestito.
(Grazie a Tomas!)
(Grazie a Tomas!)
un pensiero
10/12/09 21:31 Archiviato in: speranze
Cordelia, quell'ingrata
07/12/09 11:52 Archiviato in: libri
Stanotte ho
iniziato a leggere Re Lear, nella versione
tradotta da Emilio Tadini. Promette davvero
molto bene: la traduzione è sciolta, in prosa,
viva. (Mi piacerebbe avere l’originale inglese per
confrontarla.)
the show must go on
07/12/09 02:52 Archiviato in: musica
Strepitosa versione di
The Show Must Go
On, suonata da Elton
John, Brian May, Roger Taylor e John Deacon nel
1997. (E questa è la penultima volta che Deacon
suonerà coi Queen.)
despero
04/12/09 18:56 Archiviato in: libri
Gianluca
Morozzi io l’ho sentito parlare a Perugia nel 2007 e l’ho sentito
raccontare il perché è felicissimo di pubblicare
un racconto su qualsiasi rivista glielo chieda
(atteggiamento che nella pratica dovrebbe essere
comune a tutti gli scrittori, ma vabbè ). Poi l’ho
ribeccato a Bologna, la sua Bologna, a fine marzo
2008, per un altro evento
BIRRA, una delle nostre
peggiori performance (Ale e io avevamo trincato un
gin tonic giusto una mezz’ora prima di andare a
parlottare di noi con Andrea Ferrari e Ivano
Bariani, ed eravamo a stomaco semivuoto e abbiamo
straparlato un po’ troppo... ricordi, Ale?). In
quell’occasione non ho saputo dire niente di
meglio che «M’è piaciuto un sacco il racconto
dell’ultimo Eleanore
Rigby». Il racconto parlava di eroi dei fumetti
Marvel in una maniera
irriverente, divertente e intelligente, e buttar
dentro tre aggettivi in -ente mica è facile.
Così l’altro giorno ho iniziato a leggere Despero, che in realtà devo aver comprato alla fine del 2007, sull’onda dell’entusiasmo per il BIRRA perugino. Poi l’ho tenuto là. L’altra mattina prima d’andare in ufficio mi son fermato a prendere un libro, e ho preso Despero. Dieci pagine l’altra mattina, dieci ieri mattina, tutto il resto del libro la notte scorsa.
Maledetto Morozzi, che ti sei fatto leggere alla faccia della mia salute, come se ultimamente avessi bisogno di star sveglio fin tardi!, e che hai scritto un libro così bello. Pieno di musica, pieno di chitarre, pieno di gesti sinceri - gesti sinceri, è questo che m’ha tenuto sveglio. È un libro che va preso e tirato contro gli stronzi che incontri nella tua vita, Despero. E poi è un libro in cui mi sono ritrovato del tutto: io che pure ho suonicchiato (mica a quei livelli), io che pure coi miei pard abbiamo odiato un altro gruppo di qui (una masnada di boriosi che suonavano power & epic metal), io che pure ho avuto la mia bella pletora di amori inconfessati. E poi m’ha fatto tornare la voglia di suonare, Morozzi, eccheccazzo. Anche solo strimpellare, mica per forza rifare come una volta Edge Of Thorns. (E Edge Of Thorns ci veniva anche bella.)
Così l’altro giorno ho iniziato a leggere Despero, che in realtà devo aver comprato alla fine del 2007, sull’onda dell’entusiasmo per il BIRRA perugino. Poi l’ho tenuto là. L’altra mattina prima d’andare in ufficio mi son fermato a prendere un libro, e ho preso Despero. Dieci pagine l’altra mattina, dieci ieri mattina, tutto il resto del libro la notte scorsa.
Maledetto Morozzi, che ti sei fatto leggere alla faccia della mia salute, come se ultimamente avessi bisogno di star sveglio fin tardi!, e che hai scritto un libro così bello. Pieno di musica, pieno di chitarre, pieno di gesti sinceri - gesti sinceri, è questo che m’ha tenuto sveglio. È un libro che va preso e tirato contro gli stronzi che incontri nella tua vita, Despero. E poi è un libro in cui mi sono ritrovato del tutto: io che pure ho suonicchiato (mica a quei livelli), io che pure coi miei pard abbiamo odiato un altro gruppo di qui (una masnada di boriosi che suonavano power & epic metal), io che pure ho avuto la mia bella pletora di amori inconfessati. E poi m’ha fatto tornare la voglia di suonare, Morozzi, eccheccazzo. Anche solo strimpellare, mica per forza rifare come una volta Edge Of Thorns. (E Edge Of Thorns ci veniva anche bella.)
eroi fragili
03/12/09 23:25 Archiviato in: link
L’amico Max
rilascia un’intervista per
MusicalNews. Bella intervista, ci
sono dei passaggi che mi piacciono assai.
Mi è venuta in mente questa battuta da uno dei fumetti che ho amato di più, Preacher di Garth Ennis e Steve Dillon. C’è un momento in cui il protagonista si ricorda di quello che gli ha raccomandato il padre, prima di scomparire, e grossomodo dice: «Sii uno dei buoni, figliolo. Perché di stronzi è già pieno il mondo». Ecco, quando Max parla di suo figlio una frase simile non la vedrei male!
(Ed eccoti la quarta puntata della sua rubrica Bar NordEst su inutile. E rileggiti la biografia, va: c’è un particolare nuovo.)
Mi è venuta in mente questa battuta da uno dei fumetti che ho amato di più, Preacher di Garth Ennis e Steve Dillon. C’è un momento in cui il protagonista si ricorda di quello che gli ha raccomandato il padre, prima di scomparire, e grossomodo dice: «Sii uno dei buoni, figliolo. Perché di stronzi è già pieno il mondo». Ecco, quando Max parla di suo figlio una frase simile non la vedrei male!
(Ed eccoti la quarta puntata della sua rubrica Bar NordEst su inutile. E rileggiti la biografia, va: c’è un particolare nuovo.)


