come non farmi finire di leggere un articolo

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C’è da fare una premessa fondamentale al pezzo che stai per leggere. La premessa fondamentale è che ho un gigantesco rispetto per Goffredo Fofi. Uno con la sua storia dovrebbe suscitare rispetto in chiunque, figuriamoci in uno come me che nel mondo delle riviste ci è dentro, anche se in un campionato diverso, e che comunque si occupa di cultura. (In più è eugubino, quindi mi sta simpatico a prescindere.)
Registrata la premessa? Bene.

Ho un gigantesco problema quando si mette un filtro politico a qualsiasi argomento. Ci sono i casi in cui sta bene, ci sono i casi in cui non disturba, e ci sono invece i casi in cui è pretestuoso e sbagliato nel profondo. Molto spesso nelle recensioni cinematografiche di Fofi trovo frasi che per la mia visione delle cose finiscono nell’ultima categoria. Mi successe mesi fa quando parlò di Whiplash e citò a vuoto Million Dollar Baby. Mi è successo di nuovo oggi, quando mi è venuto in mente di leggere cosa scrisse di Non essere cattivo: ero certo che ne avesse parlato. Infatti ne ha parlato: solo che non sono riuscito a finire il pezzo, perché ho trovato questa frase e ho tirato una sonora bestemmia:

«Non essere cattivo» di Claudio Caligari, appena uscito nelle sale e che si spera che il pubblico migliore corra a vedere

Il filtro politico qui è implicito, ed è più chiaro se segui le recensioni di Fofi per Internazionale: ci sono dei film che vanno visti per la loro valenza sociale, prima ancora che culturale.
Per la mia visione delle cose è una gigantesca, razzista cazzata.