gs on Amazon

@font-face

Spettacolare dimostrazione della regola @font-face per i CSS. Devo riprendere in mano tutte ‘ste cose.
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carini, questi

Campagna pubblicitaria di Microsoft per il nuovo Internet Explorer 8. Molto divertenti.

(John Gruber
fa notare che gli spot utilizzano Helvetica anziché Arial, la “copia” di Helvetica fatta fare da Microsoft. Bizzarro.)
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smuovere le masse

L’altro giorno ho ricevuto un’email da un amico che, tra le altre cose, diceva di aver acquistato su Ibs Big Fish dopo aver letto la mia recensione: non perché la mia recensione l’avesse particolarmente colpito, semplicemente non sapeva che esistesse anche il libro da cui è stato tratto un film fantastico.

Però, per un poco, mi sono sentito importante.
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job's back

Il commento migliore sul ritorno di Steve Jobs al lavoro ce l’hanno avuto quelli di The Joy Of Tech.

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(Clicca sulla vignetta per vederla alle sue giuste e meritevoli dimensioni!)
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contrordine

Niente porno sull’App Store.
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500 days of clip

Sulla pagina dedicata ai trailer del sito di Apple, trovi questa clip da 500 Days Of Summer, che non vedo l’ora di vedere.
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I love radio rock

Strambo, appassionato, colorato, fantastico film, pieno di musica e di grandissimi attori: I Love Radio Rock. In originale faceva «The Boat That Rocked»: curioso che per tradurre un titolo inglese si sia usato l’inglese.
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un romanzo di proporzioni mitologiche

Di Edward Bloom, lo stralunato, a volte folle, sempre geniale protagonista del suo Big Fish, Daniel Wallace costruisce una biografia impossibile. Pochi sono i punti certi (uno su tutti: il figlio, William), tutti i dettagli e i “fatti” sono passibili di verifica e probabilmente non ne passerebbero una accurata. Il problema è che Edward Bloom racconta storie. Tante storie. Storie esagerate e incredibili che mischiano le carte e impediscono a chiunque di capire chi è veramente, che cosa ha fatto veramente Edward Bloom.

Ma è importante sapere chi è una persona? O alla fin fine non rimane nient’altro che le storie che ha raccontato, e le storie che si possono raccontare su di lui? Non è una domanda stupida, né scontata, e non è facile rispondere.
Big Fish tratteggia una strada, e non è una strada per tutti. È la strada di chi crede che dietro ogni storia ci sia un universo, un mondo da guardare anche senza capire. È la strada della curiosità, della passione, e del coraggio di credere alle proprie storie. Anche se le storie prendono il sopravvento su di noi e non ci lasciano più.

William Bloom è sul baratro dell’oblio, in questo romanzo: suo padre sta morendo e tutto quello che rimarrà di lui saranno le storie che ha raccontato nella sua vita, i fatti immaginari in cui s’è immerso e in cui ha sempre vinto. La città che ha comprato, le persone che ha salvato, quelle che ha aiutato. Ma non esistono, quelle persone, quelle città. Non c’è niente.

O forse sì? «A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Continueranno a vivere dopo di lui, e così diventa immortale». Eccolo, il romanzo mitologico: crea un mondo, David Wallace, con questo piccolo romanzo poetico e commosso, che ferma la vita di Edward Bloom proprio nel momento migliore: quello in cui diventa un mito.

D’altro canto, durante la maggior parte del tempo che passiamo con altre persone noi parliamo, e parlando raccontiamo storie: la vita è una narrazione. Importa poco, alla fine dei giorni, che quella narrazione fosse veritiera. L’importante è la sua forza, e la sua sincerità.
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ieri al Nebri

È stata una bella serata, davvero. La “musica letteraria” è stata fantastica, c’era un bel po’ di gente interessata, e abbiamo distribuito una quantità spropositata di opuscolini. Il che fa sempre bene.

Per me, che la serata l’ho organizzata, è andata ancora meglio, pur con qualche intoppo (un giorno lo racconterò ai tuoi nipotini). Il “service” è stato fatto da me e Stefano Breda, che si è dedicato a quest’impresa sotto tutti i punti di vista: ha preso contatti col pub e definito gli orari e le nostre possibilità; ha procurato la strumentazione perché i musici non venissero da Castelfranco con tre auto piene di roba (un pallino mio più che loro); mi ha aiutato a montare e smontare quel piccolo palco e a proteggerlo dalla pioggia; e ha pure fatto venire un po’ di amici a sentire la serata.

Insomma, se fosse possibile vorrei fare una statua a Stefano Breda. Per quel che vale, perpetuo il suo impegno sulle pagine di Grandi Speranze, a futura memoria, per ringraziarlo, ché se lo merita.
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alice socal

È una nostra cara amica, una bravissima disegnatrice, e sa come prendersi in giro: basta leggere l’intervista che le ha fatto Ale. E, solo una precisazione: col cazzo che il sushi non esiste! Happy
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bram stocker's dracula

Non so per quale motivo io abbia rivisto questo film, ma come ogni volta che lo guardo, sono rimasto incredulo di fronte alla bravura di tutti gli attori (persino Hopkins, che secondo me spesso caga fuori dal boccale), da certe invenzioni di regia, dal montaggio. E dalla musica, incredibile e avvolgente, e perfetta.

Che poi, invenzioni di regia: certe dissolvenze si usavano ottant’anni fa. Ed è qui la grandissima forza del film, anche: stupire con cose “vecchie”. Solo i grandi possono riuscirci.

dracula
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challengers

L’ultimo disco dei New Pornographers è davvero bello!
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porno su App Store

Era ora! Happy Il porno su App Store.

(Via
Wittgenstein Links.)
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big fish

Il film è uno dei più belli e commoventi che io abbia mai visto. Il libro (scritto nel 1998) gli sta dietro senza grossi problemi. E io mi commuovo facilmente, quando si parla di padre e figlio.
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ci sono cascato anch'io

Vediamo com’è, ‘sto Twitter. (Qui a lato puoi vedere gli - eventuali - aggiornamenti.)
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