wordpress su iPhone
22/07/08 21:37
La notizia è
notevole davvero: WordPress adesso dispone di
un client da usare su iPhone/iPod
Touch. Usassi ancora quella
piattaforma di CSM, sarebbe per me una di quelle
notizie che cambiano il senso di una intera
settimana.
Magari succederà così quando uscirà l’analogo di
RapidWeaver (anche se la vedo
dura).
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lapsus
22/07/08 21:27
Questa mattina
ho iniziato a leggere Lapsus di Flavio Pagani, degli
amici Sognatori. Alcune considerazioni
letterarie: ha ragione Moscatelli quando dice, nella
presentazione, che non bisogna «cercare eventuali
referenti: Lapsus
è
Lapsus
e basta».
Oro colato. E poi la scrittura di Flavio aggruma
anche lei parole, come Lucilla, ma l’affabulatore qui
si muove su un registro diverso, raccoglie e spara
come un mitragliatore decine di riferimenti,
incroci, personaggi: ad ogni pagina.
Poi una nota di costume: questa è una di quelle volte in cui leggi qualcosa di una persona che già conosci. Flavio l’ho conosciuto, anche se per poche ore, alla serata a Vicenza. E leggere il suo libro avendo in mente la sua voce e il suo modo di gesticolare è una di quelle piccole fortune che ti condiscono le giornate.
Poi una nota di costume: questa è una di quelle volte in cui leggi qualcosa di una persona che già conosci. Flavio l’ho conosciuto, anche se per poche ore, alla serata a Vicenza. E leggere il suo libro avendo in mente la sua voce e il suo modo di gesticolare è una di quelle piccole fortune che ti condiscono le giornate.
i dolori dell'iPhone
22/07/08 01:18
Bell’articolo di David
Heinemeier sulle debolezze di
iPhone 3G (quello che tra un paio di giorni
stringerò tra le dita, quindi qualsiasi mio commento
è posticipato a un po’ di gioco coll’apparecchio).
Devo dire che condivido le sue perplessità, dopo una
settimana e più d’utilizzo del firmware 2.0: freeze
del sistema, crash delle applicazioni, e tanti
piccoli problemini che alla fin fine, per me, non
rovinano l’esperienza d’uso. Ma posso capire che ci
sia chi, invece, rimane piuttosto scontento.
Il succo del suo intervento, comunque, è tutto qui:
D’altro canto, mi rendo conto che coordinare e portare a termine il debutto di iPhone 3G in più di venti paesi simultaneamente, e al contempo offrire le nuove potenzialità di MobileMe e del firmware 2.0 a chi l’iPhone l’aveva già comprato non sia proprio un compito facile. Alla luce dei continui problemi di MobileMe, però, mi sa che questa volta hanno fatto il passo più lungo della gamba.
Non credo che questo passo, in ogni caso, inciderà più di tanto sui volumi di vendita o sul fatturato del terzo trimestre. (Già il secondo è andato piuttosto bene...)
Il succo del suo intervento, comunque, è tutto qui:
Sembra che Apple si sia concentrata talmente tanto nel raggiungere i miglioramenti rispetto all’1.0 da aver perso di vista quello che tutti amavano della prima versione. Sì, l’iPhone è più economico (non tanto), più veloce (talvolta), ci sono applicazioni installabili, e il GPS, ma lungo la strada ha perso un po’ dell’anima di Apple.
D’altro canto, mi rendo conto che coordinare e portare a termine il debutto di iPhone 3G in più di venti paesi simultaneamente, e al contempo offrire le nuove potenzialità di MobileMe e del firmware 2.0 a chi l’iPhone l’aveva già comprato non sia proprio un compito facile. Alla luce dei continui problemi di MobileMe, però, mi sa che questa volta hanno fatto il passo più lungo della gamba.
Non credo che questo passo, in ogni caso, inciderà più di tanto sui volumi di vendita o sul fatturato del terzo trimestre. (Già il secondo è andato piuttosto bene...)
dania ed eluana
21/07/08 20:59
quante luci vedi?
21/07/08 19:43
Alzi la mano
chi ha pensato, leggendo distrattamente il titolo
dell’articolo che parla della bambina picchiata quasi a morte dal
padre: ‘n’altra storia di
zingari/negri/bangladesh/quelchetipare.
Io, onestamente: l’ho pensato. Significa che hanno vinto loro, mannaggia. Significa che le luci che vedo non sono quelle che esistono davvero. Significa che inizio ad avere paura del diverso, e che associo ogni atto “strambo” a un diverso. Significa, puttanatroia, che la mia intelligenza ha perso. Non sarebbe la prima volta e non sarebbe poi così grave, se non fosse che qui si mette a rischio la convivenza civile.
Io, onestamente: l’ho pensato. Significa che hanno vinto loro, mannaggia. Significa che le luci che vedo non sono quelle che esistono davvero. Significa che inizio ad avere paura del diverso, e che associo ogni atto “strambo” a un diverso. Significa, puttanatroia, che la mia intelligenza ha perso. Non sarebbe la prima volta e non sarebbe poi così grave, se non fosse che qui si mette a rischio la convivenza civile.
quattro
20/07/08 23:51
Fan quattro
anni, oggi. Oggi che la giornata è quasi finita, e
l’abbiam passata a dormire (eravamo entrambi sfatti:
lei da un paio di settimane di summer school sulla
proprietà intellettuale, io da qualche giorno di
produzione). A dormire, e pulire un po’ casa, anche se
abbiamo dormito troppo.
Comunque, sonno o no, pulizie o meno, fan quattro anni. Quattro anni, bene o male, fanno circa un sesto della mia vita. E poco più di un quinto della sua. Allora in questo quarto anniversario l’unica cosa che mi viene da pensare è che sia solo uno dei tanti che abbiamo ancora davanti. Mica tanto altro. Uno dei tanti anni, pieni di cose belle e di cose brutte, di sorrisi e di solenni incazzature, piccoli gesti e grandi baci. Roba così.
E allora, nel quarto anniversario, vado giù di medley. Somewhere In Time/Believe, di seguito così come nel disco. Il disco è Streets, ma qui siamo al live tributo a Criss Oliva, un concerto cui avrei voluto andare, e che si è svolto pochi mesi dopo aver conosciuto la Dolcissima. Direi che ci sta bene.
(E pare che non siamo i soli a fare quattro anni: pure Powazek e sua moglie!)
Comunque, sonno o no, pulizie o meno, fan quattro anni. Quattro anni, bene o male, fanno circa un sesto della mia vita. E poco più di un quinto della sua. Allora in questo quarto anniversario l’unica cosa che mi viene da pensare è che sia solo uno dei tanti che abbiamo ancora davanti. Mica tanto altro. Uno dei tanti anni, pieni di cose belle e di cose brutte, di sorrisi e di solenni incazzature, piccoli gesti e grandi baci. Roba così.
E allora, nel quarto anniversario, vado giù di medley. Somewhere In Time/Believe, di seguito così come nel disco. Il disco è Streets, ma qui siamo al live tributo a Criss Oliva, un concerto cui avrei voluto andare, e che si è svolto pochi mesi dopo aver conosciuto la Dolcissima. Direi che ci sta bene.
(E pare che non siamo i soli a fare quattro anni: pure Powazek e sua moglie!)
bravissimo a sbagliare
20/07/08 14:29 Archiviato in:recensione
Bravissimo a sbagliare
è l’esordio
di Nicolas Vaporidis dietro una macchina da
scrivere. O almeno, mi auguro che sia l’esordio.
(Ok, «macchina da scrivere» è un termine un po’ arcaico, ma sono cresciuto nel secolo scorso e spero tu me lo perdoni.)
Mi auguro che sia un esordio perché ci trovo dentro tanti degli errori tipici di chi non ha mai scritto più di tanto in vita sua (errori anche miei, dieci anni fa), ma nel complesso il libro scivola via veloce e senza grossi traumi. Anche se mi ha dato fastidio l’uso del corsivo per il personaggio di Irene, a capitoli alterni.
Possiamo stare a disquisire giorni, come al solito, sul perché l’esordio di Vaporidis è pubblicato e quello di tanti altri no; ma non è questo il punto della mia breve receensione. Il libro è leggibile, a tratti divertente, e realistico nella descrizione del mondo del cine. Ne so qualcosa...
(Ok, «macchina da scrivere» è un termine un po’ arcaico, ma sono cresciuto nel secolo scorso e spero tu me lo perdoni.)
Mi auguro che sia un esordio perché ci trovo dentro tanti degli errori tipici di chi non ha mai scritto più di tanto in vita sua (errori anche miei, dieci anni fa), ma nel complesso il libro scivola via veloce e senza grossi traumi. Anche se mi ha dato fastidio l’uso del corsivo per il personaggio di Irene, a capitoli alterni.
Possiamo stare a disquisire giorni, come al solito, sul perché l’esordio di Vaporidis è pubblicato e quello di tanti altri no; ma non è questo il punto della mia breve receensione. Il libro è leggibile, a tratti divertente, e realistico nella descrizione del mondo del cine. Ne so qualcosa...