essere John Romita Jr.

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Un altro articolo meraviglioso sfornato dagli amici di Fumettologica.

John Victor disegna fumetti, un lavoro strano, di quelli che non hanno un vero orario e di solito un lavoro senza orario significa un lavoro a tutte le ore. Il viaggio verso Hartford ne dura tre ed è monotono. Il paesaggio del Connecticut che sfila dal finestrino è poco interessante e l’Interstate 95 è dritta, non ci vuole grande concentrazione per guidare.

Per ammazzare il tempo, John ne approfitta per chiedere consiglio alla famiglia su cosa dovrebbe succedere nel suo prossimo lavoro, un fumetto in cui si scontrano l’Uomo Ragno e Devil. Dove lavora lui usano il “metodo Marvel”. Lo sceneggiatore, Stan Lee, gli ha dato l’idea generale della storia e due o tre punti chiave nel mezzo, poi se ne è andato a fare altro. Tocca a John il compito di sviscerare il resto dell’albo. E di disegnarlo. Quando avrà finito, lo sceneggiatore inserirà i dialoghi. Lee gli ha detto che Devil deve avere un momento di crisi. Virginia, la moglie, propone di far perdere i poteri a Devil. Su questo spunto, Victor, il figlio maggiore, suggerisce che l’eroe potrebbe momentaneamente riacquisire la vista. Continuano così fino alla fine del viaggio.

Questa melina avviene a ogni tragitto per andare a trovare i nonni. A volte John non usa nessuna delle idee della famiglia, ma il processo gli è essenziale per partorire ciò che finirà nei fumetti. Altre volte, invece, qualcosa gli torna utile. Come in questo caso: John Salvatore, il figlio minore, quello che tutti chiamano Junior, si è messo a disegnare un cattivo per l’Uomo Ragno. Lo ha chiamato Prowler (“predatore”) e gli ha messo addosso una corazza scintillante. Non va bene, un predatore dovrebbe essere il più discreto possibile per non farsi vedere dalle prede. Però il nome è interessante e l’idea arriva fino a Stan Lee, che la userà.