Bud Spencer è stato immenso

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Gabriele Niola ha scritto un gran bel pezzo per spiegare perché Bud Spencer era Bud Spencer.

A chi mi chiedesse dove stia davvero la grandezza di Bud Spencer, di questo attore dotato di un repertorio minuscolo di espressioni (senza scherzare erano 4 e il fatto che tutti abbiamo in testa la sua faccia stufa, quella ridanciana, quella sbigottita e quella arrabbiata è la misura di quanto fossero poche ma calamitanti), impegnato quasi sempre in film di nessuna sofisticazione cinematografica e mai preso da un ruolo anche solo vagamente complesso (almeno prima di un Olmi fuori tempo massimo), direi che la sua grandezza non è facile da comprendere. (...)

Jackie Lang sui 400 calci ha scritto un pezzo bellissimo sullo stile di combattimento di Bud.

Bud Spencer è stato il più grande artista marziale del cinema italiano. Non solo perché probabilmente l’unico ma perché a differenza di molti altri, anche non italiani, aveva un repertorio di colpi propri che nessun altro può vantare. Aveva uno stile coerente e ben identificabile, aveva mosse sue, esclusive, che non usava e non usa nessun altro, così legate a sè che chiunque le usasse sarebbe evidente che sta imitando Bud Spencer. Sopra a tutto aveva un modo di intendere il conflitto tutto suo, il che lo rende un artista marziale e noi di i400calci intendiamo celebrare la sua scomparsa con un breve compendio delle sue mosse esclusive, quelle che non si trovano in nessun altro combattente del cinema. (...)