grandi speranze

essere John Romita Jr.

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Un altro articolo meraviglioso sfornato dagli amici di Fumettologica.

John Victor disegna fumetti, un lavoro strano, di quelli che non hanno un vero orario e di solito un lavoro senza orario significa un lavoro a tutte le ore. Il viaggio verso Hartford ne dura tre ed è monotono. Il paesaggio del Connecticut che sfila dal finestrino è poco interessante e l’Interstate 95 è dritta, non ci vuole grande concentrazione per guidare.

Per ammazzare il tempo, John ne approfitta per chiedere consiglio alla famiglia su cosa dovrebbe succedere nel suo prossimo lavoro, un fumetto in cui si scontrano l’Uomo Ragno e Devil. Dove lavora lui usano il “metodo Marvel”. Lo sceneggiatore, Stan Lee, gli ha dato l’idea generale della storia e due o tre punti chiave nel mezzo, poi se ne è andato a fare altro. Tocca a John il compito di sviscerare il resto dell’albo. E di disegnarlo. Quando avrà finito, lo sceneggiatore inserirà i dialoghi. Lee gli ha detto che Devil deve avere un momento di crisi. Virginia, la moglie, propone di far perdere i poteri a Devil. Su questo spunto, Victor, il figlio maggiore, suggerisce che l’eroe potrebbe momentaneamente riacquisire la vista. Continuano così fino alla fine del viaggio.

Questa melina avviene a ogni tragitto per andare a trovare i nonni. A volte John non usa nessuna delle idee della famiglia, ma il processo gli è essenziale per partorire ciò che finirà nei fumetti. Altre volte, invece, qualcosa gli torna utile. Come in questo caso: John Salvatore, il figlio minore, quello che tutti chiamano Junior, si è messo a disegnare un cattivo per l’Uomo Ragno. Lo ha chiamato Prowler (“predatore”) e gli ha messo addosso una corazza scintillante. Non va bene, un predatore dovrebbe essere il più discreto possibile per non farsi vedere dalle prede. Però il nome è interessante e l’idea arriva fino a Stan Lee, che la userà.

nearly killed in 1998 fire, ECSU graduate reunites with hartford cop who saved her

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Una di quelle storie che ti riappacificano col mondo intero.

Aponte has a special place in her heart for retired Hartford police detective Peter Getz, who stood with her, beaming as if she were his own child, in the XL Center Tuesday as she graduated magna cum laude from Eastern Connecticut State University.

"There are only a few moments that are so important in life," Aponte said. "I wanted to share my graduation with everyone who's important to me, who have been there for me, and who helped me through tough times."

Getz certainly fits that description: He first crossed paths with Aponte on June 25, 1998, a day the 23-year-old describes as the "best and worst day" of her life.

"I almost died, but I was given a second chance at life," she said. "And it was because of Peter and all the authorities, everyone who came to help that day."

ti ricordi quei giorni?

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È che a volte le cose, le storie, finiscono, non c'è niente di male.

Qui un poco piove e un poco il sole, aspettiamo ogni giorno
che questa estate finisca,
che ogni incertezza svanisca...

E tu? Io non ricordo più che voce hai...
Che cosa fai?
Io non credo davvero
che quel tempo ritorni,
ma ricordo quei giorni,
ma ricordo quei giorni,
ma ricordo quei giorni
ma ricordo...

cicciottelle

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Te la sei scordata la figura di merda del Quotidiano Nazionale? Be', non c'è motivo di dimenticarsene, anche perché c'è un discorso molto più ampio e importante da fare, e Gloria Baldoni l'ha fatto.

E questo passaggio, secondo me, è una cosa importantissima che dobbiamo capire bene tutti:

Non è vero che dobbiamo attrezzarci contro i giudizi degli altri; sono piuttosto gli altri che devono imparare a tenersi la lingua in bocca se stanno per dire qualcosa di evitabile, e se necessario devono in prima battuta imparare a riconoscere l’inopportunità di un giudizio personale (un buon esercizio potrebbe essere quello di domandarsi: è utile? Costruttivo? Mi piacerebbe sentirmelo dire? Talvolta basta così poco).

Disney e Miyazaki

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Un corposo e notevolissimo articolo sulla natura vista nelle produzioni Disney e in quelle dello Studio Ghibli (specificatamente in Miyazaki).

L'idea di questo pezzo è venuta ascoltando una puntata di Ricciotto in cui Aldo esprimeva giudizi secondo l'autore poco lusinghieri nei confronti della visione della natura nei film Disney (il casus belli è stato l'ultimo Libro della giungla). Dopo un breve battibecco amichevole su Twitter, Mario ha fatto quello che si dovrebbe fare in tutti i casi in cui non sei d'accordo con qualcuno: argomentare.

Bud Spencer è stato immenso

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Gabriele Niola ha scritto un gran bel pezzo per spiegare perché Bud Spencer era Bud Spencer.

A chi mi chiedesse dove stia davvero la grandezza di Bud Spencer, di questo attore dotato di un repertorio minuscolo di espressioni (senza scherzare erano 4 e il fatto che tutti abbiamo in testa la sua faccia stufa, quella ridanciana, quella sbigottita e quella arrabbiata è la misura di quanto fossero poche ma calamitanti), impegnato quasi sempre in film di nessuna sofisticazione cinematografica e mai preso da un ruolo anche solo vagamente complesso (almeno prima di un Olmi fuori tempo massimo), direi che la sua grandezza non è facile da comprendere. (...)

Jackie Lang sui 400 calci ha scritto un pezzo bellissimo sullo stile di combattimento di Bud.

Bud Spencer è stato il più grande artista marziale del cinema italiano. Non solo perché probabilmente l’unico ma perché a differenza di molti altri, anche non italiani, aveva un repertorio di colpi propri che nessun altro può vantare. Aveva uno stile coerente e ben identificabile, aveva mosse sue, esclusive, che non usava e non usa nessun altro, così legate a sè che chiunque le usasse sarebbe evidente che sta imitando Bud Spencer. Sopra a tutto aveva un modo di intendere il conflitto tutto suo, il che lo rende un artista marziale e noi di i400calci intendiamo celebrare la sua scomparsa con un breve compendio delle sue mosse esclusive, quelle che non si trovano in nessun altro combattente del cinema. (...)

RAMS

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RAMS: The First Feature Documentary About Dieter Rams, il nuovo documentario di Gary Hustwit. Sono un grande fan dei suoi film (e personalmente ritengo Helvetica il più bel documentario che io abbia mai visto), e sono davvero contento che Hustwit continui a dirigere e produrre analisi sul design.

Mancano 70.000€ per il raggiungimento del goal iniziale. Direi che in due giorni abbiamo raccolto già molto.

#pazweek

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Notevolissima serie di articoli su Fumettologica:

In occasione dei 60 anni dalla nascita di Andrea Pazienza, che ricorrono il prossimo 23 maggio, Fumettologica dedica al fumettista una settimana di articoli, interviste, ricordi e approfondimenti. L’iniziativa si può seguire sui social tramite l’hashtag #pazweek.