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il ruggito del leone

Posted by: on Aug 16, 2011 | No Comments

Stamattina mi sono svegliato, ci ho pensato un attimo, ho eseguito un ultimo backup con Time Machine, ho lanciato Mac App Store e ho comprato Mac OS 10.7, Lion per gli amici. Ho fatto due conti: è il terzo sistema operativo che gira sul mio MacBook Pro comprato venticinque mesi fa. In poco più di due anni, il piccino si sta sorbendo una quantità di cambiamenti notevoli, e si comporta ancora bene (anche se credo sia arrivata l’ora di aumentargli la RAM: ma non ho soldi, quindi amen).

In generale, Lion mi fa usare il portatile in una maniera diversa. Sarà interessante capire come si integrano tutte le novità di questa release con la mia classica postazione semi-desktop (monitor esterno, scrivania estesa, tasteria e mouse bluetooth): appena succede, ti faccio sapere. Però sono 23,99€ da spendere a cuor leggero. A meno che per lavoro non fai affidamento su alcune applicazioni che non sono ancora state aggiornate e testate sul nuovo sistema operativo: informati, prima, non fare come quel mio amico che si è comprato i biglietti per andare a Parigi pensando di dormire da me a Milano quando io però non ci sono.

Questo mio pezzo non vuole essere una recensione esaustiva: non può esserlo, perché il sistema ce l’ho da poche ore e non è stato proprio possibile capire tutto-tutto-tutto di Lion. Poi, non mi metto mica a gareggiare con pezzi professionali come quelli di John Siracusa (solo diciannove pagine di pezzo…): quella è gente che si guadagna il pane con recensioni tecniche, io conosco male i rudimenti di informatica, quindi non è che possa parlare più di tanto.

Così ti dico quello che mi piace e quello che non mi piace. Facciamola semplice, su.

Mi piace:

Versioni. È stata la prima cosa di cui ho verificato il funzionamento appena aggiornato il sistema. È un Time Machine di tutti i documenti: scrivi qualcosa, lo cambi, continui a scrivere, ti rendi conto che la modifica non ti soddisfa: vai sulla barra del titolo e accanto al nome del file si attiva la possibilità di verificare le versioni precedenti.

I gesti: la “bomba” a quattro dita per richiamare Launchpad, le tre dita di lato per sfogliare le scrivanie virtuali: funzionano. E anche il fantomatico scrolling ‘invertito’ funziona, perché son ben che abituato allo stesso gesto grazie all’iPhone. Usare due dita per andare avanti o indietro nella cronologia delle pagine di Safari, poi, è davvero comodo.

L’assenza delle barre di scorrimento: così è tutto più naturale ed elegante. Come in un libro: sai a che pagina sei solo se vuoi guardare il numero della pagina che stai leggendo. Idem adesso: normalmente non ci sono barre di scorrimento, ma se muovi il contenuto del documento, compaiono (e ti danno un’idea del punto in cui sei: in un testo, in una foto, in un elenco di file).

Mission Control: a parte la solita retorica un po’ tronfia di Apple (sui nomi ogni tanto rompe davvero il cazzo), avere a portata di dita tutto quello che stai facendo è ottimo, funzionale e rapido: guarda l’immagine qui sotto e ti farai un’idea.

Applicazioni a tutto schermo: per il momento uso solo Mail e Safari (quest’ultimo con aperta la finestra dell’elenco delle pagine salvate da leggere più tardi – vedi alla voce «abbiamo copiato da Instapaper, sì, però l’abbiamo copiato poco così lui può continuare a fare i soldi e noi aggiungiamo una piccola funzionalità per sentirci più bravi») Safari in questa configurazione riempie giusto giusto e bene bene i 15 pollici del MB Pro:

Mail si gestisce bene: quando rispondi a una mail, questa diventa la cosa più importante sullo schermo in quel momento, e il resto si oscura (certo, devi utilizzare Mail a schermo pieno per notarlo):

(Anche Anteprima, usata a tutto schermo, diventa davvero carina.)

Il computer in generale sembra più reattivo, e il codice di Lion dev’essere ottimizzato davvero bene: perché ho recuperato un po’ più di 3GB quando l’ho installato.

Non sono sicuro:

Mail. La nuova interfaccia è a metà tra quella classica di Mail (vedi sotto Snow Leopard) e quella di Mail per iPad. Son sicuro che mi abituerò subito a Mail per iPad, se e quando ce l’avrò, proprio grazie a questa. Ma c’è qualcosa che non mi torna. Magari è solo da farci l’occhio.

Il fatto che la Libreria dell’utente sia stata nascosta: è comprensibile (Apple vuole impedirti di smanettare col computer, perché sa che per ogni smanettone vero ci sono cinquanta persone che hanno comprato il Mac e lo vogliono usare come un elettrodomestico, e farebbero solo casini), ed è facilmente risolvibile.

Non va bene:

Per il momento, l’unica cosa che stona un po’ è il comportamento di iTunes nell’economia delle scrivanie virtuali: passo da Mail a tutto schermo alla scrivania su cui si trova l’app di Twitter, e mi ritrovo iTunes. Passo alla scrivania virtuale su cui c’è il documento di Pages che contiene questo pezzo, e mi ritrovo iTunes. Se provo a spostarla di peso da qualche parte, iTunes fa il cazzo che vuole. Se utilizzo il classico Cmd+Tab per cambiare applicazioni al volo, e scelgo un’applicazione nella scrivania di iTunes, la finestra di iTunes compare sopra tutte le altre. Non è un grave problema: l’archivio sotto “rottura di cazzo non debilitante per la mia produttività”, anche se la quantità di bestemmie oggi è un po’ aumentata. (Ho risolto adesso, mentre scrivevo: ho fatto girare iTunes a tutto schermo, così sta confinata nella sua scrivania virtuale e non rompe più il cazzo.)

(A latere, e non c’entra con Apple: mi piace che Fastweb ci abbia messo solo un’oretta e mezzo a tirar giù 3.5 GB: a Mestre, con Telecom, ci avrei messo una mezza giornata almeno.)

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